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p. Enzo Fortunato – Commento al Vangelo del 10 Gennaio 2025

Il commento al Vangelo del giorno a cura di padre Enzo Fortunato.

“Buonasera, buonasera, brava gente” ci siamo, ci siamo, ci siamo da poco. Abbiamo terminato di cenare con la comunità dei Frati e voilà, ci mettiamo qui. Che dite? Voilà!

Buonasera, buonasera, brava gente. Visto che la prima, se non sbaglio, è stata: “Ci siamo!”. Allora, ci siamo, ci siamo. E allora ci ritroviamo con la nostra Bussola a metà settimana.

Il Vangelo continua ad indicarci la strada da percorrere, ed è straordinario perché quella di Gesù è una strada concreta, non sono teorie. Ma ascoltiamo, perché adesso i Vangeli ci presenteranno, dopo il periodo natalizio, quello che Gesù vuole fare con noi e quello che Gesù desidera da noi.

Eh, ma ascoltiamo:

“In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito, e la sua fama si diffuse in tutta la regione. L’evangelista Luca continua: ‘Insegnava nelle sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nazaret, dove era cresciuto, e, secondo il suo solito, di sabato entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
Lo Spirito del Signore è su di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annunzio, a proclamare ai prigionieri la liberazione, ai ciechi la vista, a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore.’
Ravvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire:
‘Oggi si è compiuta questa scrittura che voi avete ascoltato.’
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.”

Vorrei stasera commentare il Vangelo insieme a voi, brava gente. Lo vorrei vivere con due Papi: Papa Benedetto e Papa Francesco.

Papa Benedetto fa una bella riflessione. Dice:

“Tutti i Vangeli cercano di rispondere a una domanda. C’è Matteo che scrive un Vangelo, Marco che scrive un Vangelo, Luca che scrive un Vangelo, Giovanni che scrive un Vangelo. Vogliono mettere Gesù sotto una luce, sotto una luce corretta. Ed è la luce che fa vedere agli altri che lui è il Figlio di Dio.”

E dice:

“Giovanni parla da teologo e dice, fin dal principio, la domanda sull’origine di Gesù. Vi ricordate il Vangelo di Giovanni? ‘In principio era il Verbo e il Verbo si fece carne.’ Per contro, qui l’evangelista Luca pone un’affermazione centrale:
‘Oggi si è compiuta questa scrittura.’

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Cioè, Gesù si rivela come il Figlio di Dio:

‘Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato.’

Bellissimo! Ed è la luce di chi viene a realizzare il progetto di Dio per l’uomo.”

Poi c’è Marco, poi insomma. E ci dà questa indicazione.

Papa Benedetto dice:

“Quando vi accostate al Vangelo, c’è questa luce che è soffusa. Eh, sta anima la lettura, la tua meditazione, e ti fa comprendere sempre più che Gesù è Figlio di Dio.”

Trovo straordinario! E allora questo ci aiuta, no? Ci aiuta. Quando ci accostiamo a questo Vangelo, noi sappiamo che c’è questa luce che anima la nostra lettura. Dice:

“Ma qui l’evangelista, chi ha scritto ispirato da Dio, mi sta dicendo che questo è il Figlio di Dio. Cioè, non sto facendo una chiacchierata con uno qualunque. No, no, no! Stiamo dialogando con il Figlio di Dio, brava gente.”

Ecco perché tutto questo poi ci richiede attenzione, ci chiede un momento di pausa tra tante altre cose.

Papa Francesco invece dice:

“Che cosa significa questo Vangelo? Significa mettere al centro i poveri. Significa, innanzitutto, avvicinarli. Significa avere la gioia di servirli, di liberarli dalla loro oppressione e tutto questo nel nome e con lo Spirito di Cristo. Perché lui, Gesù, è il Vangelo di Dio. Lui, Gesù, è la Misericordia di Dio. Lui, Gesù, è la liberazione di Dio.”

E con un’altra pennellata Papa Francesco dice:

“Dio, con questo Vangelo, ci dice che è venuto in mezzo a noi e si rivolge a ciascuno di noi.”

Ecco, brava gente.

Poi faccio la terza conclusione e concludo. Io mi chiedo: che cosa ci sta dicendo allora Gesù? Si rivolge a ciascuno di noi. C’è questa luce che ci vuol far comprendere chi è Gesù, Figlio di Dio. Ma c’è questa luce che ci fa comprendere che si sta rivolgendo a noi.

Allora prendo tre pillole:

  1. Gesù sta dicendo: “Lo Spirito del Signore è sopra di me.” Ciascuno di noi è abitato dallo Spirito del Signore. Bellissimo, eh? Non siamo soli. Abbiamo questo compagno di viaggio che ci illumina, che ci sostiene.
  2. Lo Spirito del Signore mi ha mandato a portare il lieto annunzio, una parola buona. Ognuno di noi è capace, può, deve, è chiamato ad essere una parola buona, un lieto annuncio.
  3. “Oggi si è compiuta questa scrittura.” Questo lo possiamo vivere, lo possiamo compiere. Straordinario!

E allora ci diamo questi tre spunti qua. Va bene, mi fermo qui.

Coraggio, andiamo avanti, forti, forti! Ho visto che se sono più breve le cose vanno meglio.