UN SALTO DI QUALITÀ: PASSARE DALLA LEGGE ALLA PERSONA
Se guardi una donna
per desiderarla
sei già adultero.
Non è il desiderio
ad essere condannato,
ma quel ‘per’,
vale a dire che
se ti adoperi con gesti
e parole allo scopo
di sedurre o manipolare l’altro, tu pecchi contro
la grandezza e la bellezza di quella persona.
Le rubi il sogno di Dio
e l’immagine sua, perché
in quel modo immiserisci una creatura che invece è abisso e cielo, profondità e vertigine.
Pecchi non contro
la morale, ma contro
la nobiltà, l’unicità,
il divino
di quella persona stessa.
Lo scopo della legge morale, quindi,
non è altro che
custodire, coltivare,
far fiorire l’umanità
della persona.
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È un unico salto di qualità quello che Gesù propone, una svolta:
passare dalla legge
alla persona,
dall’ esteriorità all’interiorità,
proprio là dove nascono
i grandi “perché”
delle azioni.
Allora il Vangelo è facile, umanissimo, felice, anche quando dice parole che danno le vertigini.
Non aggiunge fatica,
non cerca eroi, ma
uomini e donne veri.
Fiori belli che sbocceranno e profumeranno l’aiuola dove la vita li ha seminati.
Per gentile concessione di p. Ermes – Fonte.
