Monastero di Bose – Commento al Vangelo del 5 Novembre 2018

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Gesรน รจ a casa di uno dei capi dei farisei per condividere, con lui e gli altri invitati, un pasto. Un invitato tra gli invitati: qui, come in molte altre pagine del vangelo, Gesรน cerca lo spazio dellโ€™accoglienza, dellโ€™ospitalitร , quale luogo privilegiato per lโ€™annuncio della buona notizia. Un annuncio fatto dentro la prossimitร , la convivialitร , il nutrirsi dello stesso pane: dentro quel pane condiviso gli invitati saranno chiamati a discernere il lievito del Regno.

Con quello stile che lo caratterizza, Gesรน siede e osserva. Mentre tutti โ€œstavano a osservare luiโ€ (Lc 14,1) e il suo modo di abitare quello spazio domestico, anche lui si guarda intorno con lโ€™occhio che scruta e discerne il modo, lo stile dello stare intorno a quella tavola. E proprio su quello stile di convivialitร  ha qualcosa da dire, convinto che lรฌ, in quella modalitร  di convivialitร , รจ racchiusa la beatitudine dei figli del Regno. Lรฌ, nella qualitร  di quel frammento di vita condivisa, si riverbera la luce del mistero del regno di Dio. Non sono consigli di buone maniere, non sono norme di buon comportamento quelle che Gesรน offre attraverso le sue parole in casa del fariseo. Piuttosto, Gesรน qui sembra dirci: la tua beatitudine, la tua vera felicitร , dipende da come tu decidi di accogliere nella tua casa, alla tua tavola, la carne di Cristo che รจ il tuo fratello. Il modo in cui tu fai ciรฒ rivela il tuo cuore e determina la tua beatitudine.

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Rivolgendosi a colui che lโ€™aveva invitato, Gesรน parla a lui e a noi di gratuitร , di non reciprocitร , di beatitudine. Con poche parole spiazza il nostro abituale modo di relazionarci, quasi sempre segnato โ€“ piรน o meno consapevolmente โ€“ da interesse. La tua paradossale beatitudine starร  proprio qui, dice Gesรน: nella non reciprocitร , nel dono assoluto e libero, nella tua trasparenza di intenti. Ripete ciรฒ che aveva giร  detto, proprio nel momento in cui parlava di beatitudine ai suoi discepoli: โ€œAmate โ€ฆ fate del bene e date senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarร  grande e sarete figli dellโ€™Altissimoโ€ (Lc 6,35). Lโ€™unica reciprocitร  sarร  allora quella della beatitudine condivisa: anche chi tu inviti si sentirร  e si saprร  beato, perchรฉ fatto destinatario di un dono autentico, libero e liberante.

In queste parole Gesรน sta pensando alla sua futura comunitร : la sogna come un luogo di ospitalitร  per tutti gli esclusi. La sogna come una comunitร  aperta, come il luogo in cui la fame di ospitalitร  di chi accogliamo non diventa mai il luogo di saturazione del nostro bisogno autocentrato di visibilitร , di protagonismo, a volte perfino di ricatto. La sogna come il luogo dellโ€™amore autentico, quello che riluce del dono disinteressato.

Lo stile con cui offri un pasto, il modo in cui fai del tuo prossimo un โ€œcom-pagnoโ€, cioรจ colui che mangia con te il pane, rivela il tuo cuore. Perchรฉ condividere il pane รจ condividere un senso, un orientamento, un destino: la beatitudine del Regno. Se il tuo pasto di oggi รจ un tale luogo, aperto al banchetto dellโ€™ultimo giorno, allora sappi e credi fin dโ€™ora che sei beato.

fratel Matteo

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Lc 14, 12-14
Dal Vangelo secondoย Luca

In quel tempo, Gesรน disse al capo dei farisei che lโ€™aveva invitato:
ยซQuando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici nรฉ i tuoi fratelli nรฉ i tuoi parenti nรฉ i ricchi vicini, perchรฉ a loro volta non ti invitino anchโ€™essi e tu abbia il contraccambio.
Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perchรฉ non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giustiยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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