Le lettura di questa domenica festa dei santi Pietro e Paolo accompagnano ad accogliere la testimonianza di questi apostoli e a scorgere motivi per il nostro cammino di fede.
In stile narrativo gli Atti degli apostoli presentano lโarresto e lโinattesa liberazione di Pietro dal carcere avvenuta nei giorni degli azzimi. Lโesperienza di Pietro, primo dei dodici si pone al seguito di Gesรน: anchโegli imprigionato nei giorni di pasqua, caduto nel buio di un carcere, vive la sorpresa di una liberazione inattesa. โAlzati, in frettaโ: sono le parole che rievocano lโannuncio della risurrezione. Pietro la sperimenta nellโuscire fuori dal carcere. Eโ il Signore che fa cadere le catene, libera e guida ad un incontro nuovo con la comunitร . Lรฌ Pietro narra โcome il Signore lo aveva tratto fuori dal carcereโ (At 12,17). Chiamato a seguire il suo Signore scopre che non il suo entusiasmo รจ il fondamento, ma solo il farsi incontro di Dio che libera e trae fuori. A lui รจ richiesta disponibilitร ad accogliere un dono e lasciarsi condurre nellโaffetto per Gesรน.
I percorsi molto diversi, di Pietro e Paolo sono perรฒ accomunati. Galileo il primo, raffinato e colto abitante di Tarso, cittadino romano il secondo. Partecipe della comunitร di Gesรน e del gruppo dei dodici Pietro, primo negli elenchi degli apostoli; apostolo che non conobbe Gesรน ma che fu afferrato dallโincontro sconvolgente con il risorto sulla strada di Damasco, il secondo. Pietro sperimenta la sua incapacitร di rimanere fedele, la sua paura e il tradimento, ma vive anche lโesperienza dello sguardo di Gesรน che pedona e lo interroga su ciรฒ che รจ essenziale: mi vuoi bene? Anche Paolo, come Pietro, scopre che Gesรน gli รจ venuto incontro senza alcun suo merito. Ha sconvolto la sua forte convinzione religiosa di giungere a Dio con le sue forze, nella scrupolosa osservanza delle opere della legge e si apre ad essere mandato ad annunciare il vangelo tra i pagani.
Nella seconda lettera a Timoteo, scritta da un discepolo di Paolo sono richiamati i sentimenti del Paolo anziano. Al termine di un faticoso cammino fa un bilancio della sua esistenza. Queste parole sono di affidamento totale: rimane la fede, la cosa piรน importante e la speranza. Paolo sa di aver ricevuto questo dono di incontro non per i suoi meriti ma per la grazia di Dio e dice: โIl Signore mi libererร da ogni male e mi salverร per il suo regno eternoโ (2Tim 4,18). Tutta la sua vita รจ stata appesa al filo della fede e al termine della corsa ringrazia per questo e riconosce lโagire del Signore che lโha afferrato. Al centro รจ la fedeltร del Dio che non viene meno alle sue promesse, che libera e salva.
โTu sei il Cristo, il Figlio del Dio viventeโ: queste parole indicano lโidentitร di Gesรน come Figlio di Dio: Pietro scorge in lui il volto del re messia. Simone, figlio di Giona, riceve un nuovo nome, segno della chiamata a vivere la sua esistenza per edificare una comunitร di fratelli e sorelle attorno a Gesรน. Il suo compito รจ a servizio di una convocazione guidata dallo Spirito. E ciรฒ non deriva dalle sue capacitร ma unicamente dalla comunicazione del Padre. Quando Pietro perde tale riferimento fondamentale incontrerร il vuoto ed il fallimento. Pietro non comprende che il cammino di Gesรน non รจ di affermazione e di potenza, ma di dono e servizio come servo sofferente. E per questo riceve un duro rimprovero. Eโ richiamato a โstare dietroโ a Gesรน a โpensare secondo Dioโ, che รจ diverso dal pensare secondo le logiche umane del potere e della violenza. La missione di Pietro รจ al servizio di costruire una comunitร che non dimentichi di fissare lo sguardo su Gesรน e lo segua sulla sua strada.
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Per gentile concessione di p. Alessandro – dal suo blog.
p. Alessandro Cortesi op
Sono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโIstituto Superiore di Scienze Religiose โsanta Caterina da Sienaโ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โGiorgio La Piraโ a Pistoia.
Socio fondatore Fondazione La Pira โ Firenze.

