p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di mercoledì 3 dicembre 2025

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LA CONDIVISIONE: IL MIRACOLO DEL DONO

Giorno del pane
che trabocca dalle mani,
dalle ceste,
che sembra
non finire mai
.

E mentre lo distribuivano,
non veniva a mancare;
e mentre passava
di mano in mano,
restava in ogni mano
.

Quello del pane
è l’unico segno riferito
da tutti e quattro i Vangeli.
Marco e Matteo
ne riportano addirittura due redazioni.

Si tratta, evidentemente,
di un evento decisivo
per capire la vita e
il messaggio di Gesù
.

Con il segno del pane,
più che davanti
ad un eclatante miracolo
siamo di fronte
ad una fessura di mistero
.

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Il racconto è pieno
di simboli bellissimi:

è ormai primavera,
c’è molta erba che richiama i pascoli e
il Salmo del buon pastore,
c’è il monte
grande simbolo
della casa di Dio.

É vicina la pasqua;
ci sono i numeri:
cinque pani e due pesci che compongono il sette,
simbolo della pienezza
.

C’è il pane d’orzo,
pane di primizia
perché l’orzo è il primo
dei cereali che matura,
primo pane nuovo.

E c’è un ragazzo,
neppure un uomo adulto,
una primizia d’uomo.

Un Vangelo pieno d’inizi e
di gemme che fioriscono,
per grazia
.

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Modello del discepolo
oggi è un ragazzo
senza nome né volto,
che dona ciò che ha,
senza pensarci,
e così innesca la spirale
della condivisione,
il miracolo del dono
.

Il problema
del nostro mondo
non è la penuria di pane,
ma la povertà
di quel lievito che incalza
e spinge a condividere,
a fare di ciò che hai
un sacramento
di comunione
.

Al mondo, il cristiano
non fornisce pane, fornisce lievito”
(Miguel de Unamuno)
.

“Credo sia più facile moltiplicare il pane
che non distribuirlo.
C’è tanto di quel pane
sulla terra che
a condividerlo basterebbe
per tutti” (D. M. Turoldo)
.

Prese i pani, ringraziò, diede.
“Ricevimi, donami, donandomi mi otterrai di nuovo” (Rig Veda)
.

L’uomo può solo ricevere
la vita,
il creato,
le persone,
sono il suo pane.
Può solo ringraziare,
benedire,
donare
.

E basteranno le briciole
a riempire dodici ceste
.

Noi siamo ricchi
solo di ciò che abbiamo donato alla fame d’altri
.

Per gentile concessione di p. Ermes – Fonte.

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