La Chiesa una e santa
Comincia il freddo, la notte scende prima, andiamo a visitare i cimiteri e la Chiesa oggi ci invita a gioire.
È un cambiamento di sguardo sul destino degli uomini che i testi ascoltati oggi nella Messa ci orientano.
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L’immagine che spesso ci facciamo della Chiesa è limitata dalla sua debolezza che è facile constatare. Dando un’occhiata alle assemblee parrocchiali le troviamo poco numerose con più anziani che giovani. Ci facciamo l’idea di una Chiesa che invecchia, che perde di vitalità. Questa immagine di Chiesa era quella che ci veniva vedendo Papa Francesco in carrozzina con un corpo armai cadente anche se vivace nello spirito. L’immagine del papa è cambiata e gli ultimi viaggi in Spagna e in Francia ci hanno disposti ad ascoltare la lettura dell’Apocalisse che la Chiesa oggi ci propone.
Una immensa folla davanti a trono e all’Agnello in vesti bianche con le palme in mano. Ma è la Chiesa vera? Non è la Chiesa della fine dei tempi? Non soltanto: la visione di Giovanni coinvolge anche la Chiesa di oggi, la realtà presente della Chiesa.
La Chiesa è molto più di una comunità visibile e dell’organizzazione sociale a cui la riduciamo facilmente. È una comunione in Cristo in cui i credenti di quaggiù sono riuniti in un solo popolo a coloro che ci hanno preceduti su questa terra: gli eletti in cielo.
Prendiamo una immagine: la vittoria di una squadra di calcio. È uno degli eventi oggi meglio condivisi nella vita della società. Guardando i giocatori alla fine della partita si ha l’impressione che siano stati tutti loro a marcare e che ne beneficiano tanto che è esplosa la loro gioia. Prendiamolo come esempio.
Gioiamo tutti della felicità dei santi del cielo? Se abbiamo coscienza di cosa è la Chiesa, la nostra speranza viene decuplicata al pensiero della moltitudine dei santi canonizzati o meno che sono con Cristo. I Santi del calendario sono un piccolo numero di uomini e donne che valgono come esempio e incarnano per noi la folla immensa degli eletti. I santi ci sono donati anche per unirci alla loro intercessione. Con loro formiamo un unico popolo della terra e del cielo. Questa Chiesa è composta di peccatori chiamati alla santità che siamo noi, di coloro che dopo la morte si purificano e dei santi giunti alla beatitudine.
Tutta la folla degli eletti è passata dalla grande prova e la nostra fede conduce a dei momenti di prova che è inevitabile e costitutiva della condizione del discepolo di Gesù Crocifisso.
Attenzione! Questa prova non è il prezzo di pagare per ricevere la felicità. Il prezzo di ingresso nella vita eterna è già stato regolato da Gesù. La salvezza ci è offerta gratuitamente e nessuna prova può acquisire il cielo come tariffa d’ingresso. La prova è l’apertura del cuore al Vangelo, è la porta di accesso all’accoglienza del dono di Dio.
“Saremo simili a Lui, perché lo vedremo come Egli è”. Vedere Dio vuol dire rassomigliargli. Vedere Dio è il compimento di tutti i desideri umani, non per soddisfare lo spettatore curioso. La visione di Dio è l’espressione più forte della speranza cristiana. È il compimento della purificazione interiore e consolida la fede.
Questa è la sorgente della nostra storia di oggi: Siamo membri della Chiesa dei santi che gioiscono in cielo della visione di Dio.
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