A CHI É COME LORO APPARTIENE IL REGNO DI DIO
Portavano dei bambini
a Gesù perché li toccasse.
Ma i discepoli
li rimproverarono.
Al vedere questo,
Gesù si indignò.
L’indignazione è
un sentimento proprio
dei profeti davanti all’ingiustizia
o all’idolatria;
è la reazione di Gesù
per la profanazione del tempio (Gv 2,14).
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Qui reagisce allo stesso modo, perché i bambini
sono cosa sacra:
a chi è come loro
appartiene il regno di Dio.
Chi è come loro?
I bambini non sono
più buoni degli adulti,
ma sono
maestri nell’arte
della fiducia e
dello stupore.
Loro sì sanno vivere
come i gigli del campo e
gli uccelli del cielo,
sanno giocare tutto
il giorno come i delfini,
incuriositi da ciò che porterà loro,
facili al sorriso e all’abbraccio.
Il bambino fino ai 12 anni
non ha obblighi
verso la Legge,
è ai margini,
non ha riti da osservare, e
Gesù lo addita a modello!
Prima la persona
e poi la legge!
Nessuno ama la vita
più appassionatamente
di un bambino che
si rialza da terra.
Prendendoli fra le braccia
li benediceva:
perché nei loro occhi
il sogno di Dio brilla
non contaminato ancora.
Per gentile concessione di p. Ermes – Fonte.
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