p. Gaetano Piccolo S.I. – Commento al Vangelo di domenica 25 Giugno 2023

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La sofferenza del giusto

Nelle vite dei santi troviamo un tema ricorrente: spesso, durante la vita, sono stai accusati ingiustamente, si sono ritrovati soli e incompresi. Tuttavia, se oggi sono riconosciuti come santi, vuol dire che in qualche modo hanno ricevuto giustizia, sia pure dopo la morte.

Ci sono perรฒ nella storia anche coloro che, senza ricevere mai il giusto riconoscimento, hanno sofferto in silenzio e hanno conservato nel cuore la certezza della propria innocenza. Penso a tutti coloro che forse anche in questo momento vivono il dramma di accuse infamanti, e tante volte false, e ne portano con coraggio il peso. Questa grazia di rimanere in silenzio, percorrendo un calvario di mortificazioni, mantenendo lo sguardo sullโ€™alba della risurrezione e cercando dentro di sรฉ il la forza del perdono sono le caratteristiche di una santitร  discreta e invisibile. รˆ difficile infatti sopportare lโ€™insulto se non cโ€™รจ nel profondo una motivazione che spinge a tacere, รจ necessario un tu per amore del quale sopportiamo lโ€™offesa: ยซPer te io sopporto lโ€™insultoยป (Sal 68,8).

Una vita di prove

La possibilitร  della santitร  รจ costantemente davanti a noi, perchรฉ รจ il cammino stesso della vita che inevitabilmente ci mette alla prova. Le parole che ritroviamo nel testo del profeta Geremia (Ger 20,10-13) non sono insolite, ma costituiscono i tratti frequenti della vita di ogni uomo: la calunnia, la caduta che tutti aspettano, lโ€™inganno di cui siamo vittime, la vendetta di chi prova invidia davanti al nostro successo. Quale vita non conosce questo vocabolario? Eppure รจ il modo in cui stiamo dentro queste prove che fa venir fuori quello che siamo.

Le parole del profeta Geremia esprimono una speranza e una fiducia che nella vita non sempre trovano immediata conferma: non sempre i persecutori vacillano e arrossiscono (cf Ger 20,11), anzi molte volte fioriscono e prosperano. La fede non รจ mai un deposito sicuro, non si traduce in certezza, ma ha sempre i tratti dellโ€™incompletezza, ci spinge a cercare sempre oltre, ci tiene in movimento, non ci acquieta. Se abbiamo fede in Gesรน Cristo, crediamo che la grazia si รจ riversata in abbondanza su tutti, dentro quindi ci siamo anche noi (cf Rm 5,15). Dio non puรฒ abbandonarci!

Prendere posizione

Gesรน presenta ai suoi discepoli la vita come unโ€™alternativa tra opposizioni tra cui scegliere: nascondere o svelare? Mantenere segreto o far conoscere? Tenebre o luce? Sussurrare allโ€™orecchio o gridare sulle terrazze? Anche in questo caso si tratta infatti di venir fuori e prendere posizione nelle tensioni della vita.

Le parole che leggiamo in questi versetti del cap. 10 di Matteo fanno parte infatti del discorso che Gesรน rivolge ai discepoli prima di mandarli in missione: la vita si presenta cosรฌ, come alternative tra cui scegliere.

Mettersi davanti a queste alternative รจ un test ideale per verificare quello che ci portiamo nel cuore. Come infatti ricorda santโ€™Ignazio negli Esercizi spirituali al numero 326: ยซCosรฌ pure il demonio si comporta come un frivolo corteggiatore che vuole rimanere nascosto e non essere scopertoยป. Lโ€™inganno peggiore รจ quello che mettiamo in atto con noi stessi, quando non abbiamo il coraggio di riconoscere il vero motivo delle nostre bugie, dei rancori, della brama di vendetta, delle gelosie che ci rodono dentro. Il demonio ci porta a fingere con noi stessi e a nascondere a noi stessi le vere ragioni del nostro comportamento.

Dove allora dobbiamo cominciare a fare luce? Non nella vita degli altri, come spesso unโ€™ossessione pruriginosa ci spinge a fare, ma innanzitutto nel nostro cuore!

Rimanere nellโ€™impotenza

I santi sono quelli che hanno imparato che oltre al corpo cโ€™รจ anche unโ€™anima: oltre a quella carne che inevitabilmente rimane ferita nel cammino in mezzo alle spine della quotidianitร , cโ€™รจ anche un nucleo piรน profondo, che rimane intoccabile. รˆ il luogo della veritร  dove Dio ci incontra. รˆ quello che solo il Signore vede e conosce. Ed รจ lรฌ che si gioca la partita piรน importante, dove cioรจ possiamo arrivare a negare Dio o a riconoscerlo come Signore della nostra vita nonostante le prove, le fatiche e le umiliazioni.

Molte volte non possiamo fare altro che rimanere nellโ€™impotenza, ma รจ proprio in questa fragilitร  che possiamo fare esperienza della grazia di Dio: siamo come passeri venduti per un soldo sul mercato della vita, dove quello che conta sono gli intrighi, le strategie, le amicizie giuste, le menzogne e le raccomandazioniโ€ฆma possiamo scegliere di metterci sotto uno sguardo diverso. Davanti a Dio nessuna vita รจ inutile, nessuna persona รจ senza valore. Le critiche e le ingiuste umiliazioni rischiano talvolta di farci perdere la stima verso noi stessi: ed รจ proprio lรฌ che il Nemico vuole portarci, vuole farci credere che la nostra vita non serva a niente. La voce di Dio รจ ben diversa e ci ricorda invece che nel suo cuore noi abbiamo sempre un posto di figli amati. รˆ a questa certezza che dobbiamo aggrapparci per non scivolare nel vortice del male.

Leggersi dentro

โ€“ Come ti sentiresti se oggi fosse svelato quello che ti porti nel cuore?

โ€“ Come reagisci davanti alle ingiuste umiliazioni?

per gentile concessione di P. Gaetano Piccolo S.I.
Fonte