p. Arturo MCCJ – Commento al Vangelo del 26 Luglio 2020

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Matteo ci dona altre 3 parabole,ย tutte introdotte dalla formula ยซil regno dei cieli รจ simile aโ€ฆยป. Gesรน non smette di parlare della presenza di Dio, รจ qualcosa di piรน forte di lui, come quando succede una cosa bella nella nostra vita e non possiamo fare altro che condividerla. Potremmo dire che con queste 3 parabole Matteo, nel sottofondo, ci ricordi che tutti possono incontrare Dio: chi per caso, chi cercandolo e chi inciampandovi dentro.ย ย Anche se molto diverse tra loro cโ€™รจ qualcosa che le accomuna: il tesoro, la perla, i pesci sono tutti nascosti, da qualche parte. Lโ€™occhio nudo non riesce a vederli, ma qualcosa avviene e li fa affiorare.ย Cโ€™รจ sempre una esperienza, un incontro, o la fine di una ricerca esistenziale che ci porta a intravedere la presenza e lโ€™azione di Dio nelle nostre vite.ย Ma non basta percepire, le parabole insistono sul fatto che trovare non significare possedere. Chi trova un tesoro deve rinunciare a tutto il resto, chi trova la perla deve vendere tutto le altre che considerava preziose e chi ha visto i pesci sotto la superficie del mare non puรฒ fermarsi a contemplarli ma deve fare uno sforzo per raccoglierli.

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Infineย ย tutte e tre ci dicono che chi fa il salto, vendendo, comprando e pescando riceve come ricompensa subito una cosa: la gioia (anche se viene citata solo nella prima parabola).ย Se si deve rinunciare ai propri beni, a quello che si ha, a qualcosa che dร  sicurezza, non รจ mai per unโ€™ascesi fine a se stessa o per il gusto della rinuncia: รจ per la gioia,ย perchรฉ il Regno porta una ricompensa infinitamente piรน grande di quanto si deve lasciare per entrarci. Non si tratta di vivere facendo sacrifici, infatti la parola โ€œsacrificiโ€ nel vangelo di Matteo appare solo due volte ed รจ per negarli.ย 

In queste parabole Gesรน invita a vedere nellโ€™esperienza di Dio il cammino certo perย ย la pienezza di vitaย alla quale ogni personaย ย aspira.ย In veritร , secondo la terza parabola, Dio non รจ cosรฌ nascosto da non farsi trovare. โ€œรˆ simile a una rete gettata in mare che raccoglie ogni genereโ€ฆโ€. Dio accoglie tutti, non fa distinzioni e ciรฒ che viene scartato non รจ una pesce buono o cattivo , che rende lโ€™idea di un giudizio morale ma una pesce vivo da uno morto, putrefatto.ย ย La parabola ci fa intendere che chi trova e accoglie lโ€™invito di Gesรนย ย e ne diventa discepolo (il nome pesce in Greco รจ lโ€™acronimo della parola CRISTO) verrร  riconosciuto da Dio nellโ€™ultimo giorno. Si, perchรฉ con questโ€™ultima parabola sul Regno Matteo vuole ricordarci che Dio non รจ solo invisibilmente presente ed attuante nel nostro ora , ma lo sarร  anche nel giorno del giudizio dove coloro che hanno seguito Gesรน saranno riconosciuti come pesci (cristiani) sani, pieni di vita e non morti/putrefatti e quindi da gettare nel fuoco.ย 

ยซAvete compreso tutte queste cose?ยป Gli risposero: ยซSรฌยป.ย Ecco la conclusione nella quale lโ€™evangelista probabilmente mette la sua firma: comprendere e scegliereย il mistero di Dio alle certezze, alle delusioni e credere nel concreto che le nostre vite siano guidate, alimentate e sostenute da questa sua presenza invisibile che ci guida ai valori del bene e della vita. Chissร  se noi cristiani del XX secolo abbiamo capito o meno queste cose?ย ย Voi che ne pensate???

Buona domenica!


Fonte: Sito Web

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