p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di domenica 29 Ottobre 2023

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È «amore» la parola chiave del Vangelo

Maestro, qual è il comandamento grande? Il comandamento-sorgente, la parola-fonte, la legge che unifica e dà senso alle altre, così che possiamo anche noi semplificare la vita, andare diritti all’essenziale? Domanda seria, alla quale Gesù risponde ma, come al suo solito, liberando dagli schemi, proponendo una parola che tra le Dieci Parole non c’è.

Comincia con un verbo: amerai, al futuro, a indicare che l’amore è il futuro del mondo, che senza amore non c’è futuro: amatevi, altrimenti vi distruggerete. È tutto qui il Vangelo. Tu amerai, per guarire la vita e farla felice, perché la bilancia su cui si pesa la beatitudine di questa vita è dare e ricevere amore. Non amare è solo un lento morire.

Lentamente muore chi non ama, chi non trema per una persona, di quell’amore che ripulisce gli occhi, che “fa vedere le persone come le vede la divinità, che muove il sole e le altre stelle e muove tutto in noi” (M. Gualtieri), che scava pietre per costruire case, cha fa nascere abbracci per ritrovarci interi, che fa sorgere arcobaleni che indicano la via.

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Amerai Dio con tutto il cuore. Qualcuno ha proposto un’altra traduzione: amerai Dio con tutti i tuoi cuori. Come a dire: con il tuo cuore di luce e anche con il cuore d’ombra; con il cuore che crede e anche con il cuore che dubita…

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Altro commento di fra Ermes

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LE ACQUE NON LO SPEGNERANNO

Cosa devo fare, domani, per essere ancora vivo? Cosa farò anno dopo anno? Tu amerai. Ed è detto tutto.

Quale è, nella Legge, il grande comandamento? Lo sapevano tutti: secondo i rabbini d’Israele era il terzo, quello che prescrive di santificare il Sabato, perché anche Dio lo aveva osservato.

La risposta di Gesù, quel giorno come oggi, va oltre: non cita nessuno dei dieci comandamenti, pone invece al cuore dell’annuncio la stessa cosa che vive e pena nel cuore di tutti.

Tu amerai con tutto…con tutto…con tutto… Per tre volte Gesù ripete l’appello alla totalità, all’impossibile. Con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente. Con tutto ciò che hai, che puoi, con tutto ciò che in te senti essere creato per l’amore.

Non credere che basti amare Dio. Lo facevano anche i farisei, al tempio. Non puoi amare Dio e ignorare i fratelli. La tua vita non dipende dai tuoi beni, ma dai tuoi fratelli.

Dio è lì, nei piccoli, nel corpo e nella voce del mio prossimo dal cuore simile a Dio, alfa e omega della vita, l’Altro che viene perché il mondo sia altro da quello che è. I cristiani sono quelli che credono non a una serie di nozioni, dottrine, comandamenti, ma quelli che, credendo all’amore (cf 1Gv 4,16), vivono davvero, forti di questa forza propulsiva nella storia.

“Sei amato” è l’incipit di tutta la legge; “amerai”, il suo compimento. Chiunque astrae la legge da questo fondamento amerà il contrario della vita, quindi amerà la morte (P. Beauchamp).

Ma perché amare come me stesso?

Perché se non ami te stesso non sarai capace di amare nessuno, saprai solo prendere e possedere, fuggire o violare, senza gioia né gratitudine. Perché una scheggia infuocata di Dio è l’amore. Nostro orizzonte è questo cuore a più voci, in cui l’amore di Dio è la melodia principale, il canto fermo, attorno al quale può dispiegarsi il contrappunto degli altri amori. E nasce la polifonia della vita (Bonhoeffer).

Alla fine la Bibbia si fa concreta e provocatoria: amerai una povera e sacra trinità: la vedova, l’orfano e lo straniero, l’ultimo arrivato, il dolente, il fragile. E se presti denaro non esigerai interesse. E al tramonto restituirai il mantello al povero: è la sua pelle, la sua vita (Es 22,20-26), e tanto basta.

L’amore arma e disarma, ti fa debole davanti al tuo amato ma poi è capace di spostare le montagne.

Amerai, dice Gesù. E usa un verbo al futuro, come azione mai conclusa. Come fonte inestinguibile che scroscia sul nostro tempo. Allora l’umanità, il suo destino e la sua storia è solo questo: l’uomo amerà.

Cosa devo fare, domani, per essere ancora vivo? Cosa farò anno dopo anno? Tu amerai. Ed è detto tutto.

“Tu amerai” è desiderio, attesa, profumo e profezia di felicità per tutti.

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