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p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di giovedì 6 agosto 2026

QUEL FILO DI LUCE CHE LEGA TUTTO

Mt 17,1-9

Un Vangelo pieno
di sole e di luce.

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Gesù prese con sé
tre dei suoi e salì
su di un monte alto,
e là si trasfigurò
davanti a loro,
il suo volto brillò
come il sole.

Gesù con il volto di sole
è una immagine
da conservare e custodire
per il giorno più buio,
quando il suo volto
sarà colpito,
oltraggiato, umiliato,
non più trasfigurato,
ma sfigurato.

Quella visione dovrà restare
viva e pronta
nel cuore dei discepoli.

Un filo di luce collega
il monte della trasfigurazione
all’orto degli Ulivi.

È la sfida che Pietro,
Giacomo e Giovanni
debbono raccogliere.
Essi sono chiamati a cucire
di fede e di speranza
quella distanza lunghissima
tra il Tabor e il Calvario,
divario tra la luce sfolgorante
e il buio più totale,
fra quel volto bellissimo
di Gesù trasfigurato
e il volto sfigurato
di un crocefisso.

È la sfida quotidiana
che ogni credente
è chiamato a raccogliere
quando dinanzi
a ciò che è brutto
e inaccettabile,
come la malattia, la solitudine,
la violenza, la morte,
è chiamato a credere
e ad “amare sino alla fine”,
a consegnare se stesso,
a non aver paura di perdere
la propria vita,
contraendo legami di amore
che vadano sino in fondo.

Guardiamo Pietro e il suo stupore:
È bello qui, è bellissimo,
non andiamo via…
Pietro ci fa capire
che la fede per essere viva
deve discendere
da uno stupore,
da un “che bello!”
gridato a pieno cuore.

Perché io credo?
Perché Dio è la cosa più bella
che ho incontrato.
E mi fa affermare
che è bello stare su questa terra,
su questo pianeta minuscolo
e bellissimo.

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È bello abitare
questo nostro tempo,
che è unico e
pieno di potenzialità.

È bello essere uomini:
non è la tristezza,
non è la delusione
lanostra verità.

È bello stare con Cristo,
che è luce da luce,
come diciamo nel Credo.

Paolo oggi scrive
al suo amico Timoteo
una frase
di emozionante bellezza:
Cristo Gesù ha fatto
risplendere la vita (2Tm 1,10).

Gesù ha fatto splendida l’esistenza
e non solo sul suo volto
e sulle sue vesti sul monte,
non solo il futuro o i desideri,
ma la vita qui e adesso,
la vita di tutti,
la vita segreta di ogni creatura.

Ha riacceso
la fiamma delle cose,
ha fatto risplendere l’amore,
ha dato splendore agli incontri
e bellezza alle vite,
sogni nuovi e bellissime canzoni
al nostro sangue.

«E i sensi sono divine tastiere»
(D. M. Turoldo)
che provano gli accordi
di una sinfonia che parla
di alleanza gioiosa
con tutto ciò che vive,
perché nelle vene del mondo
già corrono frantumi di stelle.

E beati coloro
che hanno il coraggio
di essere ingenuamente luminosi
nello sguardo, nel giudizio, nel sorriso.

Davanti a loro puoi dire:
è bello per me stare qui,
accanto a te,
insieme a voi,
insieme a Dio
che ha fatto risplendere la vita
spalancando per me
finestre sul cielo.

Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.

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