Il rischio della distanza
A causa della pandemia si รจ sviluppato tra le comunitร parrocchiali un frequente uso della comunicazione digitale. In particolare, nei mesi iniziali di confinamento ci si รจ attrezzati per trasmettere anche la Santa Messa. Siamo venuti cosรฌ a trovarci davanti a un nuovo fenomeno: le persone tendono a preferire questa modalitร a distanza per partecipare allโEucaristia. Occorre ricordare perรฒ che qualora non ci fossero reali impedimenti alla presenza fisica nel luogo dove si celebra, i fedeli sono invitati a partecipare in presenza alla celebrazione pur con tutte le dovute e necessarie precauzioni.
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Fatte salve quelle situazioni in cui รจ impossibile recarsi in parrocchia, guardare la celebrazione da uno schermo, ci rende per lo piรน spettatori. ร come se ci fosse da una parte una comunitร che celebra e dallโaltra qualcuno che guarda dallโesterno. Effettivamente stiamo assistendo al fenomeno di comunitร sempre piรน ipocondriache.
Eppure questa pratica ha trovato un terreno fecondo in un contesto culturale come il nostro nel quale preferiamo appunto guardare senza essere coinvolti. La liturgia eucaristica รจ al contrario unโesperienza che tocca la nostra sensibilitร , ci prende, ci compromette. Ci trasmette lโimmagine evidente di essere un solo corpo con altri credenti, un popolo. Lโeucaristia dunque non รจ qualcosa di cui usufruisco soltanto (magari attraverso uno schermo), ma รจ ciรฒ che io stesso contribuisco a realizzare.
Schermati
Questa premessa puรฒ essere particolarmente utile per comprendere il Vangelo di questa domenica, che in un certo senso ci presenta una persona schermata, una persona cioรจ che non vuole essere toccata e si tiene a distanza pur partecipando fisicamente. Si tratta di un uomo che probabilmente ogni sabato si recava nella sinagoga, cioรจ nel luogo in cui viene proclamata la Parola, eppure nรฉ lui nรฉ gli altri si erano mai accorti che era abitato da uno spirito impuro. Questโuomo รจ proprio lโimmagine del credente routinario, che ormai vive per abitudine unโesperienza che non gli dice piรน niente. La Parola di Dio infatti ci parla sempre, ma siamo noi che molte volte ci congeliamo per non sentire quello che il Signore vuole dirci. Quando nella preghiera non avvertiamo nessun movimento interiore davanti alla Parola di Dio, puรฒ essere utile farci una domanda: che cosโรจ che non voglio sentire?
A volte per esempio, anche nella comunicazione umana, ci chiudiamo per evitare di essere feriti. Quando ci sentiamo delusi o deboli, tendiamo a mettere una distanza. Abbiamo paura di essere colpiti, temiamo che ogni parola ci possa fare male.
Senza essere toccati
Paradossalmente lo spirito cattivo che abita questโuomo รจ uno spirito impuro che perรฒ impedisce che questโuomo sia toccato. In genere noi tendiamo a mettere in relazione lโimpuritร con il contatto, al contrario a volte lโimpuritร si esprime invece proprio nellโisolamento, nel rifiuto di una relazione che puรฒ metterci in crisi. Lo spirito impuro, rivolgendosi a Gesรน, dice infatti precisamente: ยซsei venuto a colpirci?ยป. ร come se questo spirito impuro fosse lo spirito del quieto vivere, di chi vuole stare lรฌ a sentire o a vedere senza essere coinvolto, forse proprio quello che succede quando ci riduciamo a guardare la Messa dietro uno schermo!
Lasciarsi ferire
A volte evitiamo che la Parola di Dio ci parli perchรฉ intuiamo che metterebbe in crisi la nostra vita: lo spirito impuro infatti non vuole essere toccato perchรฉ sa chi รจ Gesรน. Anche qui paradossalmente piรน conosciamo il Signore piรน siamo tentati di tenercene a distanza, perchรฉ intuiamo che cosa potrebbe provocare nella nostra vita e cosa potrebbe chiederci.
Lโincontro con la Parola di Dio infatti puรฒ non essere indolore: lโuomo della sinagoga per essere liberato dallo spirito impuro deve passare attraverso il dolore. Come ha scritto Papa Francesco nella Evangelii gaudium, i predicatori devono essere i primi a lasciarsi ferire ยซdalla viva ed efficace Parola di Dio, affinchรฉ questa penetri nei cuori dei loro uditoriยป (EG 150). Capiamo cosรฌ anche cosa voglia dire Marco affermando che Gesรน insegnava in maniera diversa dagli scribi, cioรจ con autoritร : Gesรน รจ il primo che si coinvolge nella parola che egli stesso annuncia!
Una parola da vivere
La Parola di Dio โ ed รจ significativo che questo testo del Vangelo capiti la domenica successiva a quella della Parola โ non รจ semplicemente da osservare con ammirazione, ma รจ una parola da vivere. Molte volte i fedeli apprezzano le omelie sulla base di un piacere meramente estetico, ma lo scopo della predicazione non puรฒ essere lโabilitร retorica, sebbene anche quella possa essere a servizio della conversione che รจ il vero scopo dellโannuncio.
Si racconta per esempio che un giorno un grande predicatore della cattedrale di Notre Dame, incuriosito dalla fama di San Giovanni Maria Vianney, si fosse recato nel piccolo villaggio di Ars. San Giovanni imbarazzato per la visita di quellโillustre predicatore disse timidamente: ยซmi hanno detto che quando lei predica a Notre Dame la gente per ascoltarla sale persino sui confessionali!ยป. Ma lโillustre predicatore, avendo ormai compreso chi aveva davanti, rispose: ยซsรฌ, ma quando predica lei vedo che la gente nei confessionali ci entra!ยป. Il famoso predicatore di Notre Dame sapeva bene infatti che il vero scopo della predicazione รจ la conversione del cuore, non lโapprezzamento estetico dellโeloquio.
ร evidente allora che la Parola di Dio di questa domenica ci sta chiedendo quanto personalmente ci lasciamo toccare da essa, quanto siamo disposti a metterci in discussione e quanto siamo aperti alla conversione. Puรฒ darsi infatti che anche noi abbiamo cercato e trovato qualche strategia per non essere disturbati nel nostro quieto vivere.
Leggersi dentro
- Ti lasci mettere in crisi dalla Parola di Dio?
- In quali aspetti della tua vita il Signore ti sta chiamando alla conversione?

P. Gaetano Piccolo S.I.