p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di giovedì 29 Gennaio 2026

- Pubblicità -

LA LUCE VIENE ATTRAVERSO IL PANE CONDIVISO

Come mettere la lampada
sul candelabro?

Isaia suggerisce
meno parole e più gesti:
«Spezza il tuo pane»,
verbo asciutto,
concreto, fattivo.

E poi è un incalzare di gesti: «accogli in casa,
vesti il nudo,
non distogliere gli occhi.


Allora la tua luce sorgerà
come l’aurora,
la tua ferita
si rimarginerà in fretta
».

E senti l’impazienza di Dio
e dell’aurora che sorge,
della fame che grida;

senti l’urgenza
dell’uomo sofferente che
ha fretta di pane e di salute.

- Pubblicità -

La luce viene
attraverso il mio pane
quando diventa pane nostro, condiviso,
e non possesso geloso.

Ma se la luce è messa
sotto al tavolo,
a che cosa serve?
A nulla.

Così noi,
se perdiamo il vangelo,
se smussiamo la Parola,
se abbiamo occhi senza luce,
allora corriamo il rischio mortale dell’insignificanza,
di non significare più nulla
per nessuno.

Io sono luce spenta quando
non evidenzio bellezza e bontà negli altri, ma mi inebrio
dei loro difetti:

allora sto spegnendo
la fiamma delle cose,

- Pubblicità -

sono un cembalo che tintinna (parola di Paolo),
un trombone di latta.

Ma “chi vive secondo il vangelo è una manciata di luce in faccia al mondo” (Gigi Verdi).

Tu puoi compiere
opere di luce!
E sono quelle semplici
dei miti, dei puri,
dei giusti, dei poveri,

le opere alternative
alle scelte del mondo,
la differenza evangelica
offerta alla fioritura della vita.

Quando tu segui
come unica regola l’amore,
allora sei Luce
per chi ti incontra.

Quando due sulla terra si amano
diventano luce nel buio,
lampada ai passi di molti.

La luce non illumina se stessa,
Così ogni credente
deve ripetersi:
a partire da me, ma non per me.

Perché una religione che serva
solo a salvarsi l’anima
non è quella del Vangelo.

La luce non è un dovere,
ma il frutto naturale
in chi ha respirato Dio.

Allora sarai lucerna
sul lucerniere, ma
secondo le modalità
proprie della luce,
che non fa rumore
e non violenta le cose.

Le accarezza e
fa emergere il bello che è in loro.

Co­sì «noi del Vangelo»
siamo gente che ogni giorno
accarezza la vita e
ne rivela la bellezza nascosta.

Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.

Altri Articoli
Related

don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del giorno – 6 Febbraio 2026

Questi fantasmi! Venerdì della IV settimana del Tempo Ordinario (Anno...

don Giovanni Berti (don Gioba) – Commento al Vangelo del 8 Febbraio 2026

Sapore di Vangelo Quando si prepara un buon piatto di...

p. Enzo Fortunato – Commento al Vangelo del 6 Febbraio 2026

Il commento al Vangelo del giorno a cura di...

fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 6 Febbraio 2026

il Vangelo ci mostra un meccanismo che conosciamo bene....