Meditazione di Mons. Angelo Spina, Arcivescovo di Ancona-Osimo
Trascrizione automatica (non rivista) generata da Youtube e “corretta” tramite IA.
Nel Vangelo di oggi, preso da Luca al capitolo 21, dal versetto 12 e seguenti, leggiamo:
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“Ma prima di tutto questo, metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori a causa del mio nome.”
Le parole di Gesù sono chiare: nella storia ci saranno lotte continue tra il bene e il male. Il cristiano non può rimanere neutrale, ma deve prendere posizione. Ci saranno persecuzioni.
Oggi questo è molto chiaro. Gesù precisa che tutto ciò accade proprio perché siamo suoi discepoli: “A causa del mio nome,” dice Gesù. Evidentemente, essere di Cristo non è un buon biglietto da visita. Chi dichiara di appartenere a lui deve mettere in conto una dura opposizione da parte del mondo.
Gesù aggiunge che saremmo odiati da tutti. Essere discepoli di Gesù non solo non attira la simpatia del mondo, ma suscita l’odio.
Di fronte alle persecuzioni, ci sono reazioni diverse:
- C’è chi rinuncia alla propria fede,
- chi si nasconde,
- e chi trova il compromesso.
Dice Gesù: “Avrete allora occasione di dare testimonianza.”
Il martirio dei cristiani c’è sempre stato nella storia. Il 30 giugno 2014 Papa Francesco disse:
“Oggi sono tanti i martiri nella Chiesa, tanti cristiani perseguitati. Pensiamo al Medio Oriente: cristiani che devono fuggire dalle persecuzioni, cristiani uccisi dai persecutori, anche cristiani cacciati via in modo elegante, con i guanti bianchi. Anche quella è una persecuzione. Oggi ci sono più testimoni, più martiri nella Chiesa che nei primi secoli.”
Le parole di Papa Francesco sono chiare. La persecuzione, allora, non è il tempo della fuga, ma della testimonianza. Non è il tempo dei compromessi, ma della fedeltà.
Il Signore non ci chiede di fare accordi con il mondo, ma di essere luce e sale. Non dobbiamo essere simpatici, ma fedeli, impegnandoci a fare quello che Dio vuole e non quello che il mondo attende.
A causa del nome di Gesù, saremo perseguitati. A causa di questo nome, custodiamo e custodiremo la fedeltà. Non vogliamo perdere l’amicizia di Dio: la gioia di essere suoi figli vale più di ogni altro bene terreno, più degli affari umani.
A noi il Vangelo non dice che non perderemo mai, ma ci chiede di essere fedeli al Signore fino alla fine, perché solo nel suo nome c’è la salvezza.
A tutti auguro una serena e buona giornata nella pace del Signore.
