p. Alessandro Cortesi op – Commento al Vangelo di domenica 19 Marzo 2023

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La vicenda del cieco nato รจ uno dei sette โ€˜segniโ€™ del IV vangelo: sono tutti orientati al grande segno della morte e risurrezione di Gesรน: non sono detti โ€˜miracoliโ€™ ma โ€˜segniโ€™: hanno funzione di guida allโ€™incontro con Gesรน. La sua morte รจ il segno piรน grande dellโ€™amore.

Lโ€™incontro con il cieco nato รจ di sabato, al principio dellโ€™autunno, nel quadro della festa delle capanne, memoria del cammino nel deserto di Israele. Il sommo sacerdote si recava alla piscina di Siloe per attingere acqua da versare poi sullโ€™altare dei sacrifici e le mura di Gerusalemme venivano illuminate con fuochi di ogni tipo: uno spettacolo di luminaria avvolgeva la cittร  nel buio.

Le acque di Siloe in Isaia sono simbolo dellโ€™affidamento al Signore in contrasto con le abbondanti acque dellโ€™Eufrate simbolo della potenza degli imperi e della loro violenza (Is 8,5-7).

Il brano presenta un dialogo di Gesรน con โ€˜i Giudeiโ€™, identificato come paradigma di chi vive la religione come sistema di potere, con una mentalitร  chiusa e di esclusione. Gesรน presenta un altro orizzonte: per lui la malattia non รจ punizione di Dio nรฉ retribuzione per un peccato ma รจ un male da combattere. Lโ€™agire di Dio non va racchiuso negli schemi asfittici della contabilitร  umana. Gesรน รจ venuto per sanare da ogni male e questo รจ il progetto di Dio dare la vita: โ€œDobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato finchรฉ รจ giorno; poi viene la notte, quando nessuno puรฒ piรน operare. Finchรฉ sono nel mondo, sono la luce del mondoโ€ (vv.3-5).

La guarigione del cieco รจ presentata come azione laboriosa: Gesรน infrange la legge del riposo nel giorno di sabato (v.13). Il sabato รจ fatto per lโ€™uomo e non lโ€™uomo per il sabato proprio perchรฉ il Dio del sabato รจ il Dio โ€˜amante della vitaโ€™ (vv.6-7).

Il cieco non solo recupera la vista ma vive un cammino di apertura alla fede come nuovo modo di vedere: diviene cosรฌ figura di ogni credente che si apre a vedere in modo nuovo. Al centro sta lโ€™incontro con Gesรน.

Il cieco guarito viene poi sottoposto ad un pressante esame dai giudei: testimonia che i suoi occhi โ€˜sono stati apertiโ€™ e riconosce Gesรน come inviato di Dio. Scorge in lui il profeta, โ€˜ma i Giudei non vollero credereโ€ฆ.โ€™ (v.18) E chiamano i genitori. Nonostante le minacce di essere escluso, giunge a professare la sua fiducia: โ€˜proprio questo รจ strano, che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhiโ€™ (v.30) Quando il cieco viene cacciato fuori, Gesรน gli si fa accanto, e lo accompagna ad un incontro nuovo: โ€˜Tu credi nel Figlio dellโ€™uomo?

Lโ€™itinerario del cieco รจ cosรฌ un percorso di riconoscimento ed incontro: al principio cโ€™รจ un dono da accogliere. Dal buio di un modo di concepire di Dio secondo una modalitร  religiosa opprimente si apre alla fede come incontro.

Mentre gli uomini religiosi sono ciechi il cieco โ€˜cacciato fuoriโ€™ si apre al vedere: la luce รจ lโ€™incontro con Gesรน stesso al quale egli affida la sua vita: โ€˜Io credo in te Signoreโ€™.

Fonte: il sito di don Alessandro Cortesi


p. Alessandro Cortesi op

Sono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโ€™Istituto Superiore di Scienze Religiose โ€˜santa Caterina da Sienaโ€™ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โ€˜Giorgio La Piraโ€™ a Pistoia.
Socio fondatore Fondazione La Pira โ€“ Firenze.

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