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Missionari della Via – Commento alle letture di domenica 28 Luglio 2024

Pace e bene, questa domenica la moltiplicazione dei pani ci porta dentro la logica del dono, che riassumiamo così: se condividi, Dio moltiplica!

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Secondo i giudei, tra i segni che avrebbero qualificato il Messia vi era  quello della moltiplicazione dei pani. Perciò cercano Gesù per farlo re, ma  lui se ne va. Sa bene che non hanno capito il significato del suo miracolo.  Non dare pane a tutti a buon mercato, non offrire benessere e risoluzione  immediata di tutti i problemi, ma amore. Dietro quei pani moltiplicati c’è  simboleggiata l’intera vita di Gesù. Egli ha preso la nostra natura umana  (cf i pani e i pesci) si è donato per tutti (cf la moltiplicazione dei pani)  arrivando a farsi cibo per noi (cf l’eucaristia) per saziare la nostra fame di  infinito, di Dio, per tutti e per sempre (cf le ceste avanzate).

Sì, dietro la  moltiplicazione dei pani c’è il senso della vita stessa di Gesù e, in ogni caso,  è un miracolo mosso dall’amore e fatto per amore. La folla, infatti, seguiva  Gesù per ascoltarlo e Lui, vedendo la stanchezza della gente, vuole  sfamarla. Ma come fare? Crea dal nulla il pane facendo sfoggio di un  potere “divino”? No.

L’appariscenza non è lo stile di Dio. Gesù chiama in  causa i discepoli e chiede loro di mettere a disposizione quanto  possiedono. Attraverso una sapiente pedagogia, li coinvolge, chiedendo  loro di mettersi in gioco, donando quanto possiedono. Ed è a partire dal  bene con-diviso, Dio moltiplica. Questo ci consegna una chiave preziosa  per la nostra vita. Cosa siamo noi davanti alle sofferenze dell’umanità?  Cosa posso fare io davanti ai bisogni di tanti?

Cosa possono le mie deboli  forze, i miei pochi pani e pesci? Come posso corrispondere  adeguatamente a una chiamata del Signore? Sono domande frequenti,  che aprono a un pericolo: quello della deresponsabilizzazione.

A ragione  ha detto il card. Ravasi:

«”Non ho mai pensato di cambiare il mondo. Ho  solo cercato di essere una goccia di acqua pulita. Se anche tu diventerai  una goccia d’acqua pulita, saremo già in due. E se lo sarà anche tua moglie  o tuo marito, saremo in tre e poi in quattro, dieci, cento” Rispose così  madre Teresa di Calcutta, durante la conferenza stampa a Oslo per la  consegna del Nobel della pace nel 1979, a un giornalista che banalmente  le chiedeva se fosse sua intenzione cambiare il mondo.
Spesso, infatti, c’è  un comodo alibi che accampiamo di fronte al male del mondo: anche se  io dovessi rinunciare a un po’ del mio cibo, non potrei mai liberare il  mondo dalla fame; anche se dovessi cancellare una piccola ingiustizia, non  per questo la società diverrebbe diversa e più giusta e così via. Con questo ragionamento, delegando le soluzioni degli scandali immani che  avvolgono il nostro pianeta agli Stati, alle politiche, ai grandi organismi  internazionali, ci ritroviamo sempre al punto di partenza, con un mondo  ingiusto, egoista, malato, inquinato.
Ecco allora quella semplice eppur  efficace via della “goccia d’acqua pulita”… C’è, infatti, una forza segreta  nella goccia che si unisce ad altre trasformandosi in un fiume limpido e poi  in un lago, in attesa ” come cantava il profeta Ezechiele ” di fecondare  anche il mar Morto della storia (c. 47). Dobbiamo, allora, ritrovare la fiducia  nelle piccole scelte di bene, senza scoraggiamenti e senza retorica. Anche  gli antichi latini erano convinti che la goccia riesce a perforare anche la pietra».

Ecco allora il punto centrale. Non importa se siamo deboli, se  abbiamo poco, se non riusciamo in molto. Ciò che conta è dire il nostro sì,  è metterci nelle mani di Cristo, compiendo il bene possibile, donando  quanto riusciamo e abbiamo. Se faremo questo, se la nostra vita sarà  mossa e impregnata d’amore, scopriremo che proprio nel donarci, proprio  mentre ci spezziamo per gli altri, Dio moltiplica!

Moltiplica la gioia, la forza,  apre strade nuove e consola, rialza e conforta quelle persone con cui veniamo a contatto. Che il Signore ci doni la gioia di riscoprire la logica  della “goccia d’acqua pulita” e di viverla giorno dopo giorno, nelle piccole  come nelle grandi scelte! 

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