Le sicurezze della Chiesa
“Se mi amate …. io pregherò il Padre… che vi darà un altro Difensore…. Che rimanga con voi per sempre”.
Queste parole pronunciate da Gesù durante l’Ultima cena, suonano come un Gong, come una sentenza lapidaria che viene a far rivivere in noi la Grazia Pasquale.
La prima certezza per la Chiesa è che Gesù non ci abbandona, ma ci rassicura della sua continua preghiera. San Paolo ricorda che Lui “Vive sempre dinanzi al Padre ad intercedere per noi”. Siamo al coperto.
L’amore del Figlio ha sempre una risposta positiva. “Chi mi ama” è assicurato della sua presenza “faremo dimora presso di lui”. Come il Figlio alza la sua tenda e viene ad abitare tra di noi, il Padre, il Figlio e il Paraclito alzano la loro tenda nel cuore di coloro che amano il Figlio. Ovviamente gli apostoli non capirono in quel momento dell’intimità del Risorto in mezzo a loro, ma solo dopo la venuta dello Spirito. La chiesa ci fa ascoltare questa Parola dopo la Pasqua, perché possiamo comprenderla alla luce pasquale.
È una promessa inaudita. Alla luce della rivelazione il nuovo è incommensurabile. Dopo l’intimità persa da Adamo col suo Creatore, l’uomo resta distante da Dio al punto da non poter pronunciare il Suo Nome, di non poter vedere il suo Volto senza morire. Ma il Figlio si avvicina all’umanità, il Verbo si fa carne e mette la sua dimora tra gli uomini. Nel momento di salire al Getzemani fa queste promesse: “Se qualcuno mi ama… Pregherò il Padre che vi invia un altro difensore… Mio Padre lo amerà e faremo dimora presso di lui”.
Si realizza questa promessa del Figlio con l’invio dello Spirito Santo per la Pentecoste, ospite dolce che dimora presso Dio e nel cuore dei credenti: “Noi faremo dimora presso di lui”. È lo Spirito stesso difensore del Figlio e dei suoi discepoli che viene nel cuore dei credenti a testimoniare che Gesù Cristo è il Signore. È l’unico Spirito che ci introduce nella conoscenza del Figlio e che ci incorpora nel Corpo di Cristo. Dio che viene ad abitare nel credente e incorpora l’uomo facendolo diventare Membro di Cristo.
In questa settimana che ci prepariamo alla Pentecoste dobbiamo rinnovare la nostra fede nella Chiesa: il tabernacolo dello Spirito Santo per la sua stessa natura gerarchica, il luogo in cui amiamo il Figlio, accogliamo lo Spirito del Padre e del Figlio e riceviamo la forza del “Difensore” per insegnare.rcitare una parte di autorità, come dimostrano gli Atti. Possiamo ascoltare ed essere ascoltati, decidere e chiamare, prendere delle responsabilità ed associare gli altri alle nostre responsabilità. È per l’attaccamento a Cristo sulla Croce che la Chiesa è fondata.
