Cosa significa essere discepole e discepoli di Gesรน? Cosa implica per la vita? Sono domande al centro della pagina del vangelo a cui รจ data risposta in forma negativa: โse uno non mi ama piรน diโฆ non puรฒ essere mio discepoloโฆ colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me non puรฒ essere mio discepoloโฆ chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non puรฒ essere mio discepoloโ. Trasposte in forma positiva sono un appello ad amare di piรน, a vivere ogni momento della vita come dono, a concepire ciรฒ che si ha come bene da condividere.
Gesรน ha chiamato uomini e donne a seguirlo e a loro ha posto un invito: la sua strada poteva diventare la loro strada di vita. Chiede di porre i passi sui suoi, di intendere la vita nel condividere il suo sogno di annuncio del regno di Dio, non solo in modo provvisorio ma investendo lโesistenza.
Eโ importante cogliere il desiderio di Gesรน di radunare una comunitร attorno a lui nel seguirlo: essere discepoli significa mettersi in cammino e condividere la strada che Gesรน apre, insieme con lui e nella relazione con altri. Seguire non รจ questione di un momento nรฉ si puรฒ fissare in una dimensione statica, ma implica ogni giorno ricominciare, ripartire, rimanere in ascolto.
Nelle richieste che Gesรน pone si puรฒ cogliere un profilo di colei e colui che segue. Chi viene a lui รจ chiamato a amare in modo particolare, al di sopra di altre relazioni. Il termine โodiareโ qui usato da Luca contrasta con lโintero insegnamento di Gesรน riguardo allโamare non solo i vicini e gli amici ma anche i nemici. Inoltre nella sua predicazione egli aveva chiaramente richiamato il dovere di fare attenzione ai rapporti familiari prima e al di sopra di un culto separato dalla vita (Mt 15,3-6). Lโuso di questo termine cosรฌ forte proviene dallโassenza nelle lingue semitiche del modo di dire โamare di menoโ: รจ quindi usato il verbo โodiareโ per indicare โse uno ama di menoโ. Il primo tratto di chi segue Gesรน รจ quello di un amore grande che coinvolge lโesistenza.
Gesรน poi chiede di โportare la croceโ: รจ immagine che racchiude lโintero cammino di Gesรน, come dono e di condivisione. Gesรน ha amato sino alla fine, facendo anche della morte il momento in cui dare amore contrastando la violenza e lโingiustizia. La croce non รจ indice di sofferenza ma di dono e servizio. In particolare per Luca portare la croce ogni giorno significa far proprio lo stile di Gesรน nel quotidiano.
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Sono poi indicati due paragoni, la torre da costruire e la guerra da preparare, riferimenti tratti dalla vita. Con lโuso di questi esempi Gesรน pone una esigenza di radicalitร . Seguirlo รจ scelta importante e richiede di soppesare bene ciรฒ a cui si va incontro: esige una valutazione non superficiale delle proprie forze, ma soprattutto conduce ad affidarsi a Dio che solo puรฒ accompagnare a vivere ciรฒ che va oltre le forze umane. Eโ un cammino che richiede tutte le energie della vita e investe anche il rapporto con i beni materiali: rinunciare ai beni รจ esigenza di un rapporto nuovo con le cose stesse per scoprire lโunica vera ricchezza: il rapporto con Gesรน e il regno di Dio.
Seguire Gesรน apre un nuovo modo di intendere le relazioni: il breve biglietto di Paolo a Filemone, suo amico a cui era fuggito uno schiavo (Onesimo) indica questo cambiamento: Onesimo era uno schiavo e Paolo lo ha conosciuto in carcere. Ora chiede al suo amico Filemone di riaccoglierlo nella sua casa non piรน perรฒ come schiavo ma come un fratello. Seguire Gesรน apre a scoprire relazioni nuove di fraternitร nella linea dellโaccoglienza: โaccoglilo come me stessoโ.
Per gentile concessione di p. Alessandro – dal suo blog.
p. Alessandro Cortesi op
Sono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโIstituto Superiore di Scienze Religiose โsanta Caterina da Sienaโ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โGiorgio La Piraโ a Pistoia.
Socio fondatore Fondazione La Pira โ Firenze.

