p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di domenica 30 Novembre 2025

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TEMPO DI ATTESE E PROFETI

30 novembre 25 – I di Avvento – Mt 24,37-44

Tempo dโ€™Avvento, tempo di strade, di profeti, di madri in attesa. Tempo per vivere con attenzione, perchรฉ questo mondo รจ una realtร  germinante e porta un altro mondo nel grembo.

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Avvento annuncia che Dio presiede ad ogni nascita, che interviene nella storia non con le gesta dei potenti ma con il miracolo umile e strepitoso della vita, con la danza di un grembo, in cui lievita il pane di un uomo nuovo.

Dio รจ colui he invece di porre la scure alla radice dellโ€™albero, inventa cure per ogni germoglio, per ogni โ€œhinnonโ€ (Salmo 72,17), simbolo di Dio stesso.

Avvento non รจ attendere la nascita di Gesรน, lui รจ giร  nato, ma attendere che Dio nasca in me, affinchรฉ io possa nascere in Dio.

Desiderarlo, come i โ€œdesiderantesโ€, quei soldati romani che, riferisce Giulio Cesare, attendevano sotto le stelle i compagni non ancora rientrati allโ€™accampamento, dopo la battaglia.

Desiderio e attesa del Dio che viene nel tempo delle stelle, in silenzio, a rendere piรน breve la notte; ladro che non ruba niente e dona tutto, sempre straniero in un mondo e un cuore distratti.

Al tempo di Noรจ gli uomini mangiavano e bevevano, e โ€œnon si accorsero di nullaโ€, non si accorsero che quel mondo era finito. Non facevano nulla di male, la loro era la vita semplice, un semplicemente vivere e rispondere alla comune domanda di felicitร . Infatti Gesรน non denuncia ingiustizie, cattiverie o vizi; descrive una esistenza fatta solo di quotidiano, senza rivelazione e senza profezia.

I giorni di Noรจ sono i nostri, quando dimentichiamo di alzare lo sguardo, oltre e in alto, e ci accontentiamo di grandi bocconi di terra.

Due uomini saranno nel campo, due donne macineranno alla mola, uno sarร  preso e uno lasciato: il Vangelo non parla della fine della vita, ma della profonditร  della vita.

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Non dellโ€™angelo della morte, ma di due modi diversi di abitare la vita. Uno vive in modo adulto, uno infantile. Uno ponendosi domande, aprendo le finestre ai grandi venti della storia; uno invece muore lentamente, affondando nella propria superficialitร . Uno vive sullโ€™orlo dellโ€™infinito, uno dentro il perimetro breve della sua pelle.

Il primo รจ pronto allโ€™incontro con il Signore; lโ€™altro non si accorge di nulla.

Tenetevi pronti perchรฉ viene! Eโ€™ un fatto: viene. Pronti allora non per proteggersi da un ladro, ma per non mancare lโ€™appuntamento con un Dio viaggiatore infaticato dei secoli e dei giorni, viaggiatore del cuore profondo. Dio cammina a piedi (Gandhi) e non sui carri dei vincitori; nella polvere delle nostre strade e non per sentieri dorati.

Avvento รจ il tempo per riprendere a vivere con attenzione: attenti al Signore e ai suoi richiami nellโ€™intimo, nel gemito e nel giubilo della storia e del creato. Attenti alle sue orme nella polvere, al sussurro nel vento, a chi bussa alla porta: sono io la meta del suo viaggio.

Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.

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