Gesù utilizza semplici racconti (le parabole appunto) per insegnarci cose complesse. Oggi ci dice di non pretendere di essere guide per gli altri se, mentre sbagliamo pure noi, non ci rendiamo neppure conto dei nostri errori e distrazioni.
Quando poi vogliamo correggere gli altri (cosa particolarmente buona, perché pensiamo di aiutare qualcuno), rischiamo di cadere nel ridicolo, non facendo attenzione alla “ingombrante trave” che limita il nostro sguardo. Gesù pare voglia porre una mano sulla nostra spalla e avvertirci: non ti accorgi che nel tuo occhio c’è addirittura una trave?
Sappiamo che ogni albero produce frutti che corrispondono alla tipologia dell’albero. Non possiamo raccogliere fichi (frutto dolce e molto apprezzato) dagli spini o grappoli di squisita uva dai rovi, pieni di spine. Così noi daremo buoni frutti se coltiveremo nella nostra esistenza la pace e la giustizia, l’ottimismo e la pazienza, ed eviteremo il disprezzo.
Ciò che teniamo nel cuore è ciò che verrà fuori, come anche dicevano i saggi nell’antichità: “nel cuore hai due lupi. Uno è aggressivo e violento, l’altro è mansueto e fedele. Vivrà solo quello a cui dai da mangiare”. Cosa facciamo crescere dentro di noi?
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