p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di lunedì 8 Settembre 2025

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IL CORAGGIO DI UN SOGNO

Ci vuole coraggio per sognare, e non solo fantasia, per non accontentarsi del mondo così com’è.

La materia di cui sono fatti i sogni è la speranza* (Shakespeare)

Giuseppe, uomo giusto che sogna e ama, non parla ma agisce.

Cuore puro e mani callose, l’ultimo patriarca d’Israele, sigillo di una storia gravida di contraddizioni e promesse: la sua casa e i suoi sogni narrano una storia d’amore, i suoi dubbi e il cuore ferito raccontano storie di attese e di crisi.

Prima che andassero a vivere insieme Maria si trovò incinta, allora Giuseppe pensò di ripudiarla in segreto.
Di nascosto. Con l’unico modo trovato per salvare Maria.

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Basta che la corazza della legge venga appena scalfita dall’amore, ed ecco lo Spirito irrompere e agire.

Mentre pensava a tutto questo, arriva in sogno un angelo… Giuseppe sa ascoltare i sogni che lo abitano, sono gli stessi di Dio, che gli dice:
non temere di prendere con te Maria.

Non temere, Dio interviene sempre in favore della vita*.

Nel Vangelo di Matteo gli angeli vengono sempre per lo stesso motivo:
per annunciare la vita di Gesù,
per proteggerne la vita da Erode,
a Pasqua per annunciare che quella vita ha vinto la morte.

Giuseppe tra la legge e l’amore sceglie Maria, perché «mettere la legge prima della persona è l’essenza della bestemmia» (Simone Weil).

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E così facendo diventa profeta che anticipa le scelte di Gesù, quando infrangerà la legge di Mosè per guarire il dolore dell’uomo.

Eccoli i giusti!
“La nostra unica regola è l’amore; lasciate la regola ogni volta che essa contrasta con l’amore” (sorella Maria di Campello).

Maria e Giuseppe, poveri di certezze ma ricchi d’amore, aperti al mistero perché se c’è una cosa che apre la via all’assoluto questa è l’amore, luogo infinito dove arrivano angeli.

Il Vangelo per Giuseppe riporta ben quattro sogni di parole. E ogni volta è un annuncio parziale, (prendi il bambino e sua madre e fuggi…) senza un orizzonte chiaro, senza la data del ritorno.
Ma sufficiente per stringerli a sé e via in fretta verso l’Egitto, per poi riprendere la strada di casa.

È la via imperfetta dei giusti e dei profeti,
e di ogni credente.

Giuseppe parte con Maria e quel figlio che non ha generato, di cui però sarà vero padre perché lo amerà, lo farà crescere, lo farà felice, gli insegnerà ad essere uomo e a sognare l’impossibile; a credere nell’amore.

Come a Giuseppe un sogno di parole è offerto anche a noi: è il Vangelo.

E ci sono offerti angeli mandati da Dio:
portatori di belle notizie, nelle nostre case come in quella di Maria; messaggeri di sogni e progetti, come in quella di Giuseppe.

I nostri angeli non hanno ali e dividono con noi pane e amore; vivono nella nostra casa come annunciatori d’infinito: angeli che nella loro voce ci fecondano della Parola di Dio.

Per gentile concessione di p. Ermes – Fonte.

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