LA FORZA DELL’AMICIZIA RIDONA ALI INFRANTE
Si recarono da lui
portando un paralitico,
sorretto da quattro persone.
L’hanno sollevato
quattro amici;
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sulle loro spalle gli pareva
di volare,
lui che neppure camminava;
per le strade,
poi in alto sul tetto,
poi giù nella stanza:
nella forza della loro amicizia
aveva ritrovato le sue ali infrante.
Gesù, veduta la loro fede, disse:
i tuoi peccati ti sono rimessi.
Veduta la loro fede,
non quella del paralitico,
ma quella di coloro che lo portano,
che scavalcano la folla,
inventano una strada
che non c’è,
danneggiano una casa d’altri,
pieni dell’incoscienza
e della forza
di chi ama e ha fiducia.
Perdonato per la fede d’altri.
Questa comunione di fede,
questa catena di fiducia
solleva e dà coraggio.
Una fede che
non si fa carico d’altri
non è vera fede,
insegnano i quattro sconosciuti
portatori dell’uomo.
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Essere come loro,
con questo peso d’umano
sul cuore e sulle mani:
Chiesa che non proclama
verità astratte
sopra il dolore delle persone,
ma le solleva;
che porta il peso
e il rischio della loro speranza,
invece di ribadire concetti.
Ti sono rimessi i peccati.
L’uomo è rimasto senza parole,
forse deluso:
ma non è questo il mio problema.
Dammi le mie gambe!
Tutto qui è un gioco di simboli:
il perdono e
la guarigione del paralitico,
il peccato allontanato
e il lettuccio sollevato
come un fuscello,
non sono due fatti in successione,
ma un unico evento.
Il peccato è raccontato
come una paralisi,
un fallimento che ti blocca,
uno sbaglio che
ti pesa addosso.
Il perdono è detto
con un verbo di moto
che annuncia partenze,
il salpare della nave,
l’avviarsi della carovana,
che porta scritto ‘più in là’.
Strano perdono,
che non è domandato.
Ma è la carne immobile
che domanda cammini,
estasi,
sentieri nel sole.
Non c’è accusa dei peccati,
ma la supplica silenziosa
contro un peso che aderisce a te
e ti paralizza.
Non c’è espiazione della colpa,
non penitenza,
ma prendere su il lettuccio,
quella prigione odiata,
e andarsene libero nel sole.
Non c’è merito alcuno,
solo saper accogliere il dono;
nessuna condizione,
solo la gioia
di chi ritrova la strada della vita.
E questo scandalizza
i benpensanti di sempre.
Se basta così poco
per essere perdonati,
se il perdono è dato gratuitamente,
sempre,
allora come si fa
a ritenere importanti le regole?
Ma le regole non sono
un debito da pagare a Dio,
sono ciò che permette all’uomo
di camminare verso la pienezza:
via della vita
per muovere verso il proprio fine.
Ritrovarle é ritrovare
una vita verticale
e una strada nel sole,
la strada di Dio.
Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.
