Due temi opposti tra di loro: lo scandalo, cioè l’indurre al male con il cattivo esempio e con tutte le forme più o meno palesi di seduzione. È sempre un peccato grave per le funeste conseguenze che produce, soprattutto nei più deboli e indifesi.
Gesù, conoscendo a fondo la nostra natura umana e le debolezze e cattiverie di cui siamo capaci, afferma che sono inevitabili gli scandali: il male non si riesce a nasconderlo neanche agli occhi degli innocenti; ma aggiunge con grande severità: “Guai a colui per cui avvengono”. Dovrebbe scomparire dal consorzio umano ed essere gettato con una macina da mulino al collo nel fondo del mare.
Ai nostri giorni assistiamo spaventati e inermi a un’inarrestabile valanga di fango che scorre e dilaga nel mondo, mietendo innumerevoli vittime. Il male è addirittura spettacolarizzato, diffuso con i moderni mezzi di comunicazione sociale e proposto come affermazione di libertà e di progresso.
Non giovano neanche le tristi e sconvolgenti vicende che ne derivano a indurre a un attento esame di coscienza. Il passaggio dalla finzione degli schermi televisivi alla cruda realtà della vita quotidiana, nelle sue più sconvolgenti manifestazioni, è diventato tanto frequente, evidente e tragico che dovrebbe indurre anche i più incalliti diffusori del male a un salutare ripensamento. Non accade, però.
Forse anche perché, oltre agli scandali conclamati, dovremmo porre attenzione anche a quelli più silenziosi, nascosti, quotidiani e familiari, non meno gravi per il fatto che non assurgono sempre agli onori della cronaca.
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Il mondo degli adulti deve interrogarsi • è il Signore che lo vuole • su quanto propongono e propinano ai più piccoli e indifesi. Sembra che voglia prendere il sopravvento un’educazione di branco, massificata, di strada.
La correzione fraterna, che è un dovere cristiano di tutti, è un sacrosanto dovere dei genitori nei confronti dei figli. Oggi è ancora più necessaria, perché sono cresciuti i pericoli e le trame che si ordiscono contro di loro.
La Chiesa, le istituzioni, ciascuno per la propria competenza, devono riscoprire il loro ruolo e assolvere ai propri compiti, se vogliamo davvero un mondo migliore.
Fonte: Monaci del monastero di S.Vincenzo Martire – Bassano Romano (VT)
