p. Gaetano Piccolo S.I. – Commento al Vangelo di domenica 4 Ottobre 2020

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La tentazione del possesso

Una delle novitร  introdotte in questi ultimi anni da Papa Francesco รจ stata quella di rendere temporanei alcuni incarichi che prima venivano implicitamente considerati a vita. Questa nuova prassi, che sicuramente ha la sua radice nel modello della vita religiosa, cui Papa Francesco si ispira, aiuta a considerare con piรน realismo le cose: niente ci appartiene e non possiamo diventare proprietari di quello che non รจ nostro se non usurpandone il possesso!

Si tratta di una tentazione che si verifica spesso nei luoghi di potere, quando ci viene affidata una responsabilitร , quando siamo chiamati a un servizio: facilmente ci consideriamo padroni. Eppure a ben guardare non arriviamo mai a essere proprietari di qualcosa, tutto ci puรฒ essere tolto in qualunque momento: i nostri cari, i nostri ruoli, la salute, perfino la nostra stessa vita. Del resto anche il primo peccato nasceva da un tentativo di appropriarsi di un dono: i frutti erano stati donati ad Adamo perchรฉ ne godesse e invece si lascia prendere dalla tentazione di averli tutti per sรฉ.

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Il giardino, la vigna e la terra

Questa deriva del potere รจ una possibile chiave per entrare nella parabola che Gesรน racconta in questo passo del Vangelo, nel quale utilizza lโ€™immagine della vigna, una vigna data in affitto a dei contadini che vogliono usurparne il possesso. รˆ dunque chiaro a questo punto che attraverso lโ€™immagine della vigna, Gesรน sta rievocando in poche battute lโ€™intera storia della salvezza. La vigna rimanda infatti innanzitutto al giardino della creazione, quel giardino preparato, curato e donato allโ€™uomo. Un giardino in cui ci sono degli alberi per orientarsi cosรฌ come in questa vigna cโ€™รจ una torre per non perdersi tra i filari. Ma sappiamo bene come per lโ€™autore biblico quel giardino, e dunque anche questa vigna, siano il simbolo della terra che รจ stata data a Israele, gratuitamente, come un dono immeritato. E per aiutare il popolo a rimanere in quella terra, Dio ha donato anche la legge, come albero e torre, per orientarsi e rimanere nella relazione con Dio.

Dove tutto avviene

Lโ€™immagine della vigna, proprio per questo, ritorna continuamente nella Scrittura, per indicare tutte quelle dinamiche e quelle contraddizioni che attraversano la storia dโ€™Israele, nonchรฉ la storia dellโ€™umanitร : la vigna รจ il luogo dellโ€™amore da custodire, lโ€™amore su cui vigilare, come racconta il Cantico dei Cantici (ยซI figli di mia madre si sono sdegnati con me: mi hanno messo a guardia delle vigne; la mia vigna, la mia, non lโ€™ho custoditaยป, Ct 1,6), ma รจ anche il luogo dellโ€™abuso, come nella storia di Nabot, in cui la regina Gezabele fa accusare e mettere a morte Nabot per togliergli la vigna e darla a suo marito, il re Acab (1Re 21,1-26).

Un Dio paziente

Lungo tutta questa storia, cosรฌ come nella parabola che Gesรน racconta, emerge perรฒ anche lโ€™immagine di un Dio paziente, un Dio che prova in tutti i modi a suscitare la conversione dellโ€™uomo. Egli continua a sollecitarci, ad attendere e sperare nella comprensione e nel cambiamento dellโ€™uomo. Al contrario lโ€™atteggiamento dellโ€™uomo, come mostra la parabola, รจ finalizzato a escludere Dio: i contadini vogliono uccidere il Figlio, perchรฉ รจ lโ€™erede. Una volta tolto di mezzo lui, la vigna, nei loro deliri, diventa loro proprietร . Lโ€™atteggiamento verso la terra, verso questo mondo, a volte anche sotto apparenza di bene, tendono a eliminare Dio. Lโ€™uomo vuole essere padrone del proprio destino.

Purtroppo, di tanto in tanto, come anche nel momento che stiamo vivendo, la realtร  ci dimostra che facilmente tutto ci puรฒ sfuggire di mano e che di fatto non cโ€™รจ nulla che possiamo controllare in maniera definitiva e permanente. Forse, allora, anche il dramma che stiamo attraversando puรฒ insegnarci, ancora una volta, che siamo solo affittuari e che il nostro compito รจ curare questa terra in nome di una Altro, un Altro che si รจ fidato e si fida di noi e che spera, per il nostro bene, nella nostra conversione.

Leggersi dentro

  • Se oggi ti venisse chiesto di lasciare il tuo posto di responsabilitร  o il tuo ruolo, saresti disposto?
  • Vivi la tua vita in maniera autocentrata o nella consapevolezza di collaborare con lโ€™opera di Dio?

P. Gaetano Piccolo S.I.
Compagnia di Gesรน (Societas Iesu)Fonte


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