Meditazione di Mons. Angelo Spina, Arcivescovo di Ancona-Osimo
Trascrizione automatica (non rivista) generata da Youtube e “corretta” tramite IA.
Nel Vangelo di oggi, preso da Matteo al capitolo 21, dal versetto 23 e seguenti, leggiamo:
«Con quale autorità fai queste cose e chi ti ha dato questa autorità?»
Agli occhi della gente, Gesù è un profeta: parla e agisce in nome di Dio, agisce con l’autorità che viene da Dio. Ma per i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo non è così; loro non lo riconoscono.
Per questo, con la consueta abilità, Gesù passa al contrattacco ponendo loro una domanda:
«Il battesimo di Giovanni da dove veniva: dal cielo o dagli uomini?»
Anche Giovanni non ha ricevuto alcun titolo da parte degli uomini, eppure la sua azione ha suscitato un autentico rinnovamento religioso, tollerato ma non riconosciuto da parte dei capi del popolo.
E come rispondono?
«Non lo sappiamo.»
Non accolgono la sfida, ma così facendo chiudono le porte alla verità. Nessuno può spegnere la luce di Dio, e chi con ostinazione rifiuta di vedere perde l’appuntamento con la Grazia.
Gesù disse loro:
«Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose.»
La loro totale mancanza di onestà fa sì che non meritino la risposta di Gesù.
È una lezione immensa che ci lascia oggi Gesù. Qual è la radice vera delle nostre domande: avere ragione o cercare le risposte vere? La vita non è avere ragione, ma trovare una verità che la riempia di significato.
Gesù non può dire niente a chi vuole solo avere ragione. Gesù può dire qualcosa solo a chi vuole conoscere realmente la verità, quella verità che lui porta al cuore dell’uomo e che illumina il sentiero del suo cammino.
A tutti auguro una serena e buona giornata nella pace del Signore.
