p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di sabato 3 Gennaio 2026

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SERVO-AGNELLO, GUARITORE DELL’UNICO PECCATO CHE É IL DISAMORE  

Il mondo ci prova, ha tentato, 

ma non ce la fa a fiorire 

secondo il sogno di Dio: 

gli uomini non ce la fanno 

a raggiungere la felicità

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Dio ha guardato l’umanità, 

l’ha trovata smarrita, malata, sperduta e se n’è preso cura

È venuto, e invece 

del ripudio o del castigo, 

ha portato liberazione e guarigione. 

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Lo afferma il profeta 

roccioso e selvatico, 

Giovanni delle acque

quando dichiara: 

ecco l’agnello che toglie 

il peccato del mondo.

Sono parole di guarigione

eco della profezia di Isaia, 

rilanciata dalla prima Lettura: 

ecco il mio servo, per restaurare 

le tribù di Giacobbe. 

Anzi, è troppo poco: 

per portare la mia salvezza 

fino all’estremità della terra

Giovanni parlava 

in lingua aramaica, 

come Gesù

come la gente del popolo, 

e per dire “ecco l’agnello” 

ha certamente usato 

il termine “taljah”, 

che indica al tempo stesso 

“agnello” e “servo”. 

E la gente capiva che 

quel giovane uomo Gesù, 

più che un predestinato 

a finire sgozzato 

come un agnello 

nell’ora dei sacrifici 

nel cortile del tempio, 

tra l’ora sesta e l’ora nona, 

era invece colui che 

avrebbe messo tutte 

le sue energie al servizio 

del sogno di Dio per l’umanità

con la sua vita buona, 

bella e felice.

Servo-agnello, che toglie 

il peccato del mondo. 

Al singolare. 

Non i peccati, 

ma piuttosto 

la loro matrice e radice

la linfa vitale, 

il grembo che partorisce azioni che sono il contrario della vita

quel pensiero strisciante 

che si insinua dovunque,

per cui mi importa solo di me, 

e non mi toccano le lacrime 

o la gioia contagiosa degli altri. 

Non mi importano, non esistono, 

non ci sono, non li vedo.

Servo-agnello, guaritore dell’unico peccato 

che è il disamore

Non è venuto come leone, 

non come aquila, 

ma come agnello, 

l’ultimo nato del gregge, 

a liberarci da una idea terribile 

e sbagliata di Dio

su cui prosperavano le istituzioni 

di potere in Israele. 

Gesù prende le radici del potere, 

le strappa, le capovolge 

al sole e all’aria, 

capovolge quella logica 

che metteva in cima a tutto 

un Dio dal potere assoluto

compreso quello 

di decretare la tua morte; 

e sotto di lui uomini che applicavano a loro volta 

questo potere, ritenuto divino, 

su altri uomini, più deboli di loro, in una scala infinita, 

giù fino all’ultimo gradino. 

L’agnello-servo, il senza potere, è un “no!” gridato 

in faccia alla logica del mondo

dove ha ragione sempre 

il più forte, il più ricco, 

il più astuto, il più crudele.

E l’istituzione non l’ha sopportato e ha tolto di mezzo la voce pura, il sogno di Dio

Ecco l’agnello

mitezza e tenerezza di Dio che entrano nelle vene del mondo

e non andranno perdute, 

e porteranno frutto; 

se non qui altrove, 

se non oggi nel terzo giorno 

di un mondo che sta nascendo.o quel suo sogno, che sembra dissolversi ad ogni alba, ma di cui Lui stesso non ci concederà di stancarci.

Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.

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