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Missionari della Via – Commento alle letture di domenica 21 Luglio 2024

Pace e bene, questa domenica siamo chiamati a riscoprire l’importanza della cura compassionevole, da ricevere e da offrire, per essere tutti, nel nostro piccolo, “pastori” secondo il cuore di Dio!

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Focalizziamo la nostra attenzione sui sentimenti e sulle scelte di Gesù.  Tutto è mosso dalla sua compassione: dapprima conduce in disparte i  suoi discepoli, quindi si prende cura della folla. Il comune denominatore  è l’estrema attenzione del Signore ai bisogni degli altri, ai nostri bisogni.  Vediamo in Gesù una persona completamente libera da sé, che non  pensa a sé, ma al vero bene delle persone che incontra.

Da un lato, Gesù conduce in disparte i discepoli, stanchi del viaggio.  Sembra banale dirlo, ma in realtà fa bene riconciliarsi con la necessità  del riposo. C’è chi poltrisce troppo e c’è chi non si ferma mai, magari  sull’eco di atavici sensi di colpa radicati sin dall’infanzia. Gesù, invece,  con estrema naturalezza, conduce i suoi in disparte, perché riposino.  Questo chiede di avere contatto con i propri bisogni e, in scia a Cristo,  con i bisogni di chi abbiamo accanto. A volte mettiamo le cose da fare  prima dell’essere, il cosa hai fatto o il quanto hai prodotto (specie nella  nostra società commerciale) prima del “come stai”. Ecco un primo invito:  avere occhi e cuore per chi abbiamo accanto. Una volta una donna  chiese ad un’amica: “qual è la più bella parola che ieri ti ha detto tuo  marito?”. La risposta? “Amore, riposati, ci penso io!”. 

Dall’altro lato, Gesù, al vedere la folla che lo cercava, sofferente come  pecore senza pastore, cosa fa? Ne approfitta per riposarsi? O si mette a  far questioni per il fuori programma? No, si dona anche alla folla. Pensa  al suo vero bene e inizia ad insegnare molte cose. Gesù capisce bene il  bisogno di quella gente; non un bisogno materiale, ma della Parola di  Dio, di ascoltare la verità, di ricevere una parola di luce capace di  indirizzare la propria vita.

Gesù non guarda l’orologio, non riduce la  missione a orario di ufficio, ma insegna, sta con quelle persone,  seminando nel cuore parole di vita. Questo ci fa riflettere su almeno due  versanti. Anzitutto Gesù presta attenzione ai bisogni profondi di quella  gente. Noi a volte non riusciamo a cogliere nemmeno quelli più evidenti  delle persone che abbiamo accanto. Spesso non lo facciamo per  cattiveria ma per distrazione, per superficialità.

Quante volte le persone,  ad iniziare da quelle più vicine, necessitano aiuto, o chiedono di poter  parlare o di poter trascorrere insieme un po’ di tempo, trovano invece  solo freddezza o spiccioli di tempo! Abbiamo altre cose da fare, altre  priorità, abbiamo i nostri interessi da coltivare. Lasciamoci invece  scomodare, mettiamoci sempre più in gioco per amare e crescere nel  dono di noi stessi! In secondo luogo, l’agire di Gesù ci rivela  l’importanza dell’essere ben nutriti e formati dal Vangelo e  dall’insegnamento della mamma Chiesa per poter, a nostra volta,  nutrire anche gli altri.

Non c’è soltanto la carità materiale, ma anche  quella spirituale e intellettuale; detto in soldoni, le persone hanno  bisogno di parole sensate, di condividere i sentimenti, di sentire parole  vere, profonde. Se noi cristiani non portiamo la luce del Signore, chi la  porterà? Se già in famiglia, a tavola, teniamo la TV accesa e non  dialoghiamo, o parliamo del più e del meno, senza scendere in  profondità, cosa porteremo fuori, nel lavoro, tra gli amici?

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