p. Alessandro Cortesi op – Commento al Vangelo di domenica 28 Maggio 2023

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Pentecoste รจ la festa dei cinquanta giorni dopo la Pasqua (Deut 16,16), festa gioiosa di pellegrinaggio al tempio, festa dellโ€™estate che accoglie il dono della terra e del lavoro nella mietitura: โ€œcelebrerai anche la festa della settimana, la festa cioรจ della primizia della mietitura del frumento e la festa del raccolto al volgere dellโ€™annoโ€ (Es 34,22; cfr Es 23,16; Deut 16,9-10; Num 28,26).

La gioia, il, riconoscimento di un dono di vita, la condivisione e la sospensione propria di un tempo di festa connotano tale momento. In questo sfondo la festa assunse la caratteristica di memoria del dono della Legge che ricorda il lโ€™orizzonte di fondo della vita nel seguire la chiamata di Dio e nel servirlo (Es 3,12).

La pentecoste non ha data precisa nel calendario ebraico ma esige il conto dei giorni, a partire da Pasqua e ciรฒ รจ segno dellโ€™atteggiamento da coltivare in rapporto alla Torah: contare i giorni reca con sรฉ il rinvio allโ€™attitudine dellโ€™attesa ed alla consapevolezza di un tempo donato.

Per la prima comunitร  cristiana i cinquanta giorni dopo la Pasqua sono collegati allโ€™esperienza del dono dello Spirito santo. Luca racconta il giorno di Pentecoste a Gerusalemme dopo la Pasqua di Gesรน, e descrive lโ€™esperienza della prima comunitร  nel rapporto con Gesรน che ha lasciato i suoi ma รจ incontrato vivo nel tempo dellโ€™assenza: i simboli del vento impetuoso e delle lingue di fuoco rinviano al dono dello Spirito percepito nei cuori che investe le esistenza aprendole allโ€™inaudito.

Coloro che sono investiti di โ€˜forza dallโ€™altoโ€™ si fanno annunciatori animati da fiducia e coraggio. Sono consapevoli che questa forza non proviene dalle loro capacitร  ed il loro parlare ha unโ€™efficacia comunicativa nuova, รจ comprensibile e raggiunge gli uditori. Persone provenienti da popoli diversi sโ€™interrogano โ€œComโ€™รจ che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa?โ€ (At 2,8). Una nuova comunicazione si apre: la promessa di Babele, il progetto di Dio che benedice la diversitร  si fa esperienza di una comprensione possibile e di un dialogo nuovo. Il racconto di Pentecoste รจ innanzitutto proposto da Luca quale momento che contrasta la logica di Babele: รจ infatti critica ad ogni pretesa di costruire un impero unico che parli una sola lingua e prenda cosรฌ il posto di Dio: puรฒ essere ogni sistema religioso o civile che si pone come assoluto e domina sulle persone. Ma il racconto lucano va anche oltre ed indica in ciรฒ che accade a Gerusalemme il compimento della promessa di Babele. A Babele infatti si era manifestato il disegno di Dio sullโ€™umanitร : Dio non vuole che gli uomini siano dispersi, in conflitto tra loro e rimangano chiusi nella solitudine dellโ€™incomunicabilitร , ma intende suscitare le diversitร  (diverse lingue) aprendo ad una comunione possibile nelle differenze (lโ€™intendersi ciascuno nella propria lingua).

A Pentecoste si realizza un annuncio ed una testimonianza nuova: โ€œLi udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dioโ€ (At 2,11). Lo Spirito รจ presenza che de-centra la vita, la rende lugoo di un dono e spinge ad annunciare e testimoniare lโ€™opera di Dio.

Nel IV vangelo lโ€™evento del dono dello Spirito รจ posto nel racconto della sera del giorno di Pasqua. Gesรน presentandosi in mezzo ai discepoli โ€˜alitรฒ su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santoโ€™ (Gv 20,22). Il quarto vangelo legge nella morte di Gesรน un evento di consegna e di amore. Il Padre consegna il Figlio e il Figlio proprio nel momento della sua morte consegna lo spirito (Gv 19,30). La croce assume i contorni di une vento di rivelazione del volto di Dio come amore che si apre ad una relazione di vita e di incontro, di comunione.  Proprio sulla croce si attua il dono dello Spirito, il soffio non catturabile di una presenza che รจ forza di rigenerazione, di apertura, di libertร .

Fonte: il sito di don Alessandro Cortesi


p. Alessandro Cortesi op

Sono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโ€™Istituto Superiore di Scienze Religiose โ€˜santa Caterina da Sienaโ€™ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โ€˜Giorgio La Piraโ€™ a Pistoia.
Socio fondatore Fondazione La Pira โ€“ Firenze.