Gesรน รจ a casa di uno dei capi dei farisei per condividere, con lui e gli altri invitati, un pasto. Un invitato tra gli invitati: qui, come in molte altre pagine del vangelo, Gesรน cerca lo spazio dellโaccoglienza, dellโospitalitร , quale luogo privilegiato per lโannuncio della buona notizia. Un annuncio fatto dentro la prossimitร , la convivialitร , il nutrirsi dello stesso pane: dentro quel pane condiviso gli invitati saranno chiamati a discernere il lievito del Regno.
Con quello stile che lo caratterizza, Gesรน siede e osserva. Mentre tutti โstavano a osservare luiโ (Lc 14,1) e il suo modo di abitare quello spazio domestico, anche lui si guarda intorno con lโocchio che scruta e discerne il modo, lo stile dello stare intorno a quella tavola. E proprio su quello stile di convivialitร ha qualcosa da dire, convinto che lรฌ, in quella modalitร di convivialitร , รจ racchiusa la beatitudine dei figli del Regno. Lรฌ, nella qualitร di quel frammento di vita condivisa, si riverbera la luce del mistero del regno di Dio. Non sono consigli di buone maniere, non sono norme di buon comportamento quelle che Gesรน offre attraverso le sue parole in casa del fariseo. Piuttosto, Gesรน qui sembra dirci: la tua beatitudine, la tua vera felicitร , dipende da come tu decidi di accogliere nella tua casa, alla tua tavola, la carne di Cristo che รจ il tuo fratello. Il modo in cui tu fai ciรฒ rivela il tuo cuore e determina la tua beatitudine.
- Pubblicitร -
Rivolgendosi a colui che lโaveva invitato, Gesรน parla a lui e a noi di gratuitร , di non reciprocitร , di beatitudine. Con poche parole spiazza il nostro abituale modo di relazionarci, quasi sempre segnato โ piรน o meno consapevolmente โ da interesse. La tua paradossale beatitudine starร proprio qui, dice Gesรน: nella non reciprocitร , nel dono assoluto e libero, nella tua trasparenza di intenti. Ripete ciรฒ che aveva giร detto, proprio nel momento in cui parlava di beatitudine ai suoi discepoli: โAmate โฆ fate del bene e date senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarร grande e sarete figli dellโAltissimoโ (Lc 6,35). Lโunica reciprocitร sarร allora quella della beatitudine condivisa: anche chi tu inviti si sentirร e si saprร beato, perchรฉ fatto destinatario di un dono autentico, libero e liberante.
In queste parole Gesรน sta pensando alla sua futura comunitร : la sogna come un luogo di ospitalitร per tutti gli esclusi. La sogna come una comunitร aperta, come il luogo in cui la fame di ospitalitร di chi accogliamo non diventa mai il luogo di saturazione del nostro bisogno autocentrato di visibilitร , di protagonismo, a volte perfino di ricatto. La sogna come il luogo dellโamore autentico, quello che riluce del dono disinteressato.
Lo stile con cui offri un pasto, il modo in cui fai del tuo prossimo un โcom-pagnoโ, cioรจ colui che mangia con te il pane, rivela il tuo cuore. Perchรฉ condividere il pane รจ condividere un senso, un orientamento, un destino: la beatitudine del Regno. Se il tuo pasto di oggi รจ un tale luogo, aperto al banchetto dellโultimo giorno, allora sappi e credi fin dโora che sei beato.
Puoi ricevere il commento al Vangelo del Monastero di Bose quotidianamente cliccando qui
[box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]
Lc 14, 12-14
Dal Vangelo secondoย Luca
In quel tempo, Gesรน disse al capo dei farisei che lโaveva invitato:
ยซQuando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici nรฉ i tuoi fratelli nรฉ i tuoi parenti nรฉ i ricchi vicini, perchรฉ a loro volta non ti invitino anchโessi e tu abbia il contraccambio.
Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perchรฉ non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giustiยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
[/box]
