p. Alessandro Cortesi op – Commento al Vangelo di domenica 16 Aprile 2023

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โ€œmentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesรน, stette in mezzo a loro e disse: โ€˜Pace a voi’โ€

Nel racconto del IV vangelo dapprima รจ narrato il venire di Gesรน e lโ€™esperienza del riconoscimento di lui vivente; รจ poi presentata la missione dei discepoli. Il tutto avviene alla sera e in un luogo in cui i discepoli hanno condiviso la cena prima della passione. Sono questi elementi importanti perchรฉ racchiudono un valore simbolico: la sera รจ momento del buio, lโ€™assenza di luce che accompagna lโ€™intera vicenda della passione. Quando Giuda uscรฌ dal cenacolo, annota il IV vangelo, โ€˜era buioโ€™, e cosรฌ pure quando vennero ad arrestarlo con armi e lanterne, uniche luci nelle tenebre. Eโ€™ sottolineata poi la realtร  di un buio interiore del rifiuto e della disperazione. Per contrasto la vicenda di Gesรน รจ presentata come luce: โ€˜in lui era la vita e la vita era la luce degli uominiโ€ฆโ€.

Cosรฌ il luogo dove sono i discepoli richiama quello stesso della cena, al loro mangiare insieme di Gesรน e ai suoi gesti di quel momento. Ma ora i discepoli non vivono piรน i sentimenti di quel momento ma sono presi dalla paura, chiusi come il luogo dove si trovano, bloccati nel timore. In questo contesto di buio e di paura essi fanno esperienza di una novitร  e di capovolgimento non dovuto alla loro iniziativa ma che li ha coinvolti in unโ€™esperienza inattesa e gratuita. Lโ€™incontro con Gesรน risorto รจ presentato come esperienza piรน forte delle porte chiuse. Essi sperimentano nel loro cuore che la paura รจ stata vinta. Anche la morte non ha piรน potere.

Fanno esperienza di un venire loro incontro di Gesรน che li raduna ancora attorno a sรฉ stando al centro del loro ritrovarsi: stette in mezzo a loro. Il racconto offre una veste narrativa ad esperienza interiori e profonde. Le narrazioni dette โ€˜apparizioniโ€™ di Gesรน nei vangeli sono il racconto dellโ€™esperienza della prima comunitร  dopo la Pasqua: i discepoli non attendevano nulla e lโ€™iniziativa di farsi incontro รจ di Gesรน stesso. La sua presenza non รจ programmata, il suo venire irrompe gratuitamente e suscita stupore. Il suo farsi โ€˜vedereโ€™ non รจ riconosciuto ma chiede un percorso di apertura. Eโ€™ questa lโ€™indicazione che lโ€™incontro con Gesรน risorto si รจ compiuto nel maturare unโ€™esperienza di affidamento. E quella esperienza di fede della prima comunitร  รจ messaggio rivolto a noi, alla nostra esperienza di fede. Siamo invitati a riconoscere Gesรน vivo e presente nella nostra vita con uno sguardo trasformato, capace di un vedere nuovo.

Il primo saluto di Gesรน risorto รจ un dono di pace. Eโ€™ dono che va letto in rapporto alle ferite delle mani e del costato mostrate ai discepoli. Chi โ€˜venneโ€™ non รจ un altro: รจ il crocifisso risorto. Nellโ€™offrire come dono la pace si attua una rivelazione: โ€˜mostraโ€™ ai suoi discepoli le ferite. Nei IV vangelo il tema della pace รจ connesso alla passione e risurrezione di Gesรน (14,27; 16,33; 20,19-26). Eโ€™ pace diversa da quella del mondo: non elimina morte e sofferenza, ma apre ad accogliere il cammino di Gesรน: โ€˜Io ho vinto il mondoโ€™ (Gv 16,33).

I discepoli riconoscono nei segni delle mani e dei piedi i segni del servo, dellโ€™agnello. E โ€˜gioironoโ€™. Il secondo dono della Pasqua รจ la gioia. Eโ€™ una gioia particolare: perchรฉ apre ad accogliere la gioia del Padre e la gioia di Cristo che si รจ consegnato. Eโ€™ una gioia che non dimentica la croce, ma che proprio nella croce legge il manifestarsi di un volto come amore che si dona. In questo sta la โ€˜gloriaโ€™ di Dio. Laโ€™ dove vi sono pace e gioia sono presenti i segni del Risorto e vi sono tracce per poterlo riconoscere presente. In ogni percorso umano in cui la pace รจ praticata per superare conflitti e laddove cโ€™รจ apertura alla gioia che conduce a superare paure, lรฌ vi sono tracce della presenza del Risorto.

Nella seconda parte di questa pagina racconto Gesรน compie un invio. Rende partecipi di una missione: โ€œPace a voi! Come il Padre ha mandato me, anchโ€™io mando voiโ€ฆ alitรฒ su di loro e disse: Ricevete lo Spirito santo โ€œ. I discepoli sono inviati a  continuare lโ€™opera di Gesรน. Nellโ€™invio Gesรน dona lo Spirito: si attua una ricreazione, come quando ad Adamo fu dato lo spirito (Gen 2,7) e come quando al popolo disperso nel deserto di ossa inaridite lo Spirito riportรฒ vita (Ez 37,9). I primi discepoli di Gesรน vissero dopo i giorni di Gerusalemme della sua passione una trasformazione che vissero come dono. Da lรฌ ha inizio la missione di portare una corrente di dono. Gesรน chiede ai suoi di continuare la sua missione. Eโ€™ lo Spirito il grande protagonista dellโ€™esperienza della fede e della testimonianza che da quel momento ha inizio.

Fonte: il sito di don Alessandro Cortesi


p. Alessandro Cortesi op

Sono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโ€™Istituto Superiore di Scienze Religiose โ€˜santa Caterina da Sienaโ€™ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โ€˜Giorgio La Piraโ€™ a Pistoia.
Socio fondatore Fondazione La Pira โ€“ Firenze.