“Convertitevi!”
Questa domenica tre testimoni ci invitano ad un cambiamento di vita.
Giovanni il Battista, l’uomo del deserto con un look insolito che dà tono al tempo di Avvento.
Isaia, il profeta della pace e dei tempi turbolenti.
Paolo, il costruttore della chiesa. Tre assi della nostra conversione per aprire la via al Signore nella nostra vita personale ed ecclesiale.
Portar frutto nella verità. Un richiamo al rinnovamento in atto. Il Battista propone a coloro che andavano a Lui al Giordano gesti forti di rinascita. Incita con una predicazione senza compromessi, una conversione vissuta nel concreto della vita. Attacca l’ipocrisia religiosa che si soddisfa di pratiche formali senza corrispondenti azioni. Giovanni reclama atti concreti, “frutti” di conversione. Demolisce la falsa sicurezza procurata dal sentimento di appartenenza al popolo dei figli di Abramo, appartenenza invocata come un alibi ad una fede attiva. La sua immagine del legno secco gettato nel fuoco sarà ripresa da Gesù nell’immagine della vite e i tralci.
I frutti dei nostri impegni. La predicazione di Giovanni ci invita con insistenza a fare il punto della situazione reale e ricalcolarlo se necessario. Quale genere di cristiano sono? Quali frutti porto realmente per Iddio, la chiesa e il mondo?
Escludere la violenza. Isaia è su un altro registro, annuncia la venuta sul discendente di Davide lo Spirito del Signore che giudicherà secondo giustizia. Le immagini che Isaia ci propone ci presentano un mondo riconciliato dove il male e la corruzione spariranno. Liberarsi dalla violenza in cui siamo immersi: aggressioni, torture, genocidi, assassini, ingiustizie verso popoli interi affamati, terrorizzati. Ciascuno può essere tentato di violenza in desiderio, parole e atti. Prepararci in questo tempo di avvento alla venuta del “Principe della pace” e diventare “artigiani di pace”.
Accogliersi gli uni gli altri. I primi cristiani venivano da culture diverse provando difficoltà soprattutto per la loro origine Giudea o pagana. L’Apostolo Paolo esorta ad accogliersi mutuamente. Le differenze possono essere ricchezze da partecipare.
Costruire una comunità. Anche i nostri paesi non sono tutti Roma e anche le comunità cristiane hanno cambiato volto dai tempi di Paolo. Siamo di origine, culture e formazioni diverse e le difficoltà a fare comunità non mancano: gelosie, diversità di classi sociali, incompatibilità. San Paolo oggi ci invita a mettere in atto la terza asse della conversione: accoglierci, avere uno stesso cuore, accettare e arricchirsi delle differenze. Il Signore come potrà venire nelle comunità cristiane senza tutto questo?.
Prepariamo il cammino al Signore. È l’ora di “mettere ordine nella nostra vita”
“Convertitevi perché il Regno di Dio è vicino”.
