Il commento al Vangelo del giorno a cura di padre Enzo Fortunato.
Eccoci qua, brava gente! Eccoci qua, ci siamo. Vediamo se riusciamo a tenere, ma mi sa che non ce la facciamo… la vedo complicata, la vedo complicata. Facciamo così: buonasera, brava gente, buona domenica, eh! E allora ci prepariamo a questa domenica con… è una domenica particolare. Vediamo se, ehm… vi ricordate che domenica è domani? È una domenica importantissima, vediamo un po’, vi ricordate, sì o no? Vediamo chi si ricorda… Dom Piera Lelli, eccoci qui! Isabella… E allora vediamo se vi ricordate… Elisabet, Marcella… viviamo una domenica particolare e… una domenica importantissima. Vi ricordate… vediamo che… se vi ricordate che domenica è domani. Vi dico solamente che cambia l’abito, i paramenti liturgici che si mettono… i… che, insomma, indossano i sacerdoti per la celebrazione della messa. Cambia colore. Avete visto? Fino adesso era un colore verde, cambia colore. Allora vediamo… inizia Iole. Sì, no, per capire se ci siamo… Cioè se… Maria, Marcella… Ecco qua, prima di Avvento, prima domenica di Avvento, praticamente inizia… ecco… un periodo di preparazione forte e viene chiamato… viene chiamato questa domenica… il, tra virgolette, il Capodanno della Chiesa dei Cristiani. Perché inizia un nuovo anno liturgico ed è bellissimo perché i colori cambiano: il colore violaceo, che è un colore composto. Voi sapete, viola come viene composto? Da… dal rosso e dal blu. Io questo dico sempre: ogni inizio Avvento, ogni inizio anche del cammino quaresimale, perché ci ricorda proprio la strada da seguire che deve… che è chiamata ad unirsi, no? E cioè il rosso… eh… che se volete l’umanità, la passione… e il blu, il divino… Un po’ come… permettetemi di fare questo esempio… come il Vaticano, dove c’è la croce slanciata, la cupola verso il cielo, Dio, ma c’è anche la Pietà, con Maria chinata sull’uomo. E ora queste due strade, e cioè umanità e divinità, Cielo e Terra sono chiamate ad incontrarsi.
Allora vediamo il Signore che cosa… che cosa ci dice. Ascoltiamo: Dal Vangelo secondo Luca. In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti. Mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra, le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso, come un laccio. Infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia della terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo”.
Il senso ultimo della nostra… della nostra vita, brava gente, noi possiamo fare 2000 cose, possiamo essere chissà che cosa, però poi alla fine siamo chiamati a comparire davanti al Signore. E allora, intanto il linguaggio di questo testo… eh… è un linguaggio apocalittico, no? Il cielo, la terra, il mare, i flutti… moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere, le potenze dei cieli… ecco, chi ha inventato questo linguaggio? È un profeta, un bravissimo profeta dell’Antico Testamento, il profeta Daniele. Daniele è l’inventore del linguaggio apocalittico ed è bellissimo questo… perché Daniele inventa questo linguaggio… eh… e… cioè lo… lo inventa perché è ispirato da Dio evidentemente. Perché il popolo sta vivendo dei momenti difficili, dei momenti forti… eh… bei momenti difficili. Daniele ricorda: “Guardate, vivremo… stiamo vivendo un momento difficilissimo, però sappiate che verrà il liberatore, cioè che… che questo momento difficile non sarà per sempre”. Ed è bellissimo, perché noi troviamo la conferma in questa storia dell’Antico Testamento che i momenti difficili non sono stati mai eterni, eh, mai eterni! Ma hanno avuto un inizio e una fine. E il Signore si è… Dio Padre si è manifestato e ha liberato il popolo. Ed è interessante perché questa parola “liberazione” la troviamo una sola volta… eh… “liberazione, la vostra liberazione… la vostra liberazione è vicina”… eh… che segna, diciamo, la strada della speranza, la strada, ma anche il grido di… di ognuno di noi, no? Che Gesù fa proprio e ce lo rilancia. Quante volte: “Mamma mia, vorrei essere proprio liberato da ‘ste cose che vivo!”. E il Signore tocca questa corda profonda del cuore nostro e ci dice che avremo una risposta ai desideri di liberazione che ciascuno di noi ha e vive.
Tre passaggi condivido con voi di questo Vangelo in questa prima domenica di Avvento. Il primo, l’evangelista praticamente… eh… segue attentamente quello che ha detto Gesù e capisce che Gesù ci vuole portare fuori, cioè ci vuole portare a vedere il cielo, ci vuole portare… è bellissima questa immagine, no? Ci vuole portare a vedere quello che sta intorno a noi… eh… il mondo. È questo mondo che soffre e geme, però che partorisce vita. Perché il mondo, da qualsiasi parte lo guardiamo, brava gente, anche nei fenomeni più tragici, è comunque generatore di vita. Allora, il primo grande messaggio, Gesù, che ci dice: “Ci guardate che la sofferenza non ha mai… non è mai fina a se stessa”. Gli sconvolgimenti dei vulcani, dei Vesuvi, ma anche gli stessi terremoti, brava gente… eh… producono vita, producono vita, producono vita. La terra è così… ricordo una frase molto bella di… di monsignor Pompili: “Il terremoto ha sempre stato sulla terra e ha cambiato morfologicamente territori, mondi. E l’uomo a volte che sbaglia a costruire dove non si dovrebbe costruire o costruisce male”. Primo punto: Gesù ci conduce fuori a guardare questo mondo e capire che questo mondo genera vita. Secondo punto: eh… Gesù ci conduce fuori per vedere gli uomini… eh… che sanno… retti… sguardo profondo, vedete? “Sollevati, alzati!”. E stanno… nell’uomo sta retto, no? Segno dell’impegno, allo sguardo… eh… sguardo profondo… eh… “vedranno… e vedranno il Figlio”. Cioè, deve avere uno sguardo profondo che guarda attentamente quello che c’è davanti. E… e questo è la seconda… la seconda strada di questo Vangelo. Il Signore ci vuole eretti, no? In posizione di partenza, pronti, con questo sguardo capace di guardare, di essere lungimiranti e di capire che a noi ci attende il Signore.
E l’ultimo aspetto, poi chiudiamo per non farla lunga… “non appesantite i vostri cuori!”. Bellissimo, Gesù vuole… vuole un cuore che batte, che trasuta, che grondi umanità. Un cuore che batte umanità e che batte di umanità. E… e soprattutto, una vita leggera. Cioè, è capace di essere essenziale, perché quando un cuore batte di umanità e… e la vita è leggera, non appesantita da tante cose… e allora, brava gente, ci sono i miracoli, cambia il mondo. Mi fermo qui, con un’ultima considerazione, a conclusione. Il Signore fa questo discorso prima della passione… ora lo fa prima dell’Avvento, perché ci invita a mettere davanti a noi l’eternità. “Puntate sull’eternità! Puntiamo sull’eternità!”. Perché a questa eternità che noi dovremmo dar conto, non alle cose… eh… eternità, è come se ci dicesse: “Vedete che noi là dobbiamo andare e quindi prepariamoci bene”. Mi fermo qui… Andiamo avanti. Vi ricordo l’8 dicembre, l’incontro con la brava gente a Roma. E la mail enzochiocciolabuongiornbvgente.it, se mi dimentico qualcosa ricordatemela! Le stiamo scegliendo per la rivista “Piazza San Pietro” stamattina. Avete visto “Digiuno Dialogo”? Ditemi sì. Chi l’ha visto? Vediamo se c’è qualche risposta. Intanto io vedo Umberto, saluto. Un ben… eh… allora, facciamo gli auguri a Anna Gallo che ci chiede di pregare per il figlio Andrea che fa l’onomastico e compleanno… anno… Ogni bene a te, soprattutto a tuo figlio… eh… compleanno, onomastico. Il Signore lo protegga e lo assista. Natasha e Massimo per Marinella che fa il compleanno… Marinella, ogni bene, ogni bene! Ehm… ancora nonna Silva… Silva… Sì, per il nipote Andrea, l’onomastico, dalla Sicilia a Milano. Eh… e ogni bene, e ogni bene, Andrea. Avanti. Anche se sei lontana dalla nonna, Ilaria e il marito per il figlio Andrea, buono onomastico! E i tuoi genitori dicono: “Grazie di esistere!”.
Quanto vi volete bene! E avanti! Buon cammino, brava gente! Vi ricordo sempre il numero di Alessandro: 366 6044 754. 366 6044 754. E ci siamo! Andiamo avanti, forti, forti, forti! Eh! Grandi sorprese ci attendono e andiamo avanti! Mi raccomando, mi raccomando… Santa notte, brava gente, perché si faccia domani. Buona giornata, buona domenica. Vi ricordo l’appuntamento su Radio Rai 1, la domenica, e poi ci attendono tante cose belle, forti, forti, forti!
