Natura e spiritualità: un abbraccio universale

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Nel seguente video viene presentato un incontro della “Fraternità di Romena” intitolato “”Con tutte le creature”: incontro con Ermes Ronchi”, in cui padre Ermes riflette sulle esperienze e gli insegnamenti di figure spirituali come Padre Giovanni Vannucci e Sorella Maria di Campello sul Clitunno. Il discorso esplora l’interconnessione tra natura e spiritualità, sottolineando l’importanza di coltivare e custodire il creato come forma di culto e amore per il prossimo.

Vengono condivisi ricordi personali e interpretazioni bibliche per illustrare come la natura riveli la presenza divina e inviti a una relazione profonda e rispettosa con ogni essere vivente, in una comunità di destino. Il testo evidenzia una teologia che riconosce la santità intrinseca della terra e di tutte le creature, affermando che persino gli elementi naturali sono avvolti dalla presenza luminosa di Cristo risorto.

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“Con tutte le creature”: incontro con p. Ermes Ronchi

I. Un Evento Ricco di Contenuti e Connessioni

L’incontro si è svolto in un’atmosfera di grande energia e partecipazione, come testimoniato dall’osservazione: “quando sono arrivato ho visto che eravate tutti laggiù allo sguardo a ballare cioè c’avete una resistenza forte”. L’evento ha offerto una ricchezza di esperienze, con “tutto quello che avete vissuto” che sarà reso disponibile tramite il canale YouTube di Romena, prossimo a raggiungere i 50.000 iscritti. Si sottolinea l’importanza di accettare l’abbondanza di stimoli, poiché “queste cose hanno un rilascio lento cioè uno torna a casa e piano piano ripensa ai momenti che ha vissuto alle cose che sono state condivise insieme”.

II. Il Ricordo di Giorgio: Un Maestro del Quotidiano e dell’Abbraccio

Un momento centrale dell’incontro è stato il ricordo di Giorgio, una figura che ha lasciato un’impronta profonda per la sua capacità di essere pienamente presente nel momento e di abbracciare ogni persona. “Voi siete più di 300 in questo momento e vi garantisco che quando c’era Giorgio ai nostri convegni non c’era nessuno che sarebbe tornato a casa senza aver avuto un suo abbraccio e l’abbraccio di Giorgio chi lo riceveva una volta non lo dimenticava più perché aveva sempre quell’intensità quella presenza”. Viene descritto come un “grande maestro del quotidiano dell’esserci francescano nell’anima godeva di ogni raggio di sole di ogni persona di ogni insetto di ogni animale di di ogni situazione”. Il suo diario, pubblicato su Facebook, rifletteva questa attenzione alle “vibrazioni alla melodia del reale”, suggerendo che “forse l’attenzione è la prima delle virtù da ravvivare da masticare lentamente da far affiorare alla mente”.

III. L’Eredità di Padre Giovanni Vannucci: Una Conversione Spirituale

Ermes Ronchi racconta il suo incontro formativo con gli insegnamenti di Padre Giovanni Vannucci, descritto come il “padre spirituale di Romena”. Vannucci, pur non essendo mai stato fisicamente presente a Romena, ha trasmesso uno “stile”, delle “intuizioni” e un “grande patrimonio”. Ronchi rivela che Vannucci ha operato una vera e propria “conversione” in lui: “In quel momento ho avuto una mano che mi ha ribaltato dentro mi ha ribaltato l’immagine di Dio io l’avevo la classica eh un po’ polverosa stanca immagine di Dio lui l’ha ribaltata e mi ha presentato un volto di Dio amico della vita amico degli uomini un volto di Dio che ama il fiorire il crescere di ogni creatura”. Il ricordo più toccante è quello di Vannucci che, anziché tenere una conferenza, preparava il cibo per i suoi studenti, raccogliendo le erbe all’alba: “questo è il mio modo di dirvi che vi voglio bene”. Questo atto di servizio e cura, unito alla semplicità dei “fagioli al fiasco” e della “ribollita toscana”, rappresentava per Ronchi i “passi di Dio”.

IV. Natura e Spiritualità: Connessioni Profonde

Il cuore dell’intervento di Ermes Ronchi è l’esplorazione delle connessioni tra natura e spiritualità, un tema che intreccia “un po’ di Bibbia e un po’ di vita”.

  • La Santità della Terra: Ronchi condivide un ricordo d’infanzia legato al Venerdì Santo, quando i contadini non lavoravano la terra perché essa aveva “bevuto il sangue di Gesù”. Questo gli ha fatto percepire una “umile misteriosa profonda santità della terra l’umile santità del bosco la santità degli alberi la santità della terra”.
  • L’Incontro con il Cervo: Un Messaggio dell’Infinito: Un’esperienza personale significativa è l’incontro con un cervo maestoso nel bosco, che ha generato “stupore davanti a una creatura che ho sentito davvero come messaggio dell’infinito come Bibbia scritta prima della Bibbia scritta”. Ogni creatura, come afferma la Laudato si’, “riflette qualcosa di Dio e ha un messaggio per noi”. Questi “momenti mozzafiato” davanti alla natura sono considerati indicatori della vera vita.
  • L’Oceano di Connessioni: Siamo “un flusso continuo di connessione”, “un oceano di connessioni che ci genera che ci mantiene in vita”. Un esempio tangibile è il respiro, che condividiamo con “gli animali del bosco insieme agli alberi respiriamo insieme che bello cospiriamo soffiamo insieme nella stessa direzione”. Tutte le creature “cospirano perché sono nate dal cuore di Dio” e camminano in una “comunità di destino”.
  • La Terra come Culto e Preghiera: Interpretando Genesi 2:8, Ronchi sottolinea che l’uomo è stato posto nel giardino per “coltivarlo e custodirlo”. Il verbo ebraico “abad” per “coltivare” ha la stessa radice del termine religioso “culto”. Quindi, “coltivare il giardino equivale a rendere culto a Dio”. La “prima preghiera di Adamo è la preghiera delle sue mani… la terra è la mia preghiera”. Questa visione si oppone al panteismo, affermando invece che “non tutto è Dio ma Dio è presente in tutte le cose e il suo spirito riempie l’universo”.
  • Il Giardino come Grembo di Generatività: Il mondo non è compiuto, ma è un “grembo di fecondazioni”, destinato a “crescere, fiorire, maturare e donare frutto”. L’uomo ha il compito di “fare levatrici di aiutare a nascere sognando immaginando questo nuovo mondo queste nuove relazioni con le cose”.
  • Amare il Prossimo, Amare la Terra: Rifacendosi a Gandhi, Ronchi estende il concetto di “prossimo” a “tutto ciò che vive l’aria l’acqua il sole il mio prossimo è madre terra e tutta la fragilità e la bellezza del mondo”. L’etica biblica suggerisce che “la mia giustizia davanti a Dio dipende anche dal rapporto con la terra e le sue creature la mia santità e la mia felicità dipendono da questo”.

V. La Terra come “Teologa”: Lezioni dal Lockdown

Durante il lockdown, Ronchi ha riscoperto la pratica monastica “ora et labora” (ora et ara), cercando di armonizzare la vita con il ritmo divino, che alterna “azione e contemplazione”. La sua esperienza di piantare 50 ciliegi selvatici ha trasformato la terra nella sua “teologa”.

  • Il Grembo Accogliente della Terra: Le buche scavate per gli alberi non erano “un vuoto come un’assenza come uno scavo ma piuttosto come un grembo”. La terra, e con essa il mondo e il cosmo, è un “grembo fatto per accogliere e custodire e poi far fiorire”. Questo riflette la vocazione universale di “alimentare la vita vivere e far vivere fiorire e far fiorire”.
  • La Legge di Dio e della Terra: Non Giudica, Comprende, Perdona, Abbraccia, Rilancia: La terra “non fa calcoli non fa conti”, è un “grembo di vita senza misura”. Come la terra, “Dio non mi giudica ma nutre la mia fame”. I cinque verbi che Martini applicava all’agire di Dio sono stati toccati sulla collina: “Dio non giudica comprende perdona abbraccia e rilancia”. Questo si contrappone all’immagine di un “giudice con in mano la bilancino del bene e del male”.

VI. Il Dovere di Custodire: Ecologia Integrale

Il secondo verbo affidato all’uomo è “custodire” (shamar), che implica “vigilare e vegliare e proteggere il giardino che è una creatura più fragile”.

  • La Connessione tra Terra e Fratello: La Bibbia stabilisce una profonda “coesione la connessione la comunità di destino” tra la terra e il fratello. “Il prendersi cura della terra va insieme con il prendersi cura del fratello”. L’indifferenza genera violenza: “se non custodisci il fratello ferisci la terra”. La maledizione di Caino, “esso non ti darà più i suoi prodotti perché ha ha bevuto il sangue di tuo fratello”, evidenzia come il male fatto a una creatura si ripercuota su tutte. “Il male fatto ad una creatura si ripercuote su tutte le creature comunità di destino”. Siamo tutti “sentinelle” per la terra e per i fratelli.
  • L’Ecologia Integrale come Questione di Vita o di Morte: L’ecologia integrale non è un “sopramobile ideologico carino” o una “divagazione leggera”, ma una “questione di vita o di morte per tutti tutti in un’unica comunità di destino questione di essere o no connessi alla vita”.

VII. Sorella Maria di Campello: Il Dovere Sacro della Contemplazione

Sorella Maria di Campello, figura francescana e amica di Vannucci, enfatizzava il “dovere sacro” di “uscire all’aperto e contemplare la bellezza che ci attornia e salutare i luoghi amati e salutare tutte le creature”. Questo “dovere sacro” si articola in quattro tappe: uscire all’aperto, contemplare la bellezza, salutare i luoghi amati e salutare tutte le creature. Il “salutare” è un gesto di “apertura”, un “abbraccio” che permette alla vita di entrare e uscire. Una “mezz’ora di preghiera” trascorsa “contemplando l’azzurro del mare o osservando una fogliolina o una farfalla” è sufficiente, perché “siamo connessi e le creature sono il sacramento il segno efficace della presenza”.

VIII. La Presenza Luminosa di Cristo nella Creazione

Ronchi conclude citando la Laudato si’ di Papa Francesco, in particolare i numeri 100 e 221, che ribaltano la teologia classica.

  • Le Creature Avvolte dal Risorto: Le creature non sono una “realtà meramente naturale”, ma “il risorto le avvolge misteriosamente e le orienta a un destino di pienezza”. I fiori e gli uccelli “ora sono pieni pieni della sua presenza luminosa”. Un “destino di salvezza è inscritto in ogni fibra dell’universo”.
  • Cristo Dimora nell’Intimo di Ogni Essere: “Cristo ha assunto in sé questo mondo materiale e ora risorto dimora nell’intimo di ogni essere circondandolo con il suo affetto penetrandolo con la sua luce”. Dio “ha tanto amato il mondo” con tutto ciò che contiene, non solo la Chiesa.
  • La Natura come Mistica e Poesia: Questa visione eleva la natura oltre il mero oggetto scientifico, trasformandola in “mistica”, “poesia”, “teologia più alta”, “spiritualità”, “contemplazione che si fa gioia disinteressata letizia dell’essere puro fiorire della vita”.

L’intervento si conclude con la frase del mistico islamico Al Rumi: “io carezzo la vita perché profuma di te e quando la carezzi sulle mani ti resta il profumo di Dio”, un’affermazione che suggella l’idea di una profonda e santa connessione tra l’uomo, la natura e il divino, un’ecologia integrale che permea ogni aspetto dell’esistenza.