Padre Fernando Armellini, biblista Dehoniano, commenta il Vangelo di domenica 15 maggio 2022.
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Chi รจ in Cristo รจ una creatura nuova
La Chiesa ha i giorni contati โ dice qualcuno โ perchรฉ รจ vecchia, non sa rinnovarsi, ripete formule antiche invece di rispondere ai nuovi interrogativi, ripropone caparbiamente riti obsoleti e dogmi incomprensibili mentre lโuomo dโoggi รจ alla ricerca di un nuovo equilibrio, di un nuovo senso della vita, di un Dio meno distante.
Cresce la voglia di spiritualitร e si diffonde lโadesione alleย nuove fediย che si chiamano reiki, channelling, cristalloterapia, dianetica. Si diffonde laย religione-fai-da-teย che disdegna i dogmi e le chiese, una religione in cui spesso si fondono tecniche orientali con interpretazioni esoteriche di Cristo; in cui si equiparano la meditazione della parola di Dio in un monastero con lโemozione provata nel folto di un bosco a colloquio con il proprio angelo-guida.
Espressione di questa ricerca del nuovo รจ laย New Ageย che prospetta una visione utopica di unโera di pace, armonia e progresso.
Confondere la fedeltร alla Tradizione (con la lettera maiuscola) con il ripiegamento su ciรฒ che รจ vecchio e logoro, con la chiusura agli impulsi dello Spirito che โrinnova la faccia della terraโ รจ uno degli equivoci piรน funesti in cui possa cadere la Chiesa. Le accuse di scarsa modernitร che le vengono mosse (spesso anche ingiuste e immotivate) dovrebbero comunque farla riflettere.
La Chiesa รจ la depositaria dellโannuncio di โcieli nuovi e terra nuovaโ, della proposta di โuomo nuovoโ, del โcomandamento nuovoโ, di un โcanto nuovoโ. Eโ a lei che dovrebbe istintivamente rivolgersi chiunque sogni un mondo nuovo.
Per interiorizzare il messaggio, ripeteremo:
โCanterรฒ al Signore un canto nuovo, perchรฉ rinnova ogni giorno la mia giovinezzaโ.
Prima Lettura (At 14,21-27)
In quel tempo,ย 21ย Paolo e Barnaba ritornarono a Listra, Icรฒnio e Antiochia,ย 22ย rianimando i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella fede poichรฉ, dicevano, รจ necessario attraversare molte tribolazioni per entrare nel regno di Dio.ย 23ย Costituirono quindi per loro in ogni comunitร alcuni anziani e dopo avere pregato e digiunato li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto.ย 24ย Attraversata poi la Pisidia, raggiunsero la Panfiliaย 25ย e dopo avere predicato la parola di Dio a Perge, scesero ad Attalรฌa;ย 26ย di qui fecero vela per Antiochia lร dove erano stati affidati alla grazia del Signore per lโimpresa che avevano compiuto.
27ย Non appena furono arrivati, riunirono la comunitร e riferirono tutto quello che Dio aveva compiuto per mezzo loro e come aveva aperto ai pagani la porta della fede.
Da molte parti รจ scomparso, ma in certi luoghi sopravvive ancora un certo โindividualismo religiosoโ che predica laย salvezza della propria anima. Certo, i battezzati non si disinteressano dellโanima degli altri, pregano perchรฉ tutti vadano in paradiso, tuttavia รจ ancora radicata lโidea che, al momento della resa dei conti, tutte le amicizie salteranno e ognuno dovrร vedersela da solo con Dio. Questa concezione porta allโesasperazione dellaย religione dei meriti: ognuno porta con sรฉ le proprie opere buone e non ci si deve illudere che, alla fine, ci possano essere delle transazioni.
Se le cose stanno in questi termini ci chiediamo a che serve la comunitร se poi, nel momento decisivo, ognuno deve arrangiarsi da solo. I discepoli di Gesรน costituiscono un unico corpo e le singole membra non possono vivere le une senza le altre. Sono un popolo, una famiglia in cui ognuno รจ, in qualche modo, responsabile di quanto fanno gli altri.
La lettura approfondisce questo tema della vita comunitaria.
Paolo e Barnaba stanno per concludere il loro primo viaggio missionario. Hanno attraversato molte regioni, hanno annunciato la Buona Novella in tante cittร e, prima di tornare alla comunitร di Antiรฒchia dalla quale sono stati inviati e alla quale devono rendere conto della loro opera, decidono di rivedere le giovani comunitร che hanno fondato. Vogliono che siano fortificate nella fede e aiutate ad organizzarsi, per questo stabiliscono in ognuna di loro un gruppo di anziani.
Non si puรฒ concepire una vita cristiana individualista; chi non si rapporta con gli altri, chi vive da solo, chi pensa unicamente a se stesso e al proprio progresso spirituale puรฒ essere una persona buona, pia, religiosa, ma non รจ un cristiano. Ecco la ragione per cui, fin dallโinizio, gli apostoli sentono il bisogno di costituire ovunque dei โcentri di fraternitร โ guidati da โanzianiโ.
Il lavoro missionario non รจ concluso nel momento in cui le persone abbracciano la fede e sono battezzate. Eโ necessario che i credenti divengano una โcomunitร โ nella quale ognuno si sente membro vivo, attivo, corresponsabile.
Seconda Lettura (Ap 21,1-5a)
Io Giovanni,ย 1ย vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perchรฉ il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non cโera piรน.ย 2ย Vidi anche la cittร santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.ย 3ย Udii allora una voce potente che usciva dal trono:
โEcco la dimora di Dio con gli uomini!
Egli dimorerร tra di loro
ed essi saranno suo popolo
ed egli sarร il โDio-con-loroโ.
4ย E tergerร ogni lacrima dai loro occhi;
non ci sarร piรน la morte,
nรฉ lutto, nรฉ lamento, nรฉ affanno,
perchรฉ le cose di prima sono passateโ.
5ย E Colui che sedeva sul trono disse: โEcco, io faccio nuove tutte le coseโ.
Nella Bibbia รจ impiegato spesso il termineย nuovoย โ ben 347 volte nellโAT e 44 nel NT โ e con questโaggettivo sโintende un cambiamento radicale rispetto a ciรฒ che esisteva prima. Ilย nuovoย operato da Dio รจ qualcosa di inatteso, di inimmaginabile, di sorprendente. Quando, ad esempio, egli promette una โnuova leggeโ (Ger 31,31-34), non si riferisce a una nuova serie di prescrizioni, a un โaggiornamentoโ del decalogo, ma al dono di una legge radicalmente diversa, al dinamismo interiore che porta a compiere il bene, alla legge posta nel cuore, non scritta su pietre.
NellโAT sono annunciateย molte realtร nuoveย che il Signore attuerร : una nuova alleanza, uno spirito nuovo, un cuore nuovo e una creazione nuova: โEcco, infatti, io creo nuovi cieli e nuova terra; non si ricorderร piรน il passato, non verrร piรน in mente, poichรฉ si godrร e si gioirร sempre di quello che sto per creare, e farรฒ di Gerusalemme una gioia e del suo popolo un gaudioโ (Is 65,17-18).
La prima creazione era buona. Era โmolto buonoโ tutto ciรฒ che Dio aveva fatto (Gen 1,31), ma lโuomo, nella sua libertร , ha introdotto il peccato, ha usato per il male le creature e le ha condotte alla corruzione. Le conseguenze delle sue scelte insensate sono anche sotto i nostri occhi: guerre, violenze, sopraffazioni, ingiustizieโฆ Eโ dunque irrimediabilmente fallito il progetto di Dio? Al Signore dellโuniverso รจ sfuggita di mano la sua creazione?
No โ risponde il veggente dellโApocalisse. Dio controlla i destini del mondo, nessun evento lo coglie di sorpresa, egliย sta facendo nuove tutte le coseย (v.5). Non distrugge la prima creazione, ma sta preparandoย un nuovo cielo e una nuova terra. Solo il mare โ simbolo di tutto ciรฒ che รจ contro la vita (Ap 13,1) โ sarร fatto scomparire per sempre, evaporerร fino allโultima goccia (v.1).
La visione continua: โVidi anche la cittร santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposoโ (v.2). In nessun giorno della sua vita la donna appare affascinante come nel giorno delle nozze. Eโ giovane, sul suo volto non cโรจ nรฉ macchia nรฉ ruga, tutti la ammirano. La realtร del mondo che abbiamo sotto gli occhi รจ esattamente opposta e le previsioni sono fosche, nulla prelude a una trasformazione cosรฌ sorprendente. Eโ come osservare un bruco: non si รจ portati a pensare che possa dar origine a una farfalla.
La conclusione della storia del mondo รจ da sogno: Dio dimorerร per sempre con gli uomini โe tergerร ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarร piรน la morte, nรฉ lutto, nรฉ lamento, nรฉ affanno, perchรฉ le cose di prima sono passateโ (vv.3-4).
ร il messaggio di gioia e di speranza che Giovanni rivolge ai cristiani delle sue comunitร , tentati di lasciarsi abbattere di fronte allโapparente e inarrestabile trionfo del male. Alla fine scopriranno โ dice il veggente โ che il gioco lo ha sempre condotto Dio.
Vangelo (Gv 13,31-33a.34-35)
31ย Quando Giuda fu uscito, Gesรน disse: โOra il Figlio dellโuomo รจ stato glorificato, e anche Dio รจ stato glorificato in lui.ย 32ย Se Dio รจ stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherร da parte sua e lo glorificherร subito.ย 33ย Figlioli, ancora per poco sono con voi.ย 34ย Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, cosรฌ amatevi anche voi gli uni gli altri.ย 35ย Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altriโ.
Per noi, eredi del pensiero greco, la glorificazione รจ il raggiungimento dellโapprovazione e delle lodi degli uomini, equivale alla fama, la ottiene chi raggiunge una posizione prestigiosa. Tutti la desiderano, smaniano, lottano per averla ed รจ per questo che si allontanano da Dio. I giudei che โprendono la gloria gli uni dagli altri e non cercano la gloria che viene da Dioโ (Gv 5,44), che โamano la gloria degli uomini piรน della gloria di Dioโ (Gv 12,43) non possono credere in Gesรน nel quale non si manifesta la โgloriaโ che attira gli sguardi e lโattenzione degli uomini. In lui si rende visibile, fin dal suo primo apparire nel mondo, la gloria di Dio: โIl Verbo si fece carne e pose la sua tenda in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloriaโ (Gv 1,14).
Dio รจ glorificato quando dispiega la sua forza e compie gesta di salvezza, quando mostra il suo amore per lโuomo. NellโAT la sua gloria si รจ manifestata quando ha liberato il suo popolo dalla schiavitรน. โGli israeliti vedranno la sua gloria โ promette il profeta โ perchรฉ egli sta per venire a salvarliโ (Is 35,2.4).
Nei primi versetti del Vangelo di oggi (vv.31-32) compare per ben cinque volte il verboย glorificare: il Figlio dellโuomo รจ glorificato e Dio รจ glorificato in lui; se Dio รจ stato glorificato in lui, lo glorificherร da parte sua e lo glorificherร subito. Una ridondanza, una prolissitร che quasi annoiano; una solennitร che sembra eccessiva e fuori luogo nel contesto in cui queste parole vengono pronunciate da Gesรน. Siamo nel cenacolo e mancano poche ore alla sua cattura e alla sua condanna a morte.
Chi non conosce in anticipo come si sono svolti i fatti รจ portato a pensare che Dio stia per sbalordire tutti con un prodigio, che stia per dare una dimostrazione della sua forza umiliando i suoi nemici.
Nulla di tutto questo. Gesรน รจ glorificato perchรฉ Giuda รจ uscito per andare ad accordarsi con i sommi sacerdoti su come arrestare il Maestro (v.31). Accade qualcosa di inaudito, di scandaloso e incomprensibile per gli uomini: in Gesรน che sโincammina verso la passione e la morte, che si consegna nelle mani dei carnefici e viene inchiodato sulla croce si manifesta la โgloriaโ di Dio.
Pochi giorni prima Gesรน ha chiarito in che consiste la sua gloria: โEโ giunta lโora che sia glorificato il Figlio dellโuomoโฆ Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto fruttoโ (Gv 12,23-24). La gloria che lo attende รจ il momento in cui, dando la vita, rivelerร al mondo quanto รจ grande lโamore di Dio per lโuomo. ร questa lโunica gloria che egli promette anche ai suoi discepoli.
Il brano continua con la presentazione delย comandamento nuovo, introdotto da unโespressione sorprendente:ย Figlioliโฆย (v.33). I discepoli non sono figli, ma fratelli di Gesรน. Come mai li chiama in questo modo?
Per comprendere il significato delle sue parole va tenuto presente il momento in cui vengono pronunciate. Durante lโultima cena, Gesรน si รจ reso conto che gli restano solo poche ore di vita e sente di dover dettare il suoย testamento. Come i figli considerano sacre le parole pronunciate dal padre sul letto di morte, cosรฌ Gesรน vuole che i suoi discepoli imprimano nella mente e nel cuore ciรฒ che sta per dire.
Ecco il suo testamento: โVi do un comandamento nuovo: amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato!โ (v.34). Per sottolinearne lโimportanza lo ripeterร altre due volte prima di incamminarsi verso il Getsรจmani: โQuesto รจ il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amatiโ (Gv 15,12); โQuesto vi comando: amatevi gli uni gli altriโ (Gv 15,17).
Parla come chi vuole lasciare qualcosa in ereditร :ย Vi doย โ dice (v.34).
Avessimo potuto scegliere noi un dono fra i tanti che egli possedeva, tutti โ penso โ avremmo chiesto il potere di compiere miracoli. Egli ci ha offerto invece un comandamento nuovo.
Comandamento per noi equivale a imposizione, impegno gravoso da adempiere, peso da sopportare. Qualcuno ritiene che la felicitร venga raggiunta da chi fa il furbo, da chi si gode la vita trasgredendo le โdieci paroleโ di Dio, per questo molti sono convinti che chi riesce ad osservare i dieci comandamentiย meritaย il paradiso mentre chi รจ infedele deve essere severamente punito.
ร una prospettiva ancora molto diffusa e deve essere corretta con urgenza perchรฉ รจ estremamente perniciosa. Eโ frutto di unโimmagine deturpata di Dio.
Un esempio banale: se un medico insiste col suo paziente perchรฉ smetta di fumare, non lo fa per limitare la sua libertร , per privarlo di un piacere, per metterlo alla prova, ma perchรฉ vuole il suo bene. Di nascosto, cercando di non farsi notare, costui puรฒ continuare a fumare e, dopo un certo tempo, ritrovarsi con i polmoni rovinati. Il medico non lo castiga per questo (non ha fatto del male a lui, ma a se stesso), egli cercherร sempre e comunque di ricuperarlo. E Dio โ sia detto per inciso โ รจ un buon medico,ย guarisce tutte le malattieย (Sal 103,3).
Dandoci il suo comandamento Gesรน si รจ dimostrato un impareggiabile amico: ci ha indicato, non a parole, ma con il dono della vita, come si realizza in pienezza la propria esistenza in questo mondo.
Si tratta di unย comandamento nuovo. In quale senso? Non รจ forse giร scritto nellโAT: โAma il prossimo tuo come te stessoโ (Lv 19,18)? Vediamo di cogliereย dove sta la novitร .
Rispetto a quanto raccomandato nellโAT รจ certamenteย nuova la seconda parte: โcome io vi ho amato, cosรฌ amatevi anche voi gli uni gli altriโ (v.34).
La misura dellโamore propostaci da Gesรน non รจ quella che usiamo verso noi stessi, ma quella che egli ha avuto per noi.
Non รจ detto che noi ci amiamo: non sopportiamo i nostri limiti, i nostri difetti, le nostre miserie; se commettiamo un errore, se facciamo una brutta figura, se compiamo un gesto di cui ci dobbiamo vergognare arriviamo addirittura ad autopunirci.
Poi il comandamento รจ nuovo perchรฉ non รจ spontaneo per lโuomoย amare chi non lo merita o chi non puรฒ ricambiare, non รจ normale fare del bene anche ai propri nemici.
Gesรน rivela un amore nuovo: ha amato chi aveva bisogno del suo amore per essere felice. Ha amato i poveri, i malati, gli emarginati, i malvagi, i corrotti, i suoi stessi carnefici perchรฉ solo amandoli poteva farli uscire dalla loro condizione di grettezza, di miseria e di peccato.
ร lโamore gratuito e immotivato di cui ha dato prova Dio nellโAT quando si รจ scelto il suo popolo: โIl Signore โ dice Mosรจ agli israeliti โ si รจ legato a voi e vi ha scelti, non perchรฉ siete piรน numerosi di tutti gli altri popoli, siete infatti il piรน piccolo di tutti i popoli, ma perchรฉ il Signore vi amaโ (Dt 7,7-8). Per questo Giovanni afferma: โNon vi scrivo un comandamento nuovo, ma un comandamento anticoโฆ Chi ama suo fratello, dimora nella luceโ (1 Gv 2,7-10).
Ma la novitร maggiore di questo comandamento รจ unโaltra. Eโ il fatto che nessuno prima di Gesรน ha mai tentato di costruire una societร basata su un amore come il suo.
La comunitร cristiana รจ posta cosรฌ come alternativa, come proposta nuova a tutteย le societร vecchieย del mondo, a quelle basate sulla competizione, sulla meritocrazia, sul denaro, sul potere. Eโ questโamore che deve โglorificareโ i discepoli di Cristo.
Per bocca di Geremia Dio ha annunciato: โEcco verranno giorni in cui io concluderรฒ unโalleanza nuova con la casa dโIsraeleโ (Ger 31,31). Lโantica alleanza รจ stata stipulata sulla base dei dieci comandamenti. La nuova alleanza รจ legata allโosservanza di un unico, nuovo comandamento: lโamore al fratello, come quello di cui Gesรน รจ stato capace.
Gesรน conclude il suo โtestamentoโ affermando: โDa questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altriโ (v.35). Noi sappiamo che non sono i frutti che fanno vivere lโalbero, tuttavia sono i segni che lโalbero รจ vivo. Non sono le buone opere che rendono cristiane le nostre comunitร , ma sono queste opere che danno la prova che le nostre comunitร sono animate dallo Spirito del Risorto.
I cristiani non sono uomini diversi dagli altri, non portano distintivi, non vivono fuori dal mondo; ciรฒ che li caratterizza รจ la logica dellโamore gratuito, quello di Gesรน, quello del Padre.
AUTORE: p. Fernando Armellini
FONTE: per gentile concessione di Settimana News



