Siamo figli di Dio, e lo siamo realmente.
Senza dubbio la vita cristiana inizia con la presa di coscienza del grande amore che Dio ha avuto per noi per cui, come dice la prima lettura, non solo โsiamo chiamati figli di Dio ma lo siamo realmenteโ. Dio รจ dunque il protagonista indiscutibile dellโesistenza del cristiano, รจ lui che la genera. Tuttavia questโamore, appunto perchรฉ รจ un dono, esige di essere accolto, per divenire fecondo. Nel vangelo di oggi continua la testimonianza di Giovanni il Battista.
Infatti dice: โIo non lo conoscevo; ma appunto perchรฉ egli sia manifestato a Israele, io sono venuto a battezzare in acquaโ. Questa volta emerge un dettaglio che non dobbiamo assolutamente trascurare: โio non lo conoscevoโ. Il Battista, diceva il nostro professore, ci vuole indicare: โche la via della ricerca di Dio non รจ una via che parte da ciรฒ che si conosce, da ciรฒ che si pensa di aver capito, da risposte preconfezionate, ma esattamente al contrarioโ.
La via che ci conduce a Dio รจ innanzitutto una profonda disponibilitร del cuore a mettersi in cammino verso un Mistero che non si conosce ma che si desidera con tutto il cuore incontrare, conoscere, fissare, guardare negli occhi. Quindi non ci stupisce il dubbio di Giovanni Battista quando era in carcere, quando aveva sentito parlare di quello che faceva Gesรน, un Gesรน che era dalla parte gli ultimi.
Dopo il dubbio viene la certezza, Giovanni Battista conoscerร dopo la vera identitร e missione di Gesรน. โQuesti รจ figlio di Dioโ – dirร . Dalla sua morte nasciamo alla vita, veniamo associati alla sua natura. E come eredi continuiamo la missione di Gesรน mediante lo Spirito Santo che continuamente rinnova la faccia della terra.
Con lโaiuto dello Spirito Santo nulla ci spaventa perchรฉ non pensiamo piรน che โla certezza viene da cose che rimangono sempre uguali: ma la cosa che rimane sempre uguale รจ la sostanza, mentre รจ la forma che cambia, e lo fa non per moda ma per salvare la veritร della sostanzaโ. Diamoci da fare in questo tempo di Natale di conoscerlo il Signore sempre meglio, magari proprio in silenzio davanti al presepe.
Amen!
Monaci Benedettini Silvestrini
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