p. Gaetano Piccolo S.I. – Commento al Vangelo di domenica 28 Giugno 2020

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E questo chi รจ? La novitร  che spaventa

Chi รจ veramente lo straniero? Perchรฉ facciamo tanta fatica ad aprirci allโ€™accoglienza non solo dellโ€™altro, ma anche allโ€™accoglienza della novitร , degli eventi che accadono, dellโ€™imprevisto? Puรฒ darsi forse che il primo straniero sai io, estraneo a me stesso, e come tale sono anche il primo che chiede di essere accolto. Se non accolgo me stesso, con le mie parti estranee o strane, non amate, non volute, difficilmente mi potrรฒ aprire allโ€™accoglienza di qualcun altro, persona o evento che sia.

Probabilmente potrebbe essere questa una chiave di lettura del famoso romanzo di Camus, che si intitola proprio Lo straniero. Il titolo potrebbe alludere al fatto che il protagonista รจ un francese che vive al Algeri, ma a ben guardare quel titolo sembra rimandare allโ€™estraneitร  del protagonista a tutto quello che gli accade intorno, dalla morte della madre, con cui si apre il romanzo, fino allโ€™assassinio, che egli commette, di un arabo sulla spiaggia. Meursault, il protagonista, sembra estraneo a tutto, anche a Dio ovviamente, al punto da venire alle mani con il prete che vorrebbe proporgli di abbandonare il suo ateismo.

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Accogliere

Lโ€™esercizio che ci viene proposto dalle letture di questa domenica, la disponibilitร  cioรจ ad accogliere il profeta, ha la sua difficoltร  proprio in questa premessa: mi mette davanti al rapporto con me stesso. รˆ come se mi mettesse davanti a uno specchio nel quale non mi riconosco.

Il testo del secondo libro dei Re cosรฌ come il Vangelo (Mt 10,37-42) ruotano appunto intorno allโ€™invito ad accogliere il profeta. Potremmo dire perรฒ che lโ€™altro รจ sempre in qualche modo un profeta nella mia vita, perchรฉ parla in nome di un Altro. Lโ€™altro รจ sempre profeta perchรฉ mi costringe a interrogarmi, mi provoca, mi induce a rivedere il mio equilibrio, mette in questione le mie abitudini, spariglia le carte con cui stavo giocando il solitario della mia esistenza.

Il profeta che mi chiede di essere accolto puรฒ essere il figlio che arriva o il genitore anziano che ha bisogno di essere assistito, il profeta da accogliere รจ il nuovo arrivato, il collega, il parroco o lโ€™animatore. La novitร  รจ sempre unโ€™occasione attraverso cui Dio mi parla. Lโ€™esercizio dellโ€™accoglienza รจ fondamentale per riconoscere Dio: il Figlio รจ infatti lโ€™inviato del Padre, colui che entra e sconvolge lโ€™ordinarietร  dellโ€™uomo. E il Figlio รจ Colui che invia i suoi discepoli affinchรฉ portino nel mondo una parola provocatrice che non lascia indifferenti, una parola scomoda, davanti alla quale occorre cambiare prospettiva.

Perdere

Accogliere vuol dire sempre perdere qualcosa, per questo ci fa paura. Al tempo stesso perรฒ nellโ€™accoglienza cโ€™รจ anche lโ€™unica possibilitร  di vita: la mamma perde qualcosa generando il figlio, perde una parte di sรฉ, ma solo in questo modo puรฒ vivere, puรฒ diventare madre e puรฒ permettere a un altro di trovare il suo spazio.

Possiamo rileggere in questo modo lโ€™invito di Gesรน a non tenere per stessi la propria vita. Chi รจ ossessionato dalla salvaguardia della propria immagine, dalla tutela del proprio futuro, dalla paura di non trovare un posto nel mondo, di fatto finisce con il perdere la propria vita, anzi non comincia mai a vivere. Rimane chiuso dentro di sรฉ.

Si comincia a vivere solo quando si รจ disposti a mettersi in gioco, a rischiare, sapendo di poter anche perdere. E qual รจ il luogo in cui si rischia di piรน se non nelle relazioni? Per questo si ama veramente quando si รจ disposti a perdere. Gesรน รจ il piรน fulgido esempio di questa libertร  di rischiare per amore dellโ€™altro. Per questo puรฒ dire che si vive veramente quando si รจ disposti a prendere la croce, cioรจ il Vangelo, e a vivere seguendo la sua logica, anche quando significa sembrare dei perdenti agli occhi del mondo.

Ritrovare la propria vita significa allora cominciare ad accogliere se stessi, accogliere cioรจ quello straniero che molte volte sono io per me stesso, quando percepisco in maniera estranea e diffidente alcune parti di me, il mio passato, la mia storia e i miei fallimenti. Cominciamo dunque da lรฌ, e poi ci sarร  dentro di noi tanto spazio per accogliere il mondo intero.

Leggersi dentro

  • Quali sono gli aspetti di te che senti estranei e che fai fatica ad accogliere?
  • Come vivi lโ€™invito di Gesรน a essere accogliente?

P. Gaetano Piccolo S.I.
Compagnia di Gesรน (Societas Iesu)Fonte


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