p. Gaetano Piccolo S.I. – Commento al Vangelo di domenica 28 Marzo 2021

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La scuola della sofferenza

Cโ€™รจ una scuola non molto amata, ma resa obbligatoria dalla vita, una scuola che tutti noi prima o poi dobbiamo frequentare, รจ la scuola della sofferenza. รˆ la scuola di quei tempi della vita da cui non possiamo scappare, momenti che possiamo giudicare inutili, sprecati, e che invece ci permettono di crescere. Lโ€™ingresso nella settimana santa costituisce proprio lโ€™inizio di questa scuola della sofferenza e apre un cammino che ci permette di rileggere quei tempi di sofferenza che di tanto in tanto siamo chiamati ad attraversare.

Imparare dal maestro

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Non a caso il capitolo 50 di Isaia ci parla di un servo che diventa discepolo, cioรจ che impara da un maestro. Dio รจ il maestro che ogni mattina apre lโ€™orecchio del discepolo e gli insegna a diventare servo, un percorso che passa appunto attraverso lโ€™accoglienza della sofferenza nella propria vita. Ma il Signore รจ un maestro che non lascia solo il discepolo, lo assiste, proprio perchรฉ conosce la debolezza del discepolo e sa che ha bisogno di essere accompagnato.

La lettera ai Filippesi ci ricorda anche che รจ Gesรน il primo a farsi servo e a entrare nella scuola della sofferenza: assume la condizione di servo e si fa obbediente fino alla morte. La sofferenza non รจ un incidente di percorso, ma รจ quellโ€™occasione di grazia, mediante la quale possiamo crescere nella relazione con Dio.

La solitudine della sofferenza

Tra queste due letture, la liturgia di questa domenica colloca il Salmo 21, di cui Gesรน pronuncerร  probabilmente alcune parole mentre รจ sulla croce. Nella sofferenza la fiducia in Dio รจ messa alla prova. Chi soffre si sente solo, perchรฉ si rende conto che nessuno puรฒ capire la sua sofferenza fino in fondo. La sofferenza รจ sempre personale, non รจ mai uguale alla sofferenza di un altro. Per questo, anche Gesรน ha certamente sperimentato questa solitudine della sofferenza, una solitudine che ci chiede perciรฒ di abbandonarci nelle braccia del padre proprio nel momento in cui ci sentiamo abbandonati.

Le cose da imparare

รˆ la consegna che Gesรน fa di se stesso: sulla croce porta a compimento quello che ha giร  anticipato nel Cenacolo. Giร  lรฌ Gesรน si รจ consegnato pienamente: questo รจ il mio corpo. La grande fatica dellโ€™uomo รจ la disponibilitร  a stare nella sofferenza. Inevitabilmente vogliamo fuggire. Mentre Gesรน consegna se stesso, Giuda, al contrario, pensando di eludere la sofferenza, consegna lโ€™altro. รˆ lโ€™uomo che si illude di evitare la propria sofferenza, facendola ricadere sullโ€™altro. Tutti abbiamo un capro espiatorio da consegnare, ma come mostra la vicenda di Giuda, in realtร  ogni uomo prima o poi incontra la sua sofferenza senza poterla evitare.

La sofferenza ci fa paura perchรฉ la consideriamo come uno spreco, vorremmo impiegare in altro il nostro tempo e le nostre energie. La sofferenza รจ proprio come un vasetto di alabastro spaccato. Sembra inutile, un gesto eccessivo e senza senso. E invece Gesรน ci suggerisce di imparare proprio dal gesto di quella donna, laddove gli uomini presenti vorrebbero investire quel denaro in azioni piรน remunerative.

Tempo di veritร 

La sofferenza รจ anche un momento di veritร . Tutti noi abbiamo imparato che quando siamo nella sofferenza vengono fuori le relazioni cosรฌ come sono. Ci sono infatti coloro che ci abbandonano e ci lasciano soli, ci sono coloro che vorrebbero affrontarla con la violenza di una spada, ci sono coloro che approfittano di quella sofferenza, inveiscono, esasperano, ci giocano. Se vuoi conoscere una persona, guardala mentre sta davanti alla tua sofferenza.

Nella nostra sofferenza cโ€™รจ anche chi, come il Cireneo, ne viene coinvolto suo malgrado. Perchรฉ la sofferenza non รจ mai solo nostra, non rimane rinchiusa dentro un contenitore personale, ma inevitabilmente contamina la vita degli altri.

Ci sono perรฒ anche coloro che rimangono sotto la nostra croce e non si allontanano. Cโ€™รจ persino chi, davanti alla sofferenza dellโ€™altro, trova un coraggio che non pensava di avere, come Giuseppe di Arimatea, che si espone, andando a chiedere il corpo di Gesรน. Il coraggio รจ uno dei frutti della sofferenza.

Cโ€™รจ una pietra che apparentemente sembra mettere la parola fine a questa storia. Invece, la sofferenza ha messo in moto un cammino, un fiume di amore che non si ferma. Gesรน ce lo ha ricordato piรน volte, ma non sempre ricordiamo la sua parola: il chicco di grano รจ avvolto dalla terra, ma molto presto fiorirร  e la messe sarร  abbondante. Allora, finalmente, potremo tornare a gioire!

Leggersi dentro

  • Come vivi i tempi di sofferenza?
  • Sei pronto a vedere la presenza di Dio anche nei momenti difficili?

P. Gaetano Piccolo S.I.
Fonte


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