p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di domenica 17 Dicembre 2023

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Giovanni, lโ€™uomo mandato da Dio

Venne Giovanni, mandato da Dio, per rendere testi-monianza alla luce. Il profeta del Giordano รจ il testimone che la pietra angolare su cui si fonda la storia di Dio non รจ il peccato ma la luce, non il male ma la grazia. Ad ogni credente รจ affidata la stessa profezia: avere occhi cosรฌ limpidi da vedere Dio dovunque, sandali da pellegrino e cuore di luce; essere anche noi rabdomanti del buono e del bello seminato anche nei nostri deserti.

In mezzo a voi sta Uno che voi non conoscete, รจ cosรฌ vicino da poterci inciampare: “cercatore verace di Dio / รจ solo chi inciampa / su di una stella…. e, tentando strade nuove,/ si smarrisce nel pulviscolo / magico del deserto” (D. M. Montagna).

Sacerdoti e leviti sono scesi da Gerusalemme, una commissione dโ€™inchiesta istituzionale e clericale, scesa non per capire ma per affermare il loro potere e ribadire il primato del sacerdozio su quel libero profeta, non allineato, senza autorizzazione.

Giovanni era, per nascita, un levita, apparteneva a quella casta sacerdotale maschile, ereditaria e autoreferenziale, che era di suo padre Zaccaria. Sacerdoti si nasceva, si era tali di generazione in generazione. Ma Giovanni, il figlio del miracolo, ha abbandonato il tempio e rinnegato il sacerdozio, diventati il silenzio di Dio, e aveva scelto di essere voce.

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Altro commento di fra Ermes

ALL’OMBRA DELLA LUCE

Il rude e scontroso profeta si mette in penombra, di lato, perchรฉ la luce sia tutta sul messia.ย Dice Giovanni: Egli deve crescere e io diminuire, รจ regola della vita spirituale che vale per tutti.

Ecco cosโ€™รจ un profeta: testimone della luce, che non si attarda sullโ€™ombra; annunciatore del bene e non dei deserti; sentinella del positivo e non degli errori che attraversano ogni epoca e ogni vita; testimone che ogni Adamo conserva in sรฉ, sotto la tunica di pelle, una tunica di bellezza che il Messia, quando tornerร , riporterร  alla vista e alla gioia di tutti.

Giovanni non era la luce. Ma venne per assicurarci che luce cโ€™รจ, รจ giร  in mezzo a noi! โ€œGiratevi verso la luce, perchรฉ la luce รจ giร  quiโ€.

Giovanni ci fa strada nell’Avvento perchรฉ ci indica come ci si rapporta con Gesรน, ci mostra che siamo in grado di ricevere e dare luce, che in principio non รจ posta l’analisi spietata o intelligente del mondo e di tutto il suo peccato, ma che la storia vera inizia quando l’uomo, nelle sue albe cosรฌ ricche di tenebra, sa fissare il cuore sulla linea mattinale della luce che sta sorgendo, minoritaria eppur vincente.

Sacerdoti e leviti sono scesi da Gerusalemme al Giordano, una commissione d’inchiesta istituzionale, venuta non per capire ma per coglierlo in fallo: Tu chi credi di essere? Elia? Il profeta che tutti aspettano? Chi sei? Perchรฉ battezzi? Sei domande sempre piรน incalzanti. Ad esse Giovanni risponde “no” per tre volte, lo fa con risposte sempre piรน brevi: anzichรฉ replicare “io sono” preferisce dire “io non sono”. โ€œChe cosa dici di te stesso?โ€ Io sono voce. Solo Dio รจ la parola.

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Il rude e scontroso profeta si toglie di dosso immagini prestigiose che forse essi sono perfino pronti a riconoscergli. Si mette in penombra, di lato, perchรฉ la luce sia tutta sul messia.

Dice Giovanni: Egli deve crescere e io diminuire, รจ regola della vita spirituale che vale per tutti i credenti, anche per i profeti, soprattutto per i sacerdoti, perfino per la Chiesa: la lampada non deve illuminare se stessa, la chiesa non deve puntare i riflettori su di sรฉ, fa far luce a quanti sono in casa, essere trasparenza del divino.

Cosรฌ ad ogni credente รจ affidata la stessa profezia del Battista: avere occhi capaci di scorgere Dio camminare in mezzo a noi, con sandali da pellegrino e cuore di luce: in mezzo a voi sta uno che non conoscete.

Allora ciรฒ che conta รจ rendere testimonianza alla sua luce. Che รจ come dire: io non sono il testimone di colpe, di comandi o di castighi; non sono lโ€™evidenziatore del male del mondo, ma un dito puntato sul sole che sorge. Su di un Dio liberatore, che fascia le piaghe dei cuori feriti, che va in cerca di tutti i prigionieri per rimetterli nel sole.

Il nostro รจ un tempo opaco, di fiducia smarrita, ma nei nostri deserti cerco anchโ€™io l’elemosina di una voce che mi dica chi sono, per chi sono, qual รจ il mio compito; e mi ricordi cosa mi sostiene, cosa mi dร  forza, cosa mi appassiona, cosa mi libera.

Chi sono io? Un giorno Gesรน darร  ai suoi la risposta piรน bella: Voi siete la voce della luce. Profeti appassionati e liberi.

Fonte

Inciampare in una stella – Meditazioni sui vangeli dal 17 dicembre al 6 gennaio

Il nuovo libretto di p. Ermes Ronchi

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