Pace e bene, questa domenica, aiutati dalla parabola del buon samaritano, abbiamo l’occasione di lasciarci interpellare: di chi mi faccio prossimo? Quali sono le mie resistenze all’amore? Quale cura riservo agli altri?Che il Signore ci aiuti a crescere nell’amore vicendevole e verso tutti.
Il Vangelo di questa domenica ci consegna lโessenza della vita cristiana, che รจ lโamore. Il tema su cui Gesรน viene messo alla prova รจ cosa fare per ereditare la vita eterna (v. 25); al v. 28 viene detto: ยซfaโ questo e vivraiยป; al v. 37: ยซvaโ e anche tu fa lo stessoยป. Cosa bisogna โfareโ? Una cosa: amare, perchรฉ la vita รจ lโamore.
Ora, Gesรน di fronte alla domanda capziosa del suo interlocutore, un sapiente scriba, risponde con una contro domanda: ยซche cosa sta scritto nella legge?ยป (contenuta nei primi 5 libri della Bibbia) e aggiunge: ยซche cosa leggi?ยป. Come a dire: non basta leggere la Sacra Scrittura, bisogna anche capirla! E lo scriba, citando Dt 6,5, risponde correttamente: bisogna amare Dio con tutto se stesso e il prossimo come se stesso. Questo maestro della Legge ha trovato che il principio di tutto รจ lโamore, non un freddo codice di leggi da rispettare (per non essere puniti da Dio). Siamo creati a immagine di Dio ed รจ lโamore che ci rende simili a Lui.
Tuttavia questo scriba, volendo giustificarsi chiese: ยซe chi รจ il mio prossimo?ยป. Al tempo di Gesรน era una domanda seria e vi erano in particolare due scuole di pensiero: la scuola rigorista di Shammai per il quale il prossimo era solo quello appartenente al proprio clan o tribรน. E poi vi era la scuola piรน permissiva, di Hillel, che vedeva nel prossimo anche lo straniero che risiedeva in Israele. Gesรน allarga ulteriormente gli orizzonti e propone come modello un samaritano, considerato dai giudei un eretico, un perduto, uno con cui non bisognava averci a che fare.
Non solo; in fondo Gesรน ribalta il concetto di prossimo: il problema non รจ chi รจ il mio prossimo (come a dire ogni persona senza distinzioni puรฒ esserlo) ma piuttosto: di chi ti fai prossimo! Come scrisse Kierkegaard: ยซCristo non parla di conoscere il prossimo ma di diventare noi stessi il prossimo: โฆ il Samaritano non provรฒ che il malcapitato era il suo prossimo, ma che egli era il prossimo del malcapitatoยป. Come a dire: il prossimo รจ qualcosa che riguarda me; non รจ una definizione, ma unโazione; non รจ una qualitร ma una responsabilitร verso lโaltro; non รจ una categoria ma un volto, una persona, quella di colui o colei al quale mi accosto.ย Il Card. Carlo Maria Martini nella sua celebre Lettera
Pastorale Farsi Prossimo โ che vi consiglio di leggere – scrisse: ยซIl prossimo non esiste giร . Prossimo si diventa. Prossimo non รจ colui che ha giร con me dei rapporti di sangue, di razza, di affari, di affinitร psicologica. Prossimo divento io stesso nellโatto in cui, davanti a un uomo, anche davanti al forestiero e al nemico, decido di fare un passo che mi avvicina, mi approssimaยป. Perciรฒ santโAgostino scrisse: ยซNon chiederti: chi รจ il mio prossimo? Tocca a te farti prossimo di chi รจ nel bisognoยป (De doctrina christiana I,30). Nel nostro esame di coscienza serale farebbe bene chiedersi: oggi a chi mi sono fatto prossimo? Chi ho aiutato, sostenuto, chiamato, incoraggiato?
Come farsi prossimo? Il Vangelo in risposta ci consegna una serie di verbi che scandiscono le azioni del samaritano: ยซInvece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciรฒ le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricรฒ sulla sua cavalcatura, lo portรฒ in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirรฒ fuori due denari e li diede allโalbergatore, dicendo: โAbbi cura di lui; ciรฒ che spenderai in piรน, te lo pagherรฒ al mio ritornoโยป.
Passare accanto, vedere, avere compassione, fermarsi, farsi vicino, fasciare, caricarsi, prendersi cura, dareโฆ รจ questa la spiegazione del come farsi prossimo. Verbi che parlano di cuore che batte, di occhi che vedono la sofferenza, di passi che si avvicinano e non tirano dritto, di mani che curano, che accarezzano, che spendono. Che il Signore ci aiuti ad incarnare questo esempio, ยซad andare e fare lo stessoยป, assomigliando al Padre mediante la pratica di un amore simile al Suo. Sapendo che Gesรน, che รจ in primis il nostro buon samaritano, non smette mai di sostenerci con il suo amore.
