p. Gaetano Piccolo S.I. – Commento al Vangelo di domenica 25 Dicembre 2022

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Censimenti personali

Fin da piccoli siamo abituati a tenere conto di quanto valiamo, quanto siamo forti, quanto sappiamo farci rispettare. E nel contempo siamo continuamente sollecitati a giudicare le persone in base al potere che hanno: siamo invidiosi, gelosi, critici, osservando chi รจย arrivato, chi si รจย realizzato, ritenendo che noi lo avremmo meritato di piรน:ย lโ€™altro non ha niente di piรน rispetto a me!ย Il carrierismo, in ogni ambito, dallโ€™azienda alla parrocchia, dalla diocesi agli uffici di curia, si basa su questa dinamica: il tentativo di dimostrare a noi stessi che valiamo di piรน.

Non meravigliamoci allora se viviamo in un clima di guerra internazionale. Non parliamo della pace se siamo poi i primi a fare guerra nei luoghi in cui lavoriamo, in famiglia, nelle parrocchie o nelle comunitร . I sistemi di spionaggio li usiamo anche noi e i missili li lanciamo anche noi, pretendendo molte volte di prenderci quello che non รจ nostro. Questa notte di Natale non puรฒ non parlare di pace alla concretezza della nostra storia.

Quanti siamo?

Il Vangelo di Luca, che leggiamo questa notte, comincia infatti descrivendo un preciso momento del tempo in cui Dio entra nella concretezza della storia. Lโ€™incarnazione non รจ astratta o concettuale, ma carnale, profondamente reale: lโ€™Imperatore ha ordinato un censimento e Quirino รจ governatore della Siria.

Il censimento รจ proprio lโ€™espressione di quel tentativo di contarsi: i grandi vogliono vedere quanto sono forti. Ci si conta anche per prepararsi alla guerra. Lo facciamo continuamente anche nelle Congregazioni religiose o nelle parrocchie, senza considerare minimamente quello che Dio puรฒ fare anche dove ci sono solo cinque pani e due pesci: siamo portati sempre a valutare quanto valiamo, contando le forze che abbiamo!

Per non dire poi di quellโ€™atteggiamento supponente e aristocratico con cui guardiamo dallโ€™alto in basso chi ci appare esiguo, senza forze, irrilevante. Ci sono alcune persone che entrano in relazione solo con chi ritengono forte come loro, senza mischiarsi con chi sembra non contare niente. Questa รจ la dinamica del censimento.

Rovesciamenti

Eppure, ci dice Luca, Dio non solo entra in quellโ€™evento (il censimento voluto dallโ€™Imperatore) e lo trasforma, rendendolo occasione della sua presenza, ma ci fa vedere chi conduce veramente la storia: รจ il rovesciamento dei parametri. Mentre lโ€™Imperatore conta le sue forze, un bambino, che ancora non parla, salva lโ€™umanitร ; mentre Quirino governa, lโ€™annuncio della salvezza รจ portato ai pastori, cioรจ agli emarginati, a quelli che non contano niente.

Non cโ€™รจ posto

In questa storia dei grandi e dei potenti non cโ€™รจ spazio per Dio. Non cโ€™รจ spazio per Dio nella nostra vita quando quello che ci interessa รจ il potere, la violenza, lโ€™affermazione di noi stessi a tutti i costi. Non sappiamo perchรฉ non ci sia posto per Maria e Giuseppe a Betlemme: forse le locande sono piene proprio per le persone che arrivano per il censimento, ma forse, dicono alcuni studiosi, non era opportuno per una donna incinta partorire dentro una stanza con tante persone, sia per questioni di riservatezza, sia per questioni di purezza rituale.

Sta di fatto che lo spazio per Gesรน che nasce non cโ€™รจ. Cosรฌ a volte anche le nostre motivazioni sembrano nobili e rispettabili. Riusciamo a trovare tanti motivi per escludere Dio dalle stanze della nostra vita. Ad ogni modo questa storia di Dio in mezzo agli uomini inizia cosรฌ, con lโ€™esclusione, con il rifiuto, con lโ€™essere messo da parte. ย ย ย ย 

Pane di vita

Gesรน trova spazio, forse non a caso, in una mangiatoia, un luogo che richiama appunto il cibo. Se pensiamo che anche alla fine della sua vita, prima di morire, Gesรน vive uno dei momenti piรน intensi della sua esperienza umana dentro un cenacolo, il luogo appunto dei pasti, forse dovremmo pensare che questo inizio non รจ casuale: la vita di Gesรน รจ un lasciarsi mangiare. Gesรน si dona a noi come pane che nutre. Del resto nasce proprio a Betlemme, la casa del pane! Il suo desiderio per noi รจ tutto lรฌ: nutrire la nostra vita con il suo amore.

Luce nella notte

Il segno che viene annunciato ai pastori รจ eloquente, a questo punto, proprio nella sua banalitร : un bambino che nasce, quello รจ il segno dellโ€™amore di Dio.ย Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce, dice Isaia: รจ il popolo che cammina verso Gerusalemme nel suo pellegrinaggio al Tempio e cammina di notte, arrivando nella cittร  proprio allโ€™alba, quando la luce squarcia la notte.

La notte dei pastori, la notte dellโ€™umanitร  emarginata ed esclusa, รจ inondata da questa luce semplice. Cosa vuol dire che Dio si presenta come un bambino che nasce in una mangiatoia? Dio si fa vedere nella fragilitร . Un bambino ha bisogno di tutto, ha bisogno di qualcuno che se ne prenda cura. Dio si fa vedere vulnerabile. E cosรฌ ci aiuta ad accogliere la nostra vulnerabilitร : sono debole, mi capita di essere ferito, ne porto i segniโ€ฆma persino Dio si รจ lasciato vedere cosรฌ e il Signore risorto si lascerร  riconoscere attraverso le sue piaghe.

Lasciarsi ferire

Perchรฉ il Signore si lascia vedere nella sua debolezza? Perchรฉ questo รจ lโ€™unico modo per riuscire ad amare: essere disposti a lasciarsi ferire. Dio prende la nostra carne, cioรจ la nostra indigenza, quella parte di noi che comporta il dolore, ma รจ anche quella parte di noi che ci permette di amare. Non puoi amare se non sei disposto a soffrire.

Ecco perchรฉ intorno a noi vediamo tanta gente imbalsamata e congelata, รจ gente che ha deciso di non amare piรน. Dio invece si fa vedere come un bambino inerme e indifeso perchรฉ fin dโ€™ora vuole dirci che il suo desiderio รจ quello di amarci e di essere amato. Come scrive Gregorio Nazianzeno: ยซIl Signore si mette una seconda volta in comunione con lโ€™uomo, e in comunione molto piรน straordinaria della prima, in quanto la prima volta [nella creazione] egli mi fece partecipare alla natura migliore, ora [nellโ€™incarnazione] invece รจ lui che partecipa allโ€™elemento peggioreยป. Ecco perchรฉ il Verbo ha preso carne: ha preso lโ€™indigenza e la debolezza, perchรฉ non รจ possibile amare senza lasciarsi ferire.

Leggersi dentro

  • Sei anche tu uno che tende a fare censimenti per vedere continuamente quanto vale?
  • Cosa ti insegna la debolezza di Gesรน bambino?

per gentile concessione di P. Gaetano Piccolo S.I.
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