Monaci del monastero di S.Vincenzo Martire – Commento al Vangelo del 1 Luglio 2025

- Pubblicità -

È sorprendente leggere nel Vangelo di oggi che Gesù dorme mentre si sta scatenando una violenta tempesta che scaglia onde minacciose sulla barca dei suoi discepoli. È ancora più sorprendente constatare, nella storia e nella vita, che lo stesso Signore appaia talvolta disinteressato e assente mentre vicende minacciose si abbattono sul mondo, sulla sua Chiesa e sulle singole persone.

Quel sonno e quel distacco hanno scandalizzato e scandalizzano molti, hanno generato e generano spesso crisi di fede, hanno indotto molti a parlare del silenzio di Dio, dell’assenza di Dio dal nostro mondo. Qualcuno è giunto a parlare della «morte di Dio» e, sulla stessa scia, ha fortemente dubitato del suo amore per noi.

Forse ci siamo dimenticati della causa della primordiale paura, già percepita in modo intenso dai nostri progenitori quando si sono ritrovati fuori del paradiso terrestre: «Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». È stato prima l’uomo a nascondersi a Dio: egli si è accecato nella presunzione di diventare come lui.

Il rapporto uomo-Dio era basato sull’amore; dopo il peccato lo vediamo contrassegnato dalla paura e dalla nudità. Il recupero avviene ora mediante la fede, che ci consente di vedere solo attraverso un velo. Quando manca la fede, le burrasche assumono dimensioni distruttive.

È quasi sempre l’uomo a scatenarle, ma non è capace di riconoscere le proprie responsabilità, di apportare i necessari rimedi; anzi, le attribuisce a Dio e osa incolparlo, emana condanne contro quel Dio che egli volutamente ignora.

- Pubblicità -

Non è quindi il silenzio o il disinteresse, o ancor meno l’assenza o la morte di Dio, la causa delle nostre disfatte, ma l’oscuramento dell’anima, il buio della fede, che genera tempeste, violenze, sopraffazioni; ed è ancora la stessa mancanza a scatenare la paura in coloro che le subiscono.

È di qualche giorno fa l’ammonimento del Signore che ci ricordava di non aver paura di coloro che possono uccidere il corpo, ma piuttosto di coloro che possono distruggerci dentro, creando l’inferno nella nostra vita.

Ai nostri giorni malessere profondo e decantato progresso convivono assurdamente insieme, e sono pochi coloro che, con intelligenza e sapienza, ne sanno scrutare difetti e valori. Il salmista così ci ammonisce: «Non vantatevi!». E agli empi: «Non alzate la testa! Non alzate la testa contro il cielo, non dite insulti a Dio».

Lo stesso Signore, dopo la sua passione e risurrezione, così ci rassicura: «Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me. Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!».

Fonte: Monaci del monastero di S.Vincenzo Martire – Bassano Romano (VT)

- Pubblicità -

Altri Articoli
Related

don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del giorno – 6 Febbraio 2026

Questi fantasmi! Venerdì della IV settimana del Tempo Ordinario (Anno...

don Giovanni Berti (don Gioba) – Commento al Vangelo del 8 Febbraio 2026

Sapore di Vangelo Quando si prepara un buon piatto di...

p. Enzo Fortunato – Commento al Vangelo del 6 Febbraio 2026

Il commento al Vangelo del giorno a cura di...

fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 6 Febbraio 2026

il Vangelo ci mostra un meccanismo che conosciamo bene....