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p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di domenica 25 ottobre 2026

Qual è il più grande dei comandamenti?

Gesù esce dagli schemi, risponde con qualcosa che tra i comandamenti non c’è. Grandi la libertà e l’intelligenza ‘fuorilegge’ di Gesù!

La risposta comincia con un verbo “amerai”; al futuro, a indicare una storia infinita, che non avrà fine fino a quando non finirà il mondo.

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“Le legge tutta è preceduta da un’‘sei amato’ e seguita da un ‘amerai’. Sei amato è il fondamento, amerai è il compimento. Chi astrae da questo fondamento e da questo compimento amerà il contrario della vita. Amerà la morte” (P. Beauchamp).

Lentamente muore chi non ama, chi non trema per una persona, di quell’amore che ripulisce gli occhi, che “fa vedere le persone come le vede la divinità, che muove il sole e le altre stelle e muove tutto in noi” (M. Gualtieri), che scava pietre per costruire case, cha fa nascere abbracci per ritrovarci interi, che fa sorgere arcobaleni che indicano la via.

Amore è parola che brucia le labbra, se pronunciata male. Abusata oggi, pronunciata troppo, spesso a sproposito, e malintesa.

Non c’è sulla terra nome più abusato. Come del resto il nome di Dio.

Cosa avete fatto del mio nome? domanda il Signore. Non c’è sulla terra nome più imbevuto di sangue, di uccisioni, di guerre, più profanato del mio.

Dovremmo tutti indire uno sciopero della parola ‘amore’, per molto tempo, perché torni puro, torni ad essere quello che Gesù sussurrava:

  • un amore intero, dove ci sia tutto di noi, cuore, anima, mente…
  • Un amore artigianale, fatto di gesti e sincerità.
  • Un amore fattivo, che tocca volti, corpi, occhi.
  • Un amore che non devi specularci sopra, non fatto di pensieri, ma di mani che stringono, sollevano, accarezzano.

Amerai Dio con tutto il cuore. Qualcuno ha proposto un’altra traduzione: amerai Dio con tutti i tuoi cuori.

Come a dire: con il tuo cuore plurale, con il cuore di luce e anche con il cuore d’ombra; con il cuore che crede e anche con quello che dubita; quando splende il sole e quando si fa buio; a occhi chiusi, quando hai un po’ paura. E perfino con le lacrime. Lo amerai come puoi, meglio che puoi, con ciò che hai.

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Ma non basta. Anche i farisei amavano Dio, anche gli scribi e i sommi sacerdoti. Ed ecco la novità di Gesù: il secondo comandamento è simile al primo: amare il prossimo è simile ad amare Dio. Il prossimo è simile a Dio. Ha volto, cuore, fame d’amore e di bellezza, simili a Dio.

Allora pregare Dio con un cuore pieno di rabbia verso qualcuno è un sacrilegio. Allora l’indifferenza è ateismo pratico.

Non puoi pregare e disprezzare. Non puoi lodare Dio e bestemmiarlo con la violenza. Non puoi cantare il gregoriano e non seminare il nome di Dio, che è pace e giustizia, sulle macerie della storia.

Un vangelo strabico, verrebbe da dire: un occhio in alto, uno in basso, testa nel cielo e piedi per terra. Ma solo così è vangelo.

Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.