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Mons. Angelo Spina – Commento al Vangelo del 2 Ottobre 2024

Meditazione di Mons. Angelo Spina, Arcivescovo di Ancona-Osimo

Nel Vangelo di oggi, preso da Matteo, al capitolo 18, dal versetto 1 e seguenti, leggiamo:
“In verità io vi dico, se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò, chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli.”

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Alla domanda dei discepoli: “Chi è il più grande nel regno dei cieli?”, Gesù non risponde direttamente, ma compie anzitutto un gesto simbolico. Chiama un bambino e lo mette al centro dell’attenzione di tutti.

Diventare come un bambino significa percepire che il Padre ci chiama sempre a crescere, a diventare ciò che dobbiamo essere: dei piccoli, dei poveri, dei beati che aspettano tutto dalla sua grazia.

Questa umiltà attiva ha in Dio la sua origine e deve stare alla base della comunità cristiana. Se Gesù si identifica con il piccolo, chi vorrà ancora essere grande? Il piccolo è colui che non conta, è colui che serve.

Il primo posto nella comunità cristiana è riservato a lui. L’autorità deve mettere i piccoli al primo posto nella sua considerazione e nei suoi programmi. E tutti, se vogliamo stare nella comunità cristiana, che è il regno di Dio, devono diventare piccoli, mettendosi in atteggiamento di servizio.

Ricordiamoci che non siamo soli, siamo di qualcuno, siamo amati. Al Signore noi interessiamo, fino al punto che ha dato la sua stessa vita per noi.

Ma la prova del cambiamento del nostro vivere sta nella capacità di accoglienza. Non bisogna salire, ma tornare indietro, cioè convertirsi o discendere. Non sentirsi grandi, ma farsi piccoli. Più la creatura si svuota di sé, più rende idonea se stessa ad essere riempita da Dio.

La base di misura dei cristiani non è la grandezza o la potenza, ma l’umiltà.

A tutti auguro una serena e buona giornata nella pace del Signore.