p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di domenica 17 Agosto 2025

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DIO DEGLI ORIZZONTI

Luca 12,49-59 – XX dom T. ord.

โ€œPensate che io sia venuto a portare la pace? No, vi dico, ma la divisioneโ€.

Gesรน manifesta la sua angoscia pronunciando parole forti, rivelandoci che Dio non รจ neutrale: vittime o carnefici non sono la stessa cosa, e lui si schiera. Sono testi duri e pensosi, scritti sotto il fuoco della prima violenta persecuzione contro i cristiani.

Un colpo terribile per le prime comunitร  di Palestina, dove tutti erano ebrei e le famiglie cominciavano a spaccarsi attorno allo scandalo e alla follia della croce di Cristo, che planava sulle vite come fuoco e come spada.

Sono venuto a gettare fuoco sulla terra.

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La fede in Gesรน, seguire la sua visione del mondo non mette a posto le coscienze, piuttosto rompe le false paci, oggi come allora, e in me ha a che fare col fuoco, con la passione. Si presenta come una eudaimonia, la chiamavano i greci, un daimon buono in me, uno spirito, un angelo che porta un di piรน di bellezza.

Parole che provocano tutti, me per primo: dovโ€™รจ il mio fuoco? Vivo acceso o coltivo un pugnetto di cenere?

Ricordiamo il giudizio dellโ€™Apocalisse: alla chiesa di Laodicea scrivi che โ€œpoichรฉ non sei nรฉ caldo nรฉ freddo io ti rigettoโ€.

Per noi cristiani tiepidi ha scritto Charles Peguy: Di un peccatore si puรฒ fare un santo/ di un pagano si puรฒ fare un cristiano,/ ma di coloro che non sono niente,/ nรฉ peccatori nรฉ santi,/ nรฉ cristiani nรฉ pagani,/ nรฉ caldi nรฉ freddi, /dei morti-vivi, che cosa faremo?

Penso alla croce di Gesรน: quale problema risolve, quale strappo ricuce quella croce? Nessuno.

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Non รจ chiamata a farlo, la croce non tappa buchi ma sfonda pareti, apre recinti , rotola via le pietre dalle imboccature dei sepolcri. Gesรน infatti รจ piรน presente proprio nelle situazioni dove vorresti non essere, dove fai tanta fatica ad amare la vita.

La sua esistenza, dal battesimo al processo, รจ un unico e appassionato tentativo di amare la vita in ogni uomo e donna incontrati, fino al sigillo dei chiodi. รˆ il suo fuoco. Di profeta appassionato come Geremia, che vede i cortigiani adulare il re e lui grida: non farlo, non ti รจ lecito! Anche se per questo รจ buttato nella cisterna, e nuota nel fango.

A volte, a parlare del fuoco di Cristo, sembra di nuotare in una palude di giudizi e di rifiuti, nel fango dellโ€™indifferenza e della distrazione. Ma il fuoco ha ragione, mentre il fango ha torto, sempre!

Il Dio di Gesรน non porta la falsa pace dell’inerzia, ma โ€œascolta il gemito degli schiaviโ€, prende posizione contro i faraoni di ogni tempo.

Porta la pace? No, se credere รจ entrare in conflitto! (D.M. Turoldo), se credere diventa la scelta controcorrente di chi ha fame di giustizia, dentro una societร  di ingiustizie; di chi opera per la libertร  sotto la tirannia dei poteri forti; di chi grida per la pace dentro un mondo in cui la guerra รจ giustificata fino al genocidio; di chi ha deciso di scegliere sempre lโ€™umano contro il disumano.

Possiamo vivere accesi, ne abbiamo il dovere morale. E noi sappiamo dove attingere la fiamma, oggi piรน che mai: dal Signore che apre orizzonti, in cui fa piaga la somma del dolore del mondo.

Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.

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