p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di lunedì 23 marzo 2026

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ECCO IO FACCIO UN CUORE NUOVO, PER TE

Gv 8,1-11

Una trappola ben congegnata:
‘che si schieri,
il maestro,
o contro Dio
o contro l’uomo’.

Gli condussero una donna…
e la posero in mezzo.

Donna senza nome,
che per scribi e farisei
non è una persona,
è il suo peccato;
anzi è una cosa,
che si prende,
si porta,
si mette di qua o di là,
dove a loro va bene.

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Si può anche mettere a morte.
Sono gli integralisti che mettono Dio contro l’uomo,
e la religione diventa omicida.

Maestro, secondo te,
è giusto uccidere…?

Quella donna ha sbagliato,
ma la sua uccisione
sarebbe ben più grave
del peccato
che vogliono punire
.

Gesù si chinò e scriveva
col dito per terra…:

e ci invita,
quando tutti attorno gridano,
a una pausa,
a tacere,
a mettersi ai piedi
non di un codice penale
ma del mistero della persona
.

“Chi di voi è senza peccato
getti per primo la pietra
contro di lei”.

Gesù butta all’aria
tutto il vecchio
ordinamento legale
con una battuta sola
,
con parole definitive e
così vere che
nessuno può ribattere.
E se ne andarono tutti.

Allora Gesù si alza,
ad altezza del cuore
della donna
,
ad altezza degli occhi,
per esserle più vicino;

si alza con tutto
il rispetto dovuto
a un principe
,
e la chiama ‘donna’,
come farà
con sua madre:

Nessuno ti ha condannata?
Neanch’io lo faccio
.
Eccolo il maestro vero,
che non s’impalca a giudice,
che non condanna
e neppure assolve
,
fa un’altra cosa:
le consegna il futuro
che serve per vivere
.

Va’ e d’ora in poi
non peccare più
:
ha fiducia in lei,
spera in lei,
vede in noi il santo
prima del peccatore
.

Il Signore sa sorprendere
ancora una volta
il nostro cuore fariseo:
non chiede alla donna
di confessare il peccato
,
non di espiarlo,
neppure le domanda
se è pentita
.

È una figlia a rischio della vita,
e tanto basta a Colui
che è venuto
non per giudicare
ma per salvare.

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La prima legge di Dio è
che ogni suo figlio viva!

Non si interessa di rimorsi,
ma di futuro:
infatti non le domanda
da dove viene,
ma dove è diretta;

non le chiede conto
del suo passato,
ma del suo domani
.

E intinge la penna,
come uno scriba sapiente,
nella luce e non nelle ombre
di quella creatura
con il suo inconfondibile
colpo d’ala
.

Il rabbi le dice:
Va’,
esci dal tuo passato
e vai verso il tuo cuore nuovo,
e porta lo stesso perdono
a chiunque incontrerai
.

Le scrive nel cuore
la parola ‘futuro’.
Le dice:‘
Donna, tu sei capace
di amare ancora,
tu puoi amare bene,
amare molto.
Questo farai…’
.

Gesù apre le porte
delle nostre prigioni
,
i prigionieri li rimette
in cammino nel sole.

Lui sa bene che
solo uomini e donne
perdonati e amati
possono seminare
attorno a sé
perdono e amore
.

I due soli doni
che non ci faranno
più vittime
.
Che non faranno più vittime,
né fuori né dentro di noi.

Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.