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Missionari della Via – Commento alle letture di domenica 6 Ottobree 2024

Pace e bene, il Vangelo di questa domenica ci aiuta a riscoprire la sorgente e la verità dell’amore, che è da sempre e per sempre, e ci chiama ad imboccare la via della piccolezza, unica strada per diventare grandi (santi)!

Il Vangelo di oggi ci presenta una questione di cuore e di fedeltà  nell’amore. Partiamo dal cuore. Come successo altre volte, alcuni farisei  pongono una domanda a Gesù ma solo per metterlo alla prova. Costoro  riducono l’amore e la fedeltà a ciò che è lecito o meno su un piano  giuridico, riducendo il tutto a ciò che è possibile fare o no, senza  scendere in profondità, senza andare alla sorgente del proprio agire,  cioè al cuore.

Dicono a Gesù: «è lecito a un marito ripudiare la propria  moglie? Perché Mose ha scritto questo». «Sì, così ha scritto Mosè, – risponde Gesù – ma per la durezza del vostro cuore». Gesù, in questo  passo, è intento a riportare il problema alla radice che è il cuore. Infatti,  ad esempio, esiste un divorzio del cuore senza essere giuridico: si può  vivere insieme ma come separati.

Tante coppie alzano muri, per  orgoglio nessuno fa un passo verso l’altro, spesso non c’è un desiderio  di perdonare, si guardano più i difetti del coniuge, cadendo sovente in  una serie di accuse reciproche. Per questo è necessario guardare il  nostro cuore, cosa stiamo alimentando, quali sentimenti si hanno verso  l’altro. Quando nascono i primi problemi, le prime incomprensioni bisogna agire prima, occorre fermare sul nascere le incomprensioni, le  liti, le freddezze. «Non tramonti il sole sopra la vostra ira …» (Ef 4,26) ci ricorda l’apostolo Paolo. 

E passiamo ora alla fedeltà. Se non si è più fedeli si è adulteri. Cosa è  l’adulterio in ogni tipo di relazione? Chiediamoci: cos’è un padre fedele? Cos’è un fratello fedele? Cos’è una sposa, uno sposo fedele? Cos’è un  amico, amica fedele? La parola adulterio viene da: ad alterum ire: andare  da un’altra parte. 

«La fedeltà è un’attitudine che viene riconosciuta quando una persona  si trova in una prova, in uno stato di tentazione. Ad esempio quando un  amico richiede qualcosa di oneroso, è lì che si conosce la fedeltà di chi  gli sta intorno. Quando ad esempio un amico andrebbe corretto e tu  non lo fai per paura di ferirlo, di perderlo, lì non sei più fedele ma  adultero. Tante volte le nostre amicizie non sono adultere perché la  persona ci abbandona, ma proprio perché la persona resta a tutti i costi  con noi, dicendo sì a ciò a cui dovrebbe dire di no. È adultero ad esempio un sacerdote quando non è fedele al suo ruolo, quando si  riduce a compagnone dei fedeli non svolgendo più il suo ruolo di  pastore, non dicendo spesso le cose per paura di perdere i suoi fedeli.  Ad esempio anche un padre è adultero quando si riduce ad amico, a  complice dei suoi figli, incapace a dire dei no. È infedele rispetto al suo  ruolo di padre. Il padre deve esercitare un ruolo di autorità, di  negazione, di limite. E non è buon padre perché lo ha accontentato, ma  è adultero in quell’essere assecondante» (don Fabio Rosini).  

Il Vangelo di oggi si conclude con i bambini benedetti e abbracciati da  Gesù. In fondo siamo noi questi bambini, siamo noi che abbiamo la  necessità di ripartire da un abbraccio originario. Per compiere la  missione che il Signore ci ha donato, abbiamo bisogno di questo  abbraccio che ci rigenera, ci fa sentire amati e per questo capaci di  amare nella fedeltà. Chiediamo dunque al Signore che ci faccia  sperimentare sempre più il suo amore, per essere capaci di viverlo  accoratamente e fedelmente tutti i giorni della nostra vita. 

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