Meditazione di Mons. Angelo Spina, Arcivescovo di Ancona-Osimo
Trascrizione automatica (non rivista) generata da Youtube e “corretta” tramite IA.
Nel Vangelo di oggi, preso da Luca al capitolo 10, dal versetto 21 e seguenti, leggiamo:
“Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.”
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I discepoli, mandati in missione da Gesù, al loro ritorno raccontano con una certa enfasi quanto accaduto. Gesù, nell’ascoltare le loro esperienze, condivide con loro la gioia, anche perché si sono fidati, facendosi discepoli e piccoli.
Chi è il piccolo?
Chi si fa completamente povero, chi si abbandona, chi si fida della linfa vitale che lo avvolge, o meglio, che gli scorre dentro. La gente più semplice, la più umile, la più sconosciuta, la più dimenticata è anche quella che più autenticamente ha compreso il cuore del Vangelo.
E sa, come un dono, cose che nessuno di noi, in anni di teologia, di lettura e di studi, è riuscito a conoscere. Questo perché il cuore della fede non è un’idea grande, ma un’esperienza. E solo chi fa esperienza sa.
Non ci si può impossessare di questa esperienza, né la si può comprare o conquistare. Ma la si può solo accogliere. Piace al Padre che i dottori e i saggi non capiscano le cose del Regno, e che le capiscano invece i piccoli.
Impariamo a stare con i piccoli per imparare da loro a conoscere e amare Dio.
Gesù invita anche noi a stare nella gioia:
“Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete.”
E cosa vedono i nostri occhi?
Un Dio che si nasconde nell’umiltà, nella condizione umana, e si lascia inchiodare sulla croce.
Vivere l’Avvento significa camminare nei sentieri umili della storia, seminando questa luce. Chiediamo oggi la grazia di sapere stare in ginocchio dinanzi a Dio, per saper riconoscere la Sua presenza nelle più piccole cose e per fare della nostra vita una grande e bella avventura.
A tutti auguro una serena e buona giornata nella pace del Signore.
