Padre Fernando Armellini, biblista Dehoniano, commenta il Vangelo di domenica 8 Gennaio 2023.
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Volle risalire con noi
Ai luoghi biblici รจ legato spesso un significato teologico. Il mare, il monte, il deserto, la Galilea delle genti, la Samaria, il fiume Giordano, le terre al di lร del lago di Genezaret sono molto piรน di semplici indicazioni geografiche (spesso neppure del tutto esatte).
Matteo non specifica il luogo dove รจ avvenuto il battesimo di Gesรน, ma vi allude Giovanni: โAvvenne in Betania, al di lร del Giordano, dove Giovanni stava battezzandoโ (Gv 1,28). La tradizione ha giustamente localizzato lโepisodio a Betabร ra, il guado dove anche il popolo dโIsraele, guidato da Giosuรจ, ha attraversato il fiume ed รจ entrato nella Terra promessa.
Nel gesto di Gesรน sono dunque presenti richiami espliciti al passaggio dalla schiavitรน alla libertร e allโinizio di un nuovo esodo verso la vera Terra promessa.
Betabร ra ha anche un altro richiamo, meno evidente, ma altrettanto significativo: i geologi assicurano che questo รจ il punto piรน basso della terra (400 m. sotto il livello del mare).
La scelta di iniziare da lรฌ la vita pubblica non puรฒ essere casuale. Gesรน, venuto dalle altezze del cielo per liberare lโuomo, รจ sceso fin nellโabisso piรน profondo per mostrare che vuole la salvezza di ogni uomo, anche del piรน derelitto, anche di colui che la colpa e il peccato hanno trascinato in un baratro da cui nessuno puรฒ immaginare sia possibile risalire. Dio non dimentica e non abbandona nessuno dei suoi figli.
Per interiorizzare il messaggio, ripeteremo:
โ ร apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uominiโ.
Prima Lettura: (Is 42,1-4.6-7)
1 Ecco il mio servo che io sostengo,
il mio eletto di cui mi compiaccio.
Ho posto il mio spirito su di lui;
egli porterร il diritto alle nazioni.
2 Non griderร nรฉ alzerร il tono,
non farร udire in piazza la sua voce,
3 non spezzerร una canna incrinata,
non spegnerร uno stoppino dalla fiamma smorta.
Proclamerร il diritto con fermezza;
4 non verrร meno e non si abbatterร ,
finchรฉ non avrร stabilito il diritto sulla terra;
e per la sua dottrina saranno in attesa le isole.
6 โIo, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia
e ti ho preso per mano;
ti ho formato e stabilito come alleanza del popolo
e luce delle nazioni,
7 perchรฉ tu apra gli occhi ai ciechi
e faccia uscire dal carcere i prigionieri,
dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebreโ.
Nella seconda parte del libro di Isaia entra in scena un personaggio misterioso che lโautore chiama: il โservo del Signoreโ. La sua storia viene raccontata in quattro brani (Is 42,1-7; 49,1-6; 50,4-9; 52,13-53,12).
Chi รจ costui? Si tratta di un individuo concreto o di una figura simbolica che rappresenta tutto il popolo di Israele? I biblisti non sono ancora riusciti a dare una risposta sicura e non รจ nemmeno tanto imยญportante averla. Ciรฒ che ci interessa รจ che in questo Servo del Signore i primi cristiani hanno immediatamente riconosciuto lโimmaยญgine di Gesรน (At 8,30-35). Come รจ avvenuta questa identificazione?
Tutto inizia in quel drammatico venerdรฌ, 7 aprile dellโanno 30 d.C., giorno in cui Gesรน viene giuยญstiziato. I discepoli, sconvolti, si chiedono come mai la vita di un uomo buono e giusto si sia conclusa con un fallimento. Cercano nelle Scritture una soluzione allโenigma e, nel libro di Isaia, trovano la storia di questo Servo che, dopo un processo iniquo, viene tolto di mezzo da quelle stesse persone che egli voleva liberare. Capiscono: Dio non salva concedendo la vittoria, il successo, il dominio, lโumiliazione dei nemici, ma mediante la sconfitta, il dono della vita. Ciรฒ che il profeta aveva detto riguardo al โservo del Signoreโ si รจ realizzato pienamente in Gesรน di Nazaret.
La lettura di oggi ci riporta lโinizio della storia di questo Servo.
Viene descritta anzitutto la sua elezione (v. 1).
Questa parola ha in noi delle risonanze non sempre positive: ci richiama la preferenza nei confronti di qualcuno e lโesclusione degli altri. Non ci piace sentir parlare di popolo โelettoโ, di stirpe โelettaโ perchรฉ queste espressioni risvegliano i drammatici ricordi della follia provocata dallโillusione di appartenere ad una โrazza elettaโ.
Lโelezione di Dio non ha nulla a che vedere con lโesclusivismo, il particolarismo, il separatismo. Quando Dio sceglie una persona o un popolo, lo fa solo per affidargli una missione (sempre difficile, gravosa, poco gratificante), per chiedergli un servizio in favore degli altri.
ร facile, purtroppo, per chi รจ stato scelto dal Signore, interpretare la sua elezione secondo categorie e criteri umani e accampare diritti a onori e privilegi. Il personaggio di cui ci parla la lettura viene, fin dallโinizio, identificato non come signore, ma come โservoโ, incaricato di portare a termine unโimpresa impegnativa. Chi gli darร la forza?
Lโuomo โรจ carneโ, cioรจ, รจ rivestito di debolezza. Quando il Signore chiede a qualcuno di svolgere un compito, gli dร anche la capacitร per adempierlo. Al suo โservoโ il Signore comunica come sostegno il suo Spirito, la sua forza irresistibile.
Subito si accenna anche alla missione affidata a questo โservo elettoโ: egli รจ destinato a portare il diritto alle nazioni (v. 1), a far trionfare nel mondo โla giustiziaโ, โla giustizia di Dioโ che consiste nella sua benevolenza, nella sua salvezza.
Nei versetti seguenti (vv. 2-5) viene descritto come il Servo attuerร la sua missione. Si comporterร in modo inatteso: non si imporrร con la forza, con la pressione giuridica, con le minacce di sanzioni contro chi si oppone alle sue disposizioni. Non griderร , non alzerร la voce come fanno i re quando proclamano i loro programmi o millantano nelle piazze le loro imprese. Non sarร intollerante e intransigente con i deboli. Non condannerร nessuno. Recupererร chi ha sbagliato invece di annientarlo e distruggerlo, ricostruirร con pazienza e rispetto ciรฒ che sta andando in rovina. Per lui non ci saranno mai casi perduti, situazioni irrecuperabili.
Sarร anche tentato dallo scoraggiamento di fronte ad unโopera tanto ardua, ma si manterrร fermo e deciso nel portarla avanti e non arretrerร di fronte a nessun ostacolo.
Servendosi di immagini, lโultima parte della lettura (vv. 6-7) sviluppa la missione del Servo: egli sarร luce per le nazioni, aprirร gli occhi ai ciechi, libererร i priยญgionieri e gli schiavi che camminano nelle tenebre.
Il racconto sul Servo del Signore รจ stato composto da un autore anonimo e poi collocato nel libro di Isaia circa 500 anni prima della nascita di Gesรน. Non sapยญpiamo a chi concretamente si riferisse il profeta; ciรฒ che perรฒ รจ sicuro รจ il fatto che Gesรน ha realizzato tutto quanto รจ scritto nel libro di Isaia: egli รจ stato il Servo fedele a Dio. Quasi tutti i versetti di questa lettura, infatti, sono riportati nei vangeli e applicati a Gesรน (cf. Mt 3,17; 12,18-21; 17,5).
Seconda Lettura (At 10,34-38)
34 Pietro prese la parola e disse: โIn veritร sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, 35 ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, รจ a lui accetto.
36 Questa รจ la parola che egli ha inviato ai figli dโIsraele, recando la buona novella della pace, per mezzo di Gesรน Cristo, che รจ il Signore di tutti.
37 Voi conoscete ciรฒ che รจ accaduto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; 38 cioรจ come Dio consacrรฒ in Spirito Santo e potenza Gesรน di Nazaret, il quale passรฒ beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perchรฉ Dio era con luiโ.
La lettura riporta una parte del discorso tenuto da Pietro nella casa di Cornelio a Cesarea.
Nella chiesa primitiva un problema molยญto dibattuto divideva le comunitร : si poteva o no concedere il battesimo ai paยญgani? Pietro, inizialmente, era piuttosto restio, condizionato comโera dal pregiudizio, profondamente radicato in Israele, che gli altri popoli fossero immondi.
Un giorno, mentre si trovava in preghiera a Giaffa, il Signore gli rivelรฒ che nessuna creatura di Dio รจ impura e profana. Di fronte a lui tutti sono ugualmente puri e privilegiati. Tutti sono indistintamente chiamati alla salvezza, perchรฉ egli รจ il Signore di tutti (Rm 10,12).
Lโespressione Dio non fa preferenza di persone โ impiegata in questo brano โ viene ripresa piรน volte nel NT (Rm 2,11; Gal 2,6; 1Pt 1,17) per denunciare la pericolosa tentazione di proiettare in Dio le nostre discriminazioni e mettere in guardia dallโillusione che il Signore tratti in modo diverso gli uomini, in base alla confessione religiosa cui appartengono.
Il discorso di Pietro continua presentando una breve sintesi della vita di Gesรน (vv. 37-38). Con lโespressione โegli passรฒ beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavoloโ viene riassunta la sua missione. Egli si รจ impegnato contro ogni forma di male, contro tutto ciรฒ che impedisce la vita dellโuomo.
Lโopera da compiere fu difficile e impegnativa, ma Gesรน riuscรฌ a portarla a termine perchรฉ era colmo dello Spirito del Signore e perchรฉ Dio era con lui.
Viene notato anche il tempo e il luogo in cui iniziรฒ a manifeยญstarsi la salvezza: tutto ebbe inizio in Galilea quando Giovanni cominciรฒ a battezzare lungo il Giordano.
Con queste parole Pietro definisce di nuovo il periodo della vita di Gesรน cui deve far riferimento la fede dei credenti: la vita pubblica, โdal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui egli รจ stato di tra noi assunto in cieloโ (At 1,22).
Vangelo (Mt 3,13-17)
13 In quel tempo Gesรน dalla Galilea andรฒ al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui.
14 Giovanni perรฒ voleva impedirglielo, dicendo: โIo ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?โ. 15 Ma Gesรน gli disse: โLascia fare per ora, poichรฉ conviene che cosรฌ adempiamo ogni giustiziaโ. Allora Giovanni acconsentรฌ.
16 Appena battezzato, Gesรน uscรฌ dallโacqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. 17 Ed ecco una voce dal cielo che disse: โQuesti รจ il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciutoโ.
Al tempo di Gesรน molte sette religiose praticavano il battesimo. Il rito aveva molti significati, ma soprattutto uno era importante: con lโimmersione si indicava la morte di un individuo (la sua vita passata era cancellata, quasi fosse trascinata via dalla corrente) e con lโemersione avveniva la nascita di un uomo nuovo al quale, naturalmente, veniva dato un nome nuovo.
Giovanni compiva questa cerimonia per accogliere coloro che volevano far parte dei suoi discepoli. Battezzava chi decideva di cambiare vita per prepararsi alla venuta del messia, annunciata come imminente. La prima condizione per ricevere il battesimo era di riconoscersi peccatori; รจ per questo che i farisei e i sadducei, che si ritenevano giusti e senza peccato, non ne sentivano il bisogno (Lc 7,30).
Se questo era il significato del battesimo di Giovanni, non si capisce la ragione per cui Gesรน lo abbia ricevuto; egli non doveva cambiare vita e il suo gesto poteva suggerire lโidea che Giovanni gli fosse superiore. Per chiarire questa difficoltร , molto sentita fra i primi cristiani, Matteo introduce nellโepisodio il dialogo fra il Battista, che si rifiuta di battezzare uno superiore a lui, e Gesรน che insiste perchรฉ si compia โogni giustiziaโ. Giovanni deve adeguarsi e collaborare alla realizzazione del progetto di salvezza di Dio (รจ questa โla giustiziaโ), anche se per lui presenta aspetti misteriosi e incomprensibili (vv. 14-15).
Persino una persona spiritualmente matura come il Battista incontra difficoltร ad accettare il messia di Dio: rimane sorpreso quando vede il santo, il giusto, affiancarsi a quei peccatori che, stando alla logica degli uomini, andrebbero annientati.
ร la nuova, sconcertante โgiustiziaโ di Dio. ร la โgiustiziaโ di colui che โvuole che tutti gli uomini siano salvatiโ (1 Tm 2,4). Lโautore della lettera agli Ebrei richiamerร questa consolante veritร in termini commoventi: Cristo non si vergogna di chiamare โfratelliโ gli uomini peccatori (Eb 2,11).
ร un invito rivolto alle comunitร cristiane di oggi, affinchรฉ rivedano quegli atteggiamenti da cui traspaiono supponenza, presunzione, autocompiacimento per la propria giustizia, e correggano quel linguaggio che puรฒ ingenerare lโidea che si intenda giudicare, condannare, emarginare chi ha sbagliato o sta sbagliando.
Dopo questa introduzione originale, anche Matteo, come Marco e Luca, descrive la scena successiva con tre immagini: lโapertura dei cieli, la colomba, la voce dal cielo. Non sta ricordando fatti prodigiosi cui ha personalmente assistito. Impiega immagini ben note ai suoi lettori e il significato non รจ difficile da cogliere anche per noi.
Cominciamo dallโapertura del cielo.
Non si tratta di unโinformazione meteorologica. Non รจ che, fra le nubi dense e cupe, improvvisamente sia filtrato un luminoso raggio di sole. Se cosรฌ fosse, Matteo ci avrebbe riferito un dettaglio banale e di nessun interesse per la nostra fede. Egli sta alludendo, in modo esplicito, a un testo dellโAT, a un brano del profeta Isaia che รจ necessario richiamare.
Negli ultimi secoli prima di Cristo, il popolo dโIsraele aveva avuto la sensazione che il cielo si fosse chiuso. Sdegnato per i peccati e le infedeltร del suo popolo, Dio si era ritirato nel suo mondo, aveva smesso di inviare profeti e sembrava avesse rotto ogni dialogo con lโuomo. I pii israeliti si chiedevano: quando avrร fine questo silenzio che tanto ci angoscia? Il Signore non tornerร a parlarci, non ci mostrerร piรน il suo volto sereno, come nei tempi antichi? Lo invocavano cosรฌ: โSignore, tu sei nostro Padre; noi siamo lโargilla e tu colui che ci dร forma, tutti noi siamo opera delle tue mani. Non adirarti troppo, non ricordarti per sempre delle nostre iniquitร โฆ Ah, se tu squarciassi i cieli e scendessi!โ (Is 64,7-8; 63,19).
Affermando che, con lโinizio della vita pubblica di Gesรน, i cieli si sono squarciati, Matteo dร ai suoi lettori una sorprendente notizia: Dio ha esaudito la supplica del suo popolo, ha spalancato il cielo e non lo richiuderร mai piรน. ร finita per sempre lโinimicizia fra il cielo e la terra. La porta della casa del Padre rimarrร eternamente spalancata per accogliere ogni figlio che desideri entrare, nessuno sarร escluso.
La seconda immagine รจ quella della colomba.
Matteo non dice che una colomba scese dal cielo, sarebbe anche questo un dettaglio banale e superfluo, ma che Gesรน vide lo Spirito di Dio scendere dal cielo โcome una colomba e venire su di luiโ.
Il Battista ricorda certamente che dal cielo non รจ scesa solo la manna, ma sono scesi anche lโacqua distruttrice del diluvio (Gn 7,12), il fuoco e lo zolfo che hanno incenerito Sodoma e Gomorra (Gn 19,24). Probabilmente si aspetta la venuta dello Spirito come un fuoco divoratore dei malvagi. Su Gesรน lo Spirito si posa invece come una colomba: รจ tutto tenerezza, affetto, bontร . Mosso dallo Spirito, Gesรน si accosterร ai peccatori sempre con la dolcezza e lโamabilitร della colomba.
La colomba era anche il simbolo dellโattaccamento al proprio nido. Se lโevangelista ha in mente anche questo richiamo, allora vuole dirci che lo Spirito cerca Gesรน, come la colomba cerca il suo nido. Gesรน รจ il tempio dove lo Spirito trova la sua stabile dimora.
La terza immagine: la voce dal cielo.
Era unโespressione usata spesso dai rabbini quando volevano attribuire a Dio unโaffermazione. Nel nostro racconto ha lo scopo di definire, in nome di Dio, lโidentitร di Gesรน.
Il brano รจ stato composto dopo gli avvenimenti della Pasqua per rispondere agli interrogativi suscitati nei discepoli dalla morte ignominiosa del Maestro. Ai loro occhi egli era parso uno sconfitto, un reietto e abbandonato dal Signore. I suoi nemici, custodi e garanti della purezza della fede dโIsraele, lo avevano condannato come bestemmiatore. La domanda inquietante era: Dio ha forse condiviso questa sentenza?
Ai cristiani delle sue comunitร Matteo riferisce il giudizio del Signore con una frase che allude a tre testi dellโAT.
โ Questi รจ il figlio mio. Il richiamo รจ al Sal 2,7. Nella cultura semitica il termine figlio non indicava solo la generazione biologica, implicava anche lโaffermazione di una somiglianza. Presentando Gesรน come suo figlio, Dio garantisce di riconoscersi in lui, nelle sue parole, nelle sue opere e, soprattutto, nel suo gesto supremo di amore: il dono della vita. Chi vuole conoscere il Padre non deve far altro che contemplare questo figlio.
โ Il prediletto. Il riferimento รจ al racconto della prova cui รจ stato sottoposto Abramo: gli era stato chiesto di offrire il figlio Isacco, lโunico, il prediletto, (Gn 22,2.12.16). Applicando a Gesรน questo titolo, Dio invita a non considerarlo un re o un profeta come gli altri, egli รจ, come Isacco, lโunico, lโamato.
โ Nel quale mi sono compiaciuto. Conosciamo giร questโespressione perchรฉ si trova nel primo versetto della lettura di oggi (Is 42,1). Dio dichiara che รจ Gesรน il servo di cui ha parlato il profeta, รจ lui lโinviato a โinstaurare il diritto e la giustiziaโ nel mondo. Per portare a compimento questa missione offrirร la vita.
La voce dal cielo ribalta dunque il giudizio pronunciato dagli uomini e smentisce le attese messianiche del popolo dโIsraele che non poteva concepire un messia umiliato, sconfitto, giustiziato. Quando, nella casa del sommo sacerdote, Pietro giurรฒ di non conoscere quellโuomo, in fondo stava dicendo la veritร , non poteva riconoscere in lui il messia: non corrispondeva in nulla allโatteso salvatore. Il modo con cui Dio ha adempiuto le sue promesse ha costituito per tutti, anche per il Battista, una sorpresa.
Commentando il vangelo della festa della sacra Famiglia, abbiamo detto che Matteo mette spesso in rilievo i tratti simili di Gesรน e Mosรจ. Nel brano di oggi troviamo un nuovo richiamo a questo parallelismo: Mosรจ ricevette lo spirito di Dio quando, assieme a tutto il popolo, uscรฌ dalle acque del mar Rosso. Quella forza divina gli permise di guidare gli israeliti attraverso il deserto, fino alla terra promessa. Anche Gesรน ricevette lo Spirito dopo essere uscito dallโacqua; poi, assieme agli uomini schiavi del male, intraprese il cammino verso la libertร .
AUTORE: p. Fernando Armellini
FONTE: per gentile concessione di Settimana News



