Missio Ragazzi – Commento al Vangelo di domenica 24 maggio 2026 per ragazzi

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Nel cinquantesimo giorno dopo la Pasqua di Resurrezione eccoci alla festa che dà pienezza alla Pasqua: ecco la prima apparizione del Risorto. Per gli Ebrei “cinquanta” era il simbolo della perfezione, della completezza e già loro celebravano la Pentecoste come festa agricola, al termine dei 50 giorni dall’offerta del “primo covone” di grano (Lv 23, 15), quando venivano recate al tempio di Gerusalemme le primizie di ogni raccolto.

Pentecoste è dunque una festa che contagia tutti di gioia! Il Vangelo ci ricorda che c’era stata una sorta di imbarazzo e di perplessità nei discepoli, quando ancora Gesù era con loro e parlava della sua risurrezione.

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Gesù aveva riconosciuto che da soli essi non sarebbero stati capaci di portare il peso di tanti suoi insegnamenti e delle verità fondamentali, ma lo Spirito della verità li avrebbe certamente illuminati su tutto.

Ovviamente vi era molta paura negli apostoli quando calava la notte, rinchiusi in un piccolo luogo, appositamente sprangato, dal quale uscivano solo raramente e con molta circospezione, nel timore di un’aggressione da parte dei Giudei.

Ma nel giorno della Pentecoste ebraica, mentre tantissima gente era giunta a Gerusalemme da tutte le parti del mondo, lo Spirito Santo discende su di loro e li trasforma fino in fondo!

Parlano allora in modo che tutte le persone presenti siano in grado di capire quello che dicono e soprattutto di riconoscere nel loro linguaggio “le grandi opere di Dio”.

Inizia così il “tempo della Chiesa”, nel quale lo Spirito Santo mostrerà la presenza di Gesù e agirà nelle opere e nelle parole dei suoi ministri, che diffonderanno per ogni dove l’evento Gesù Cristo, l’amore e la Pace che siamo chiamati a favorire anche noi, ogni giorno.

Fonte: Missio Ragazzi