p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di lunedì 26 Gennaio 2026

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1+1= COMUNITÀ

Le nostre comunità vivono
una stagione di stanchezze
e di sconcerto per i numeri
che calano.

Gesù no, lui custodiva
e incoraggiava
quel germoglio nascente
:
designò altri 72 e li inviò.

É il cristianesimo
ad essere in crisi? No,
è in crisi un certo modo di
intendere il cristianesimo.

Ricominciamo dal vangelo:
1. La prima parola oggi:
la messe è molta, ma
sono pochi quelli che
vi lavorano.

Lo sguardo di Gesù
vede gente bella e
dal cuore aperto
.
Persone che si prodigano ovunque senza rumore, guardando dritto.

Ma gli operai sono pochi…
forse abbiamo capito male.
Non è il numero
il problema,
il numero è un criterio
anti-evangelico
;
la vera domanda è se
noi lavoriamo a questa messeo se stiamo
alla finestra a guardare
.

Siamo noi quei settantadue inviati.Tutti.
Laici, frati, donne e uomini;
ma siamo capaci
di dire Dio?
Di dire pace?

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In casa mia, nel lavoro,
con i miei amici o
in famiglia,
nelle associazioni?

Gesù non dà i dettagli dell’anno catechistico o a che orari mettere le messe; lui ci dice l’essenziale,
ci indica la consegna amorosa e contagiosa
del vangelo
,
dove la passione è
la grande assente
.

2. A due a due;
neanche il parroco o
il priore fa da solo;
ha bisogno dell’altro come
stimolo e come limite.

A due a due,
un bastone cui appoggiare la stanchezza e un amico su cui appoggiare il cuore.

Il numero due non indica
la somma di uno più uno,
ma è l’inizio della comunione,
l’avvio della comunità e
del cerchio grande, filo
doppio che non si spezza.

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3. Le parole che affida ai discepoli sono semplici e poche:
pace a questa casa,
Dio è vicino.

Parole dirette.

Non si tratta di una pace generica, ma pace
a questa casa,
a questa tavola,
a questi volti
.

Pace è una parola
da riempire di gesti,
di muri da abbattere,
di perdoni chiesti e donati,
di fiducia concessa
di nuovo
,
di ascolti e abbracci.

Ripudiate l’odio. Amatevi, altrimenti vi distruggerete.
È tutto qui il vangelo.

4. Vi mando come agnelli
fra i lupi.
Senza zanne o artigli, ma
non allo sbaraglio, bensì
a mostrare il mondo
in altra luce.
Vi mando come
presenza disarmata
,
ad opporvi al male
con un “di più” di bontà.

5.Vi mando
senza, senza, senza.
Non è l’abbondanza
dei mezzi a rendere efficace l’annuncio.

Non sei un buon parroco
perché hai tanti soldi,
neanche un buon padre
di famiglia per tanto
denaro, ma perché
sei credibile,
come credente
o come padre.

6. Non salutate nessuno
per strada,
che
non vuol dire: girate a
muso duro fra la gente.

Non disperdetevi, dice Gesù, restate concentrati sulla missione, andate diritti al vostro scopo.

I settantadue vanno,
più piccoli dei piccoli,
più poveri di un povero.
Li ha messi sulla strada
che è di tutti
, che non
si ferma mai e ti porta via.

Vanno, profeti del sogno di Dio: quello di un mondo
finalmente in pace
.

Un sogno in cui
dobbiamo credere ancora, nonostante
tutte le smentite
.

Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.

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