Lโesperienza dellโamore
Quando siamo innamorati, quando siamo coinvolti affettivamente in una relazione, quando ci dedichiamo con passione a un progetto per qualcosa di buono, quando ci mettiamo a servizio degli altri con generositร , avvertiamo una crescita interiore, ci sentiamo realizzati. ร proprio la dinamica dellโamore: quando lo viviamo, portiamo un poโ di piรน a compimento quello che siamo.
Se proviamo a immaginare, senza poterlo comprendere fino in fondo, cosa sarebbe questa realizzazione nellโamore, portata alla sua pienezza, possiamo intuire qualcosa di Dio e del cammino che desidera per noi. Amando, diventiamo sempre piรน simili allโAmore. Al contrario, piรน diamo spazio alla cattiveria, al rancore, al disprezzo, alla menzogna, tanto piรน ci allontaniamo dallโimmagine di Dio in noi.
Questo cammino dellโuomo verso il divino lo aveva intuito anche Platone, che a suo modo lo esprime nel Fedro con una bella immagine: lโamore mette le ali allโamato, perchรฉ fa sperimentare allโanima qualcosa del divino.
Venirsi incontro
I testi della liturgia di questa domenica declinano i tratti dellโamore, mostrandoci il desiderio di Dio per noi: quello di farci sentire pienamente amati.
Lโamore รจ un venirsi incontro e lasciarsi trasformare. Nel testo dellโEsodo che ci viene proposto infatti viene descritto un diverso movimento di Mosรจ e di Dio: Mosรจ si alza e sale (Es 34,4), al contrario Dio, dice il testo, scese (Es 34,5). Le relazioni spesso si spezzano perchรฉ si va in direzioni opposte, non ci si guarda, non si tiene conto dellโaltro. Ci si ama quando si fa lo sforzo di cambiare persino la propria direzione pur di andare incontro allโaltro. Mosรจ ha in mano due tavole di pietra, dure come la cervice del popolo (cf Es 34,9), Dio invece perdona e fa di noi la sua ereditร . Lโamore infatti trasforma: quando ci si vuole bene, quando si sta insieme con il cuore, non si puรฒ non cambiare.
La vita come benedizione
Il segno dellโamore รจ la gratitudine: quando ami, anche le difficoltร ti sembrano meno pesanti, quando ci si ama, si affrontano insieme le fatiche, ci si aiuta a portare i pesi. Ed รจ questo che cambia lo sguardo sulla realtร . Le cose restano le stesse, ma possiamo vederle con occhi diversi. La vita diventa benedizione, come il Cantico di Daniele ci invita a ripetere in questa domenica.
I segni dellโamore
Lโamore si fa riconoscere. Ci sono dei segni inequivocabili che ci permettono di comprendere se stiamo amando, se ci sentiamo amati. Lโamore ci fa sentire realizzati: se ti senti avvilito, deluso, se ti sembra che le tue ali siano tarpate, se non riesci a volare, forse non รจ amore quello che stai vivendo. San Paolo ci ricorda, nella Seconda lettera ai Corinzi, che lโamore, cioรจ lโimmagine di Dio, il segno della sua presenza, รจ gioia, รจ coraggio, รจ pace.
Lโamore salva
Lโamore salva, dice Gesรน nel dialogo con Nicodemo (Gv 3,17): chi ti ama davvero non vuole distruggerti, non ti condanna, ma fa il possibile per salvare la tua vita. Il giudice spietato e impietoso non ama, รจ mosso dal rancore. Il Figlio รจ venuto nel mondo non per condannare, ma per salvare. Ma noi, con i nostri atteggiamenti, spesso sotto apparenza di bene, cerchiamo di distruggere lโaltro o di recuperarlo?
Lโamore non รจ autocelebrazione
Gesรน vorrebbe aiutare Nicodemo a entrare nel dinamismo dellโamore, ben diverso dalla staticitร della legge a cui รจ legato e affezionato: lo Spirito soffia, la Legge inquadra! Lโamore non puรฒ essere statico, perchรฉ รจ scambio: lโamante, dice santโIgnazio di Loyola, dร allโamato quello che lโamato non ha! Lโamore quindi รจ sempre relazione, altrimenti non potrebbe essere movimento.
Lโamore che Cristo ci rivela non puรฒ essere il motore immobile di Aristotele. Un Dio che ama non puรฒ essere chiuso nella solitudine dellโuno, altrimenti sarebbe autoreferenziale. Tuttโal piรน siamo noi che mettiamo al centro noi stessi e non riusciamo ad amare. Persino allโinterno di una relazione possiamo starci solo apparentemente: quando siamo solo noi il punto di riferimento, quando ciรฒ che conta sono solo le nostre ragioni e le nostre esigenze, allora non stiamo amando. Nellโisolamento dellโio non cโรจ amore, ma solo autocelebrazione.
Lโamore รจ trinitario
Se lโamore รจ movimento, allora non puรฒ essere neanche esclusione. Lโamore accoglie. Si puรฒ essere in due e non permettere a nessuno di entrare nello spazio di quella relazione. Quello non รจ amore, ma prigione. Una relazione in cui cโรจ amore diventa generativa, รจ feconda. Si preoccupa degli altri. Lโamore dei due รจ a servizio di altri.
Lo Spirito รจ lโamore tra il Padre e il Figlio che essi donano a chiunque lo voglia accogliere. La dualitร generativa รจ trinitaria. ร la dinamica dellโamore. Ogni amore, se รจ vero amore, non puรฒ che essere trinitario, quella รจ lโimmagine verso cui siamo in cammino.
Leggersi dentro
- Se guardi al tuo modo di amore, quali caratteristiche ritrovi?
- In che modo cerchi di vivere a immagine dellโamore trinitario?

per gentile concessione di P. Gaetano Piccolo S.I.
Fonte



